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INTERVISTA TC - Dionigi: “Stabia e Trapani, che storie. Catanzaro favorito ai playoff”

di Francesco Ferrari
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Lo scorso anno alla corte del Catanzaro dalla nona alla 28esima giornata di campionato, Davide Dionigi ha commentato l’esito del girone C che sabato scorso ha visto la matematica promozione della Juve Stabia in B dopo il successo contro la Vibonese. Il tecnico, che in carriera ha centrato due semifinali playoff ed è arrivato al secondo posto con il Taranto nel 2011 (con dieci punti di penalizzazione), ha guidato anche Reggina e Matera nella sua carriera. Dionigi, in esclusiva ai microfoni di TuttoC.com, ha fatto un punto su quello sull’annata del girone C, senza nascondere quali possono essere le favorite nei playoff.

Partiamo dalla Juve Stabia: capolista da inizio a fine stagione. La Serie B è stato un giusto verdetto.
“E’ stata una promozione clamorosa, però il club ha fatto quello che c’è da fare: ha vinto, spendendo il giusto e tutte le componenti hanno lavorato partendo già dell’anno prima: non è stata una vittoria di squadra o di allenatore, ma un lavoro certosino di tutta la società. Poi, in campo, c’è stato il mix giusto di giovani ed esperti. Hanno meritato la vittoria”.

Se l’aspettava?
“No. In estate era difficile immaginarlo, ma c’erano squadre che hanno speso ben di più rispetto alle Vespe. L’avrei messa tra il quarto e il sesto posto”.

Più brave le Vespe oppure hanno deluso le inseguitrici? Catania, Catanzaro e Trapani sembravano decisamente più accreditate alla vigilia.
“Il Trapani è stata una bella storia in realtà: ha avuto mille problemi alla vigilia e anche a loro farei un grande applauso. Poi, per investimenti fatti, la Juve Stabia ha sbaragliato la concorrenza”.

Un allenatore che l’ha sorpresa finora?
“Non conoscevo Vincenzo Italiano, tecnico del Trapani. Ha fatto vedere ottime cose, sapendo gestire bene le difficoltà estive e arrivando a giocare lo scontro diretto decisivo”.

La Viterbese, il prossimo 1 maggio, effettuerà il suo ultimo recupero contro il Catanzaro. Quanto ha inciso l’inizio a handicap del campionato nella lotta finale?
“Molto. Come all’Entella nel risultato di martedì sera a Piacenza. Come organico era da primi posti, poi nel giocare tante partite capita che qualcuna tu possa fermarti”.

Qualcuno definisce questo come un torneo falsato, eccessiva questa dicitura?
“Sì, è eccessiva. Però diciamo che è stato poco lineare…”.

Tra le sorprese ci sono Potenza, Virtus Francavilla e Monopoli.
“Il Potenza ha avuto la maggior continuità: è quella che, a mio parere, ha fatto il miglior percorso”.

Tante favorite che non hanno decollato, è forse lo specchio di un girone con un livello più alto?
“Difficile dirlo. Forse negli altri gironi c’erano più squadre preparate a tornei di vertice. Però, il raggruppamento C, è un campionato a parte ed è differente per altri motivi: ci sono dinamiche diverse, ci vogliono giocatori e allenatori da girone C. Cambia il modo di approcciare, la storia delle partite e la tipologia dei calciatori”.

I playoff saranno una lotteria, chi di questo girone ha le carte in regola per arrivare alla B?
“Il Catanzaro, che ha fatto tanti investimenti. Parla il budget, così come per il Catania. E’ il primo anno per i calabresi che puntano così in alto e quindi ci può stare che non sia arrivato subito il primo posto. Loro due e il Trapani si giocheranno al meglio i playoff. Metto in prima posizione il Catanzaro”.

Una parola sul Matera, sua ex squadra e ora scomparsa.
“Chi c’era quest’anno ha pagato una serie di errori di gestione nei vari anni”.

Passando a Lei, Davide Dionigi in questo momento cosa sta facendo?
“Sono in attesa di una chiamata, anche se questa stagione di stop mi è servita per ricaricare le pile”.

Il mestiere dell’allenatore è sempre complicato, soprattutto in Italia.
“In questo spero che l’Ajax abbia aperto gli occhi a tanti: il crollo della Nazionale e delle squadre italiane in Europa non è un caso. Sia a livello di organizzazioni e dirigenziali. Ancelotti ha fatto una bella intervista: mi piacerebbe fare come l’Ajax ha detto, ma qui dopo cinque giornate un allenatore è già a rischio e si fatica a programmare. Ripeto, spero tanto che l’Ajax e la sua formazione a livello giovanile abbiano fatto scuola anche qui da noi…”.


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