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Potenza, Kirwan: "Questa squadra ha potenziale, vogliamo la Coppa Italia"

di Laerte Salvini

A galoppare sulla fascia ci ha costruito una carriera. Quasi dieci anni di calcio in Italia, tra promozioni, responsabilità e piazze che lasciano il segno. Niko Kirwan ha conosciuto la gioia della Serie B con la Reggiana, ha indossato la fascia da capitano a Padova, diventando uno dei simboli di un ciclo importante per il club biancoscudato. Poi la scelta di cambiare strada, scendere nel girone C e accettare la sfida del Trapani, in una stagione partita con grandi ambizioni e conclusa tra difficoltà extra-campo. A gennaio una nuova ripartenza, questa volta con la maglia del Potenza, dove in poche settimane il laterale neozelandese ha portato esperienza, leadership e soprattutto equilibrio. Qualità preziose in un finale di stagione in cui i lucani vogliono recitare il ruolo di mina vagante, con un obiettivo ben chiaro: la finale di Coppa Italia contro il Latina, appuntamento che potrebbe riportare un trofeo nel capoluogo della Basilicata. Kirwan si racconta ai microfoni di TuttoC.com.

Il tuo impatto con il Potenza è stato subito positivo: che bilancio fai di questo inizio?

"Sono molto contento. Mi hanno accolto davvero bene fin dal primo giorno e questo ha reso tutto più semplice. Devo ringraziare il direttore perché ha creduto in me, mi ha voluto fortemente e ha aspettato che si concretizzasse questa possibilità, cosa che non era semplice visto che arrivavo da Trapani. Io cerco sempre, quando sono in campo, di mettere la mia esperienza al servizio della squadra e di dare tutto per aiutare il gruppo a vincere. In questo momento i risultati stanno arrivando e quando gioco riusciamo spesso a fare bene, quindi speriamo di continuare su questa strada."

Vi aspetta un mese intenso tra campionato e finale di Coppa Italia: quanto ci pensate?

"La Coppa Italia si sta avvicinando e inevitabilmente ora se ne parla di più. Fino a qualche settimana fa era un discorso più lontano perché avevamo tante partite di campionato da affrontare e per noi sono tutte fondamentali. La classifica è corta e dobbiamo difendere la posizione nei play-off. Adesso abbiamo una gara molto importante contro la Cavese, una squadra che sta facendo bene, ora sono usciti dalle zone calde e so che sarà una partita tosta. Dopo quella partita potremo concentrarci definitivamente sulla finale di andata in casa nostra, che per noi è un grande obiettivo."

Cosa ti ha lasciato l’esperienza al Trapani?

"È stata comunque un’esperienza molto positiva. Al di là delle difficoltà che ci sono state, sul campo avevamo fatto un girone d’andata davvero importante, soprattutto considerando i punti di penalizzazione. Abbiamo ottenuto risultati significativi in una piazza molto calda e appassionata. Trapani è una città bellissima e il popolo granata ci è sempre stato vicino. Dopo tanti anni a Padova all’inizio ero un po’ scettico nel cambiare, ma guardando indietro posso dire che, anche se è stato un periodo breve, è stato comunque un capitolo bello della mia carriera."

Dopo aver vissuto il girone C con due squadre diverse, che idea ti sei fatto del campionato?

"È un campionato molto competitivo. Secondo me questo Potenza ha grandi potenzialità, soprattutto a livello individuale. Per restare nelle zone alte bisogna continuare a lavorare sulla mentalità, cercare di ottenere una serie di risultati positivi e mantenere sempre l’ambizione di vincere. Come qualità e come gioco non abbiamo nulla da invidiare alle squadre che sono davanti."

Il mister De Giorgio ti ha dato subito fiducia: quanto è importante?

"Sono molto contento della fiducia che mi ha dato. Sapevo di arrivare in una squadra dove nel mio ruolo c’è un giocatore importante come Adjapong, però con tutte queste partite ravvicinate c’è bisogno di tutti. Giocando ogni tre giorni serve avere alternative fresche e io sono felice di poter dare il mio contributo. La continuità è importante per un giocatore e il fatto di sentire la fiducia dell’allenatore ti aiuta a rendere meglio."

Hai vissuto piazze importanti e anche vittorie: cosa hai cercato di portare a questo gruppo?

"Non penso di essere uno che deve insegnare qualcosa agli altri, perché qui ci sono già giocatori di esperienza come Camigliano, il capitano Riggio e altri che hanno giocato anche in categorie superiori. Io cerco semplicemente di portare quello che ho imparato nella mia carriera: la mentalità vincente. Vuol dire affrontare ogni allenamento e ogni partita con la voglia di vincere, anche la partitella del giovedì. Nei gruppi in cui ho vinto ho sempre trovato questa fame e questa mentalità."

Hai vissuto anche la realtà del Padova, una società molto solida: qual è il segreto di progetti così duraturi?

"Secondo me la base è sempre scegliere prima l’uomo e poi il calciatore. Nelle squadre dove ho visto funzionare le cose c’era sempre un gruppo di persone per bene, unite tra loro e con grande voglia di migliorarsi. Non serve per forza avere il monte ingaggi più alto della categoria. Se hai ragazzi con fame e con la mentalità giusta, alla lunga questo paga sempre."

Guardando al finale di stagione: cosa vorresti regalare ai tifosi del Potenza?

"Il nostro obiettivo è chiaro: vogliamo provare a vincere la Coppa Italia e allo stesso tempo arrivare più in alto possibile in campionato. Ci aspetta un mese e mezzo molto importante, dobbiamo dare tutto e poi alla fine tireremo le somme. Io vedo una squadra pronta, concentrata e umile, e questo mi dà fiducia per quello che possiamo fare da qui alla fine."


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