Teramo, un 2019 da incubo tra 'beffa Costantino' e 'questione camorra'

di Sebastian Donzella
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Il 2019 è appena iniziato ma di questo passo, a Teramo, i biancorossi inizieranno a sperare nell'arrivo del 2020. La prima parte del nuovo anno, per i gli abruzzesi, è stata semplicemente da incubo, con due questioni spinose, la prima sul piano sportivo e la seconda sul piano della comunicazione. Ma, ben presto, potrebbe trasformarsi anche in un problema giuridico.

Parliamo, rispettivamente, della beffa subita nel trasferimento di Rocco Costantino e delle parole sulla camorra del nuovo amministratore delegato. Ma andiamo con ordine: vi abbiamo raccontato con dovizia di particolari il passaggio dell'attaccante classe '90 dal Sudtirol alla Triestina, con i teramani che, per ben due volte, erano sicurissimi di ingaggiarlo. L'ultima volta la convinzione era tanta da spingere patron Campitelli a esporsi in prima persona, frutto di un accordo col Pescara per arrivare al giocatore che, però, non è mai stato firmato dal diretto interessato.

Nemmeno il tempo di smaltire la delusione di calciomercato e subito il club aprutino si è ritrovato dentro l'occhio del ciclone. "Che la Camorra è una montagna di m… proprio no. La considero una scelta di vita", le parole strappate a Nicola Di Matteo da Vera TV. Parole che hanno scatenato un putiferio, soprattutto in Lega, con il presidente Ghirelli che ha segnalato il neo-amministratore delegato del Teramo alla Procura Federale. E tra una settimana gli uomini di mister Maurizi, a cui mancano ancora un paio di pedine per avere la squadra al completo, saranno di nuovo in campo. Sperando in un 2019 migliore.


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