Dalla nebbia del nord al mare sardo: l'ascesa di Bellodi

di Claudia Marrone
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Dal Milan probabilmente al Cagliari (il mercato estivo chiarirà il tutto), passando - e forse rimanendo - da Olbia. E dalla Nazionale. E' già un percorso decisamente denso quello del giovane Gabriele Bellodi, difensore di proprietà del Milan ma attualmente in prestito all'Olbia, dove il Cagliari ha potuto valutarlo proponendo un'offerta per quella che sarà la prossima stagione.
Perché tra i giovani del futuro c'è lui, il classe 2000. Quello per cui il sodalizio di patron Marino è già a lavoro, ripartire da lui è uno degli obiettivi del club. Le nuove regole impongono un massimo di 6 prestiti, e lui dovrà essere tra quelli: per il benestare dell'Olbia, sì, ma anche per sè stesso, per consacrarsi definitivamente al calcio professionistico: a ogni modo, tra i "talenti in prestito", è lui il difensore prescelto da TuttoC.com per il Girone A.

Nato a Mantova, il difensore centrale, alla corte di Filippi (con la parentesi Carboni) ha esordito tra i professionisti, in quello che è stato il suo primo anno nel calcio dei grandi, con i galluresi che gli hanno da subito dato fiducia poiché, prima del trasferimento, aveva subito una lesione al legamento della caviglia durante un amichevole con l’Under 19.
Si, la Nazionale, perché Bellodi è presenza fissa in Azzurro, con una alle spalle la lunga trafila che inizia già con l'Under 16, e che lo vede poi marciare fino, almeno per adesso, all'U19: poi chissà, ma un predestinato come lui – che nella Primavera del Milan è cresciuto sotto l'occhio vigile di Gattuso - difficilmente non proseguirà questo percorso. 

Soprattutto perché, in questa stagione, ha ampiamente mostrato il suo valore, collezionando 29 presenze da titolare, di cui una sola giocata per 62'. Difensore centrale, da piccolo sognava di fare il portiere, come suo papà Mirko che ha militato anche in Serie B; la scelta poi ricade sull'attacco, ma da li si sposta sulla fascia sinistra, terzino. Poi la grande intuizione: il centro della difesa, dove ha potuto esprimere le sue grandi doti di tempismo, capacità di anticipo e senso della posizione. E la scalata.


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