Renzo Rosso: "Il Vicenza deve consolidarsi in B e aprire il capitale. Non voglio prime donne"
Renzo Rosso, patron del Vicenza e re della moda, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport in cui ha parlato a tutto campo della promozione in Serie B ottenuta con anticipo record, del futuro del club, del calcio italiano e delle sue passioni.
Sul modello da seguire per il calcio italiano, Rosso ha indicato la strada intrapresa dal Lane: «Come abbiamo fatto noi a Vicenza, educando i ragazzi sin dal settore giovanile, facendoli attaccare al proprio territorio, evitando loro la ludopatia e i rischi della strada. Gli uomini fanno la differenza, non le squadre. Siamo andati in Serie B con sei ragazzi cresciuti in casa quasi sempre titolari e sette impegnati con le varie nazionali giovanili».
Il progetto del vivaio è centrale nella visione di Rosso: «Sin dal 2018 puntiamo su un calcio sociale, con una base di 4.000 ragazzi. Collaboriamo con tutte le società della provincia che se hanno un ragazzo bravo lo mandano da noi, e noi giustamente riconosciamo loro un premio. E andiamo oltre, facciamo istruzione come nelle nostre aziende. Investiamo un milione e mezzo per il vivaio».
Rosso ha spiegato le linee guida per la prossima stagione in Serie B: «Ho solo detto: non prendetemi prime donne. Bisogna salvare gli equilibri. E poi vorrei aprire il capitale della società ad altri imprenditori della città, perché il Vicenza deve essere indipendente dai Rosso e ha tanti progetti, a cominciare da quello già pronto per rifare il Menti».
Sui rapporti con la tifoseria, dopo qualche frizione iniziale per la maglia celebrativa dei 120 anni, il feeling è diventato ottimo: «C’è un bel feeling. Per i 120 anni del club avevo disegnato io una maglia bellissima, e loro mi hanno insultato perché non rispettava la storia, così ho risposto per le rime... Poi ho detto: voi fate il vostro e io faccio il mio. Ci siamo chiariti ed è nato un feeling meraviglioso. Capisco la storia, ma io vengo dalla moda e devo dare un segnale».
L’emozione più forte è arrivata sotto la curva dopo la promozione: «Gallo mi ha abbracciato alzandomi di peso, Costa mi ha portato sotto la curva. Non ci ero mai andato. E ammetto che mi è scesa una lacrima dopo il secondo gol di Stückler e mio figlio mi ha abbracciato forte. Nella mia carriera di imprenditore ho vissuto tante emozioni e questa entra ai primi posti».
Rosso ha confermato di non intervenire nelle scelte tecniche («Io non intervengo mai nelle scelte tecniche») e ha lodato il lavoro del figlio Stefano come presidente, che ha scelto ds Zamuner e allenatore Gallo. Infine, sul futuro societario, Rosso ha ribadito l’apertura: «Voglio coinvolgere l’imprenditoria locale aprendo anche a investitori stranieri, perché hanno una visione diversa, e hanno ambizione. Un partner straniero aiuterebbe a coinvolgere imprenditori locali per una crescita maggiore loro e del Vicenza. Bisogna aprire i capitali. La competenza dei Fondi unita alla nostra passione, anche per il progetto stadio, sarebbe il binomio perfetto».