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SPEGNERE E RIACCENDERE. ECCO L'UNICO MODO PER SALVARE IL CALCIO ITALIANO. QUATTRO GARE (A PORTE RIGOROSAMENTE CHIUSE) PER RISOLVERE IL DILEMMA DEI CAMPIONATI 2020/2021: ECCO LA "MIA" SOLUZIONE

di Luca Bargellini
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Alzi la mano chi di voi non ha mai dovuto confrontarsi con un computer che, proprio sul più bello, decide di bloccarsi. Facendolo, in aggiunta, esattamente un istante prima di salvare il file sul quale tanto ossequiosamente stavate lavorando. Qualsiasi manovra a quel punto risulta, sempre, vana. Il modo per riattivare la macchina, seppur perdendo quanto fatto nell’ultima sessione operativa, è solo uno: spegnere e riaccendere.

Esattamente l’unica operazione che il calcio italiano ha a disposizione per garantirsi un futuro. Il dibattuto su come e quanto riprendere la stagione sta andando per le lunghe, ma oramai è evidente a tutti che la stagione 2019/2020 sia praticamente finita. Troppi i dubbi ancora esistenti sulle date della ripresa per poter stilare un calendario preciso all’interno del quale inserire tutte le competizioni ancora in essere. Per la Serie A, oltre al campionato ci sono Coppa Italia, Champions League ed Europa League. Per la B solo il campionato, mentre per la C campionato e coppa. In totale sette tornei da incastrare in poche, pochissime settimane. E se per alcuni spicca il fatto che il calendario delle tre leghe sia sovrapponibile, per altri è altrettanto chiaro che se non c’è spazio per portare a compimento anche uno solo dei percorsi presi in esame (Serie A su tutte) ecco che il banco salta.

Inutile girarci intorno. Questa è la realtà. Per questo dico a tutti: spegniamo e riaccendiamo. Per ripartire.

Detto questo i problemi sul come “riaccendere” il sistema calcio senza veder conclusa una stagione sono chiari ed evidenti. Cancellare promozioni e retrocessioni delle serie prese in esame (alle quali dobbiamo aggiungere anche quella dei Dilettanti) sarebbe probabilmente troppo. Società come Monza, Vicenza e Reggina in C, così come il Benevento in B, hanno dimostrato di meritarsi la promozione sul campo in maniera palese e non sarebbe giusto togliere loro quanto raccolto sul rettangolo verde. “In medio stat virtus” dicevano i latini e, ancora una volta, potrebbero avere ragione.

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La scelta più opportuna per garantire una parvenza di normalità alla stagione 2020/2021 potrebbe infatti essere quella quella di confermare il numero stabilito di promosse e retrocesse, trovando però una sorta di scorciatoia che riduca al minimo gli impegni.

Secondo questa linea di pensiero, probabilmente logica solo per chi scrive, le tre prime in classifica dei gironi di C andrebbero in cadetteria in maniera automatica, con la quarta promossa richiesta da regolamento che potrebbe uscir fuori da un mini playoff fra le tre seconde in classifica (Carrarese, Reggiana e Bari) più la quartultima della Serie B (ad oggi la Cremonese). Tre partite secche, chiaramente in campo neutro e senza pubblico, e problema risolto.

Per il passaggio dalla B alla A il tutto sarebbe ancora più semplice con la promozione delle tre squadre prime in classifica (Benevento, Crotone e Frosinone), mentre il percorso inverso toccherebbe a Brescia, SPAL e una fra Lecce e Genoa che potrebbero affrontarsi, come ipotizzato in C su campo neutro e a porte chiuse.

In questo modo, al netto delle competizioni europee che riguardano altre federazioni e della Coppa Italia (sia quella maggiore che quella di Serie C) il quadro sarebbe “risolvibile” anche se con una buona fetta di scontenti.

Nella situazione attuale, però, è davvero impensabile accontentare tutti. Anzi, l’unica maggioranza da accontentare è quella della popolazione italiana che punta, prima di tutto, ad uscire dall’attuale emergenza sanitaria e poi ad avere un campionato al quale appassionarsi ancora. Magari per dimenticare questo 2020 da incubo.

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