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Tunjov: "Alla Pro Patria per rilanciarmi. Crediamo nella salvezza"

di Laerte Salvini

Georgi Tunjov sa bene cosa significhi sacrificarsi per inseguire il calcio. Dall’esordio a soli quindici anni nella massima serie estone alla chiamata della nazionale, fino alle esperienze nel calcio professionistico italiano. Un percorso fatto di salite, ostacoli e nuove ripartenze. L’ultima lo ha portato alla Pro Patria, scelta non semplice in una stagione complicata per i bustocchi, impegnati in una rincorsa salvezza che oggi appare difficile ma non impossibile. A 25 anni il centrocampista estone non ha alcuna intenzione di arretrare: vuole sfruttare questa occasione per rilanciarsi, mettendo qualità ed esperienza al servizio della squadra di Bolzoni. Ai microfoni di TuttoC.com Tunjov racconta il suo momento, tra ambizioni personali, spirito di gruppo e la convinzione che la corsa della Pro Patria non sia ancora finita.

Come ti stai trovando alla Pro Patria dopo il trasferimento a metà stagione?

"Mi sto trovando bene. È arrivata un’opportunità inaspettata a metà stagione, ma l’ho accolta con grande entusiasmo perché per me rappresenta anche un’occasione per rilanciarmi. Ho trovato un ambiente positivo e compagni disponibili, quindi l’inserimento è stato abbastanza naturale."

Cosa non ha funzionato all’Ospitaletto, nonostante un buon inizio?

"Sinceramente non so dare una risposta precisa. All’inizio le cose erano partite bene, poi però l’allenatore aveva i suoi giocatori di fiducia e ha continuato ad affidarsi soprattutto a loro. Nel calcio succede spesso: a volte si trovano meno spazi e bisogna accettarlo."

Che atmosfera si respira nello spogliatoio in vista delle prossime partite, con una salvezza difficile ma ancora possibile?

"Noi ci crediamo. Tutto il gruppo è consapevole che la situazione è complicata, ma sappiamo anche che finché la matematica non ci condanna dobbiamo continuare a provarci. L’obiettivo è dare il massimo in ogni partita e giocarcela fino alla fine."

Che spirito hai trovato nel gruppo e cosa vi sta dando un allenatore giovane come Bolzoni?

"Quando sono arrivato sono rimasto positivamente sorpreso. Nonostante la classifica non fosse delle migliori, ho trovato uno spogliatoio sereno, senza tensioni o negatività. I ragazzi sono tranquilli nel senso giusto del termine, lavorano e credono in quello che fanno. Penso che questo sia merito anche del mister e dello staff, che stanno riuscendo a tenere il gruppo unito."

Hai già giocato tra Serie A e Serie B: quanta voglia hai di tornare a quei livelli?

"Ho tantissima voglia. Negli ultimi anni il livello delle squadre in cui ho giocato si è un po’ abbassato rispetto a quelle categorie, ma non ho mai smesso di credere nella possibilità di tornare a quei livelli. L’importante è continuare a lavorare, non mollare e sfruttare ogni occasione per rilanciarsi."

Nei momenti più difficili chi ti è stato più vicino?

"Sicuramente la famiglia è stata sempre il punto di riferimento principale. Però devo dire che nel calcio ho avuto anche tanti compagni e allenatori con cui ho costruito buoni rapporti. Quando hai persone attorno che ti sostengono diventa più facile superare i momenti complicati."

Cosa pensi di aver portato alla squadra dal tuo arrivo?

"Credo che, in generale, gli acquisti arrivati nel mercato abbiano portato un po’ di energia nuova. Siamo arrivati magari con più spensieratezza e questo ha aiutato a trasmettere fiducia nello spogliatoio. La cosa importante è che ora la squadra affronta ogni partita con più convinzione, anche se sappiamo che dobbiamo ancora fare tanti punti."

Hai vissuto anche l’esperienza del Pescara, conclusa con la promozione in Serie B. Cosa ti porti dietro da quel periodo?

"A Pescara eravamo davvero un gruppo speciale. C’era una grande unione nello spogliatoio e tutti lavoravano nella stessa direzione. Quella compattezza è stata una delle chiavi che ci ha permesso di ottenere la promozione in Serie B."

Ti senti uno dei leader di questa Pro Patria?

"Sì, mi piace avere questo tipo di responsabilità. Sentirmi parte importante del gruppo mi dà ancora più motivazione e mi spinge a dare qualcosa in più in campo. Se posso aiutare la squadra anche con la mia esperienza, lo faccio volentieri."


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