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TERNANA, UN LEONE IN GABBIA. SCUSATE IL RITARDO! DI PAOLANTONIO CORTEGGIATO DA MEZZA SERIE B. IL MAESTRO E LA VECCHIA SIGNORA CON LA BENEDIZIONE DI AGNELLI

di Nicolò Schira
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Un premessa doverosa: in questo editoriale non si parlerà per nessun motivo di Coronavirus. Un modo per esorcizzare la pandemia che sta mettendo in ginocchio l'Europa e al tempo stesso provare a riportaci alla normalità. Per cinque minuti (il tempo di lettura dell'articolo) spazio al calcio giocato tra club in crisi, talenti emergenti, possibili cambi di allenatori e belle storie di Lega Pro da raccontare. Come di consueto alla nostra maniera, senza peli sulla lingua. 

Un Leone in gabbia. Il Leone in questione, da scrivere rigorosamente con la L maiuscola essendo un cognome, di nome fa Luca e di professione è il direttore sportivo della Ternana. Da 10 anni il dirigente pescarese è uno dei più capaci della categoria. Lo dimostrano gli anni ruggenti di Lanciano: una promozione incredibile in Serie B, quella del 2011 ai playoff contro il Trapani grazie a una squadra costruita l'ultima settimana di mercato tra acquisti low-cost e parecchie scommesse. In B con il club della famiglia Maio quattro salvezze di fila, lanciando numerosi talenti. Qualche nome a caso: Andrea Conti, Alessio Cragno, Leonardo Pavoletti, Leonardo Spinazzola. Tutti arrivati negli anni successivi in nazionale. Senza dimenticare gente come Sepe, Leali, Cerri e Falcinelli. A pochi chilometri di distanza, nella sua Pescara, tra il 2016 e il 2018 ha scommesso su altri ragazzi di talento come Biraghi e Cristante, rinati in Abruzzo e scovato elementi come Verre, Mancuso, Gravillon, Machin. Eppure a Terni non sta riuscendo a lasciare il segno. L'anno scorso è arrivato in corsa a gennaio senza riuscire a invertire la rotta. Quest'anno ha portato avanti la rosa della scorsa stagione (c'erano pesanti triennali ereditati), ripetendo da Fabio Gallo che aveva finito bene la stagione. Il tecnico ex Como e Spezia non convince e Bandecchi pensava all'esonero. Tanto che più di un contatto c'era stato con Andrea Sottil. Il bel gesto di Gallo, che ha rinunciato al contratto per la prossima stagione e si messo in gioco, è stato apprezzato dalla proprietà. La Ternana e UniCusano hanno una disponibilità economica incredibile per la categoria e dovrebbero dominare il campionato. Invece anche quest'anno c'è il rischio di una incompiuta. Per Leone sono tornate a riecheggiare le sirene del Pescara, dove avrebbe più potere decisionale. A Terni tra l'ex arbitro Paolo Tagliavento (molto stimato dalla proprietà) e dallo stesso Bandecchi che spesso interviene in prima persona il direttore sportivo si trova bypassato. Difficile così incidere e fare la differenza come accadeva a Lanciano. 

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Scusate il ritardo, verrebbe da dire. Il protagonista ritardatario è Alessandro Di Paolantonio, esploso a 27 anni dopo stagioni vissute da promessa inespressa. Le vie del calcio sono strane, si sa, e la vicenda del numero 7 dell'Avellino lo testimonia. Nel 2013, a 21 anni, DiPa era lanciatissimo. Centrocampista offensivo del Teramo Champagne di Vincenzo Vivarini, che vinse il campionato. Proprio Di Paolantonio siglò il gol promozione a Savona in quella che poi sarebbe diventata la gara maledetta per tutti i tifosi abruzzesi. Il salto di categoria, meritato sul campo, sfuma così a tavolino. Il Pescara lo corteggia e insiste per strapparlo al presidente Campitelli, ma Alessandro non se la sente di abbandonare Teramo dopo gli addii della coppia d'oro Lapadula-Donnarumma. La permanenza in biancorosso non porta i risultati sperati e la carriera non decolla. Addirittura alla fine della sessione estiva di mercato 2018 si trova svincolato e senza squadra. La ripartenza è dai Dilettanti: lui e l'Avellino insieme per risorgere. Amore a prima vista: campionato vinto da trascinatore e quest'anno in C già 9 gol segnati. Nessun centrocampista è stato più prolifico di Di Paolantonio, che è in scadenza di contratto e fa gola a molti. Visione di gioco euclidea (7 assist sfornati in questa stagione) congiunta a una grande capacità balistica dalla distanza che lo rendono mortifero per i portieri avversari. Dal piano di sopra hanno già acceso i radar: Pescara, Cittadella e Ascoli lo seguono da tempo, ma anche il Pordenone ha chiesto informazioni. Perché non è mai troppo tardi. Il "ritardatario" Di Paolantonio ha confermato sul campo di valere la Serie B. Con qualche anno di anno è pronto in estate a fare il meritato salto di categoria...

Da un centrocampista di qualità al più grande regista italiano degli ultimi 25 anni: alludiamo naturalmente ad Andrea Pirlo, il Maestro come era stato ribattezzato dai colleghi newyorkesi durante la sua esperienza in MLS. Pirlo vuole allenare ed è pronto a partire dalla Lega Pro come il suo amico Gilardino, che sta ben figurando al timone della Pro Vercelli. Per il Maestro c'è il richiamo della Vecchia Signora. Quella Juve con la quale ha scritto pagine storiche della sua carriera e che lo vorrebbe alla guida della formazione Under 23. L'esperimento Pecchia non ha convinto e per questo in estate la panchina bianconera cambierà nuovamente timoniere. Una scommessa suggestiva quella rappresentata dal Campione del Mondo, che gode della stima di Andrea Agnelli. Il suo principale sponsor si sussurra dalle parti della Continassa. Pronto un biennale. D'altronde AA interviene poche volte nelle scelte tecniche: l'ultima volta che l'aveva fatto era il 2011. All'epoca aveva caldeggiato a Beppe Marotta il nome di Antonio Conte per la Prima Squadra. Sappiamo tutti come sono andate le cose: 3 scudetti in 3 anni. Meglio ascoltare le sue benedizioni...

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