L’AKRAGAS RIPARTE DA VULLO, LA LUCCHESE PASSA A GRASSINI: AUGURI A TUTTI, ANCHE SENZA MIRACOLI. SERIE C E TALENTO, GLI 11 GIOVANI PIÙ PROMETTENTI

di Ivan Cardia
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Scadenze, stipendi, striscioni: per una volta, parliamo di cose positive. Tante volte, su queste pagine, ho scritto di quello che non va, delle criticità, della difficoltà di seguire il calcio della Serie C senza raccontare fallimenti e stipendi non pagati. C’è una Lega Pro che deve barcamenarsi in acque molto agitate, e ne continuerò a parlare. A breve, peraltro, c’è una doppia scadenza cruciale per capire il destino di molte società: vi terremo aggiornati come sempre. 

Per una volta, però, c’è da raccontare anche un campionato fatto di valori tecnici, di duelli, di promozioni in B tutte da decidere. Di talenti. Non è la Serie C la fucina dei talenti del nostro calcio, anche nelle idee e nelle proposte del presidente Gravina? Di talento ce n’è, proviamo a mettere in fila alcuni dei giocatori che, forse, bontà loro, tra qualche anno vedremo sui campi di Serie A, magari da protagonista. Prima, tanto per rimanere non proprio simpatici a tutti, due puntate di storie che avete già letto da queste parti.

L’Akragas riparte da Salvatore Vullo, dovremmo esserci. Le ultime resistenze erano legate più al convincimento del tecnico che a quello della società, anche perché quest’ultima, silurato Di Napoli, avrebbe avuto difficoltà a trovare alternative. Le parole del tecnico, che si è detto pronto ad accettare la proposta, dovrebbero chiudere il cerchio. Riparte, si fa per dire: l’Akragas degli ultimi tempi era oggettivamente molto lontano dal fornire prestazioni sufficienti. Le colpe di Di Napoli c’erano, ma il tecnico ha pagato colpe non sue: la vera ripartenza deve avvenire fuori dal campo. Che siano iraniani, italiani, o marziani, l’importante è che i nuovi soci arrivino con un progetto serio, che metta in conto le falle già esistenti, e che non si faccia problemi a ripartire dalla Serie D. Guardiamoci in faccia: i miracoli non esistono, e forse non sarebbero neanche tanto giusti. 

Riparte anche la Lucchese. Scriverò il meno possibile, per non urtare la suscettibilità di nessuno. I toscani sono pronti a finire nelle mani del gruppo guidato da Lorenzo Grassini, con la garanzia anche tecnica di Fabrizio Lucchesi: gli auguro di tutto cuore ogni bene, anche perché la stagione qui, dal punto di vista sportivo, può ancora concludersi bene e persino molto bene. Però una domanda sorge spontanea: si parte bene? Con una visita del nuovo patron che, raccontano le cronache cittadine, prende alla sprovvista l’attuale direttore sportivo, e di traverso l’amministratore unico, si poteva forse partire meglio. 

Arriviamo alle belle cose, il talento di cui il nostro calcio ha bisogno, e che magari può trovare proprio nel serbatoio della Serie C. Le top 11 non rendono onore al merito, perché possono esserci dieci centrocampisti fortissimi e nessun difensore decente, però divertono chi le scrive e spero anche chi legge. In porta, impossibile non pensare a Cucchietti della Reggina: classe ’98, titolare per tutta la stagione. In difesa, a destra Samuele Birindelli: ’99, figlio d’arte, assist e corsa per il Pisa. A sinistra, uno dei migliori dell’intero undici: Luca Pizzul della Triestina, anche lui ’99. Coppia centrale con Fabio Delvino, ’98 del Bisceglie, e Riccardo Baroni, ’98 della Lucchese. Centrocampo a tre: di Gabriele Bove, ’98 della Sambenedettese, si parla già tanto anche perché scuola Juve. Di Roberto Biancu, 2000 dell’Olbia, sentiremo parlare tantissimo per forza di cose. Con loro, Roberto Marino, di nuovo a Reggio Calabria. Tris d’attacco con Simone Mazzocchi del Siracusa, Giacomo Vrioni della Pistoiese, Kevin Piscopoo della Carrarese. Tutti e tre ’98. Se son rose, fioriranno. 


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