Trento, Capone: "Quando risultati latitavano, Tabbiani non ci ha scoraggiati"
Christian Capone, ala sinistra del Trento, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, raccontando il momento positivo della sua squadra e le ambizioni per il campionato.
Un momento sicuramente positivo in casa gialloblù.
"Sì, sicuramente. Arriviamo da risultati positivi, compresa l’ultima trasferta. Stiamo facendo un buon campionato e sono convinto che, se continuiamo così, possiamo toglierci grandi soddisfazioni".
Anche perché, a parte un breve periodo di flessione fisiologica qualche mese fa, siete sempre rimasti stabilmente in zona playoff.
"Esatto. All’inizio la squadra era tutta nuova, con tanti innesti, e abbiamo fatto tanti pareggi consecutivi senza riuscire a vincere. Ora invece abbiamo trovato continuità, la squadra sta bene, si diverte e siamo contenti".
Hai centrato un nodo cruciale: la continuità. Nel calcio conta tantissimo.
"Sì, contano i risultati e le prestazioni, ma spesso non vanno di pari passo. Quando invece tutto si incanala, i risultati arrivano. La continuità è proprio ciò che serve per fare bene".
Siete una squadra cui piace giocare e avete costruito un’identità fin dall’inizio.
"Esatto. Ci piace proporre calcio, abbiamo un’identità chiara. Anche quando i risultati non arrivavano – e a volte meritavamo di più – il mister è stato bravissimo a non farci scoraggiare e a insistere sulla nostra strada. Ora i frutti si vedono e speriamo di continuare così per fare un campionato di alto livello".
A proposito di “campionato di alto livello”, ti faccio la domanda antipatica: qual è l’obiettivo a questo punto?
"Puntiamo il più in alto possibile. Non abbiamo mai avuto un obiettivo fisso, abbiamo sempre detto “partita per partita”. Ora siamo in una posizione ottima, a un solo punto dal quarto posto. Arrivare quarti significherebbe giocare i playoff in maniera più agevole e puntare ai playoff nazionali. Per ora siamo contenti, dobbiamo continuare così: sono sicuro che possiamo arrivare molto in alto".
Il secondo e terzo posto sembrano appannaggio di Lecco e Union Brescia, ma le due stanno vivendo un momento di stanca. Il primo posto invece pare ormai chiuso per il Vicenza, la tua ex squadra, che sembra destinato alla Serie B.
"Il distacco è notevole. L’anno scorso a Vicenza ci siamo trovati anche sotto di 10-12 punti, poi siamo arrivati a giocarcela fino alla fine. Quest’anno però vedo un Vicenza quasi infallibile, che fa fatica a perdere punti. Credo sia l’anno giusto per la società e per la squadra. Se non dovesse arrivare la Serie B, si potrebbe dire che è il Vicenza ad aver perso il campionato, non gli altri ad averlo vinto".
L’anno scorso c’era stato un testa a testa più equilibrato con il Padova. Quest’anno dopo il Vicenza c’è un po’ di vuoto.
"Sì, il Vicenza ha un distacco superiore rispetto a quello che aveva il Padova l’anno scorso. Hanno una compattezza incredibile, una rosa forte e un allenatore bravissimo. A questo punto del campionato un ribaltone sarebbe sorprendente. Da ex vicentino spero comunque che vincano: dopo stagioni da eterna seconda, hanno raggiunto la maturità per farcela. Nel calcio però mai dire mai".
Tornando al Trento: qual è il segreto di questo gruppo?
"La spensieratezza. Giochiamo in un ambiente che ci dà tutto, ci lascia tranquilli e ci permette di esprimere il nostro calcio anche nei momenti difficili. Abbiamo una società che ci sta sempre dietro. E poi c’è il mister: negli ultimi anni sta facendo benissimo. È un allenatore che dà tantissimo a una squadra giovane come la nostra".
Hai ragione, di Tabbiani mediaticamente si parla poco. Non fa sceneggiate, non si mette in mostra, è una mano invisibile ma determinante.
"Esatto. Ho avuto tanti allenatori, anche in categorie superiori, ma come lui ne ho avuti pochi. È sempre super positivo, ci tiene in linea mentalmente. Anche quando i risultati non arrivavano, si vedeva che esprimevamo un gran calcio. Sono sicuro che avrà una carriera importante e sono contento di essere allenato da lui. Spero di toglierci soddisfazioni insieme".
Nel vostro girone c’è l’Inter Under 23. Tu hai avuto esperienza anche nelle squadre B, all’Atalanta. Come le collochi in Serie C? Il progetto non è mai decollato come ci si aspettava.
"È un tema molto discusso. Io ci sono passato: ero uno dei più grandi, un over. Ho visto ragazzi uscire dalla Primavera e catapultarsi in realtà con pressioni altissime, che magari non riescono a gestire. Invece le seconde squadre permettono ai giovani di crescere con continuità, vicino casa, senza stravolgere la vita. Penso sia un progetto importante e sono super favorevole: spero che le società continuino a investire in questo senso".
A proposito di talenti usciti dall’Atalanta, parlaci di Palestra, classe 2005. Come lo descriveresti?
"Un fenomeno. Quando è uscito dalla Primavera era timido, ma si vedevano subito qualità atletiche e tecniche impressionanti. È un bravissimo ragazzo. Sono felicissimo per lui: credo sia solo l’inizio di una carriera importante".
Il Cagliari può essere la piazza giusta per maturare con un po’ di tranquillità?
"In Serie A è difficile trovare piazze senza pressioni, ma credo sia stata la scelta giusta. Il Cagliari ha una rosa giovane, l’allenatore crede tantissimo nei ragazzi e ha coraggio a farli giocare. Quando il giocatore è forte, esce fuori. Mister Pisacane viene dalla Primavera, capisce i tempi dei giovani e sa aspettare: in Italia spesso manca proprio questa pazienza".
Ultima domanda sui talenti: quanti giovani interessanti stai vedendo al Trento?
"Tanti. Ci sono giocatori forti, anche in prestito da società di livello superiore. Per un ragazzo giovane Trento è il posto ideale: con un mister così, con questa società, è il top per fare il salto in categorie più alte. I risultati si vedono: i nostri giovani stanno facendo benissimo".
In Serie C si parla spesso di situazioni brutte, penalizzazioni, rischi… tu hai portato una ventata di aria fresca parlando di una società seria e solida come il Trento.
"Anche per noi vedere società in difficoltà come la Triestina non è bello. Sapere che ci sono club che sanno fare calcio in questo modo è positivo. Spero ce ne siano sempre di più".