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INTERVISTA TC - Rimini, Scotti: "Nelle mie vene c'è sangue biancorosso"

di Giacomo Principato
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Francesco Scotti
Francesco Scotti

La carta d'identità dice che è nato a Roma e l'accento con cui parla ai nostri microfoni è indubbiamente quello della capitale. Eppure Francesco Scotti a Rimini sembra esserci nato e cresciuto. Attualmente da quattro anni di fila e prima ancora per tre stagioni consecutive in C2, il classe '83 è sempre stato a difesa della porta biancorossa. Autore di una prestazione coi fiocchi nel sentito derby vinto con la Vis Pesaro, il portiere si racconta a TuttoC.com.

Quanta importanza hanno i tre punti e la conseguente iniezione di fiducia?

Venivamo da un momento così così, fatto da tre pareggi di fila e la sconfitta con la Fermana che ci ha tagliato le gambe. Avevamo due turni consecutivi in casa e volevamo sfruttare il fattore campo, ma purtroppo la sconfitta con i marchigiani ci ha un po' demoralizzato. Abbiamo avuto occasione di rifarci contro la Vis Pesaro, uno di quei derby belli da giocare e ancor più da vincere. E' stata sicuramente una grossa iniezione di fiducia, la classifica richiedeva un successo e il risultato ottenuto ha fatto bene a tutto l'ambiente. Vincere ti aiuta a lavorare in maniera più tranquilla durante la settimana”.

Per la lotta salvezza, giornata dopo giornata, state dimostrando che ci siete anche voi.

Il gruppo in corsa per non retrocedere è tutto racchiuso nel giro di pochi punti: dall'ultima alla decima posizione ci sono solo quattro lunghezze. Questo campionato sta dimostrando che devi giocarti ogni singola partita come se fosse l'ultima”.

Vista la situazione risulta complicato pure fare pronostici.

Sono sempre più convinto che il tutto, dalla vittoria alla salvezza, si deciderà nelle ultime giornate. E' un campionato molto equilibrato, non è un caso che le squadre più in basso nella graduatoria possano battere quelle ai piani alti”.

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In cosa può ancora migliorare il Rimini?

Siamo partiti con un organico quasi totalmente nuovo, sia nei giocatori che nell'allenatore. A fare la differenza è l'amalgama del gruppo. Questa squadra deve giocare sempre al 100%, nel momento in cui si abbassa l'attenzione può accadere di tutto”.

In tal senso sarà necessario dar seguito al risultato ottenuto nel derby di settimana scorsa.

Una vittoria non deve esaltarti, così come non deve abbatterti una sconfitta. Bisogna sempre stare sul pezzo, dando il massimo in ogni singola partita. Questa squadra ha dimostrato che se scende in campo con voglia di fare risultato e di arrivare prima sul pallone può giocarsela con tutti”.

Il Rimini per lei è diventata una questione di cuore?

Questi colori mi scorrono dentro il sangue. Sono legato alla città e alla gente. Indosso questa maglia come se la indossasse un riminese, come qualcuno disposto a dare la vita per lei. Io entro in campo così. Questa città ormai ha adottato me e la mia famiglia, sarò sempre grato a Rimini e alla sua gente”.

E se una volta ritiratosi dall'agonismo ci fosse la possibilità di rivestire un altro incarico legato ai biancorossi?

E' quello che spero. Nella mia testa l'idea è quella di continuare a far calcio e se mi venisse data la possibilità non ci penserei su due volte”.

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