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Pochesci: "La Salernitana è la grande delusione, nel girone C l'ambiente incide"

di Laerte Salvini
Fonte: Intervista a cura di Raffaella Bon

Sandro Pochesci, intervenuto su TuttoC, analizza con lucidità e senza filtri i temi più caldi della Serie C e della Serie D, soffermandosi sul percorso vincente del Vicenza, sulle gerarchie nei gironi e sulle dinamiche che incidono nelle piazze più calde del calcio italiano. Dalla lotta promozione nel Girone B alle difficoltà della Ternana, fino al dominio della Scafatese, l’ex tecnico offre una lettura diretta e concreta tra campo, società e ambiente.

Mister, quali sono stati i fattori decisivi che hanno permesso al Vicenza di costruire una squadra vincente lungo tutto il campionato?
"La programmazione della società che, dopo i due anni di Vecchi con un terzo e un secondo posto, ha scelto un tecnico vincente come Gallo confermando lo zoccolo duro. Questo dimostra che quando c’è una società seria tutto diventa più facile."

C’è stato un momento preciso della stagione in cui ha capito che il Vicenza poteva davvero puntare alla vittoria finale?
"Una squadra imbattuta, con record su record, ma soprattutto senza avversari in grado di mettere pressione a una piazza calda come Vicenza. Già dal girone di andata aveva messo le mani sul salto di categoria."

Qual è stato il contributo più importante dei giocatori, sia a livello tecnico che mentale, in questo percorso verso il titolo?
"Compattezza, determinazione e capacità di ragionare da squadra, seguendo il proprio condottiero. Quando vieni da un campionato vinto, i calciatori si fidano ciecamente e vanno dritti sull’obiettivo."

Quali sono le principali difficoltà che una squadra deve affrontare per vincere il Girone B e salire in Serie B?
"Il Girone B è sempre stato tecnico, con squadre scese dalla B, quindi con blasone, tradizione e budget importanti grazie al paracadute. Arezzo, Ascoli e Ravenna hanno dato vita a un campionato di alto livello, a tratti una piccola Serie B. La sfida decisiva sarà molto interessante".

Chi vede favorita?
"Vedo favorita l’Arezzo, ma l’Ascoli a tratti ha espresso il miglior calcio insieme al Benevento. Direi 60% Arezzo e 40% Ascoli."

Situazione Ternana?
"La Ternana vive un momento delicato per incertezze societarie e tecniche. Non avrei mai esonerato Liverani e i tifosi hanno ragione a lamentarsi per la poca chiarezza. Terni vive di calcio, serve passione, mentre ultimamente ci sono stati troppi interessi diversi."

Nel Girone C, il Benevento?
"Il Benevento di Floro Flores ha vinto con pieno merito grazie al coraggio della società di cambiare un tecnico forte come Auteri per puntare su un debuttante molto preparato. Ha sfruttato al meglio la sua occasione."

Quanto incide l’ambiente sulle prestazioni delle squadre nel Girone C?
"Nel Girone C l’ambiente incide tantissimo: quando le cose vanno male, piazze come Salerno o Catania diventano difficili da gestire. Ma sono emozioni uniche: giocare davanti a 20 mila spettatori è qualcosa di straordinario."

Tra Salernitana e Casertana, chi ha deluso di più?
"La Salernitana è la grande delusione: una delle piazze più importanti della categoria. La Casertana invece, con Coppitelli, ha fatto una grande stagione dimostrando che può lavorare anche con i grandi."

Qual è stato il segreto principale che ha permesso alla Scafatese di vincere il campionato?
"La Scafatese ha vinto con la rosa più forte e costosa della Serie D. Non mi è piaciuto l’esonero dell’allenatore quando era primo e imbattuto, ma la squadra era talmente forte da dominare comunque"

C’è stata una partita o un momento della stagione che ha segnato la svolta decisiva verso il titolo?
"L’unica squadra che poteva metterla in difficoltà era la Nocerina, ma la vittoria nello scontro diretto ha indirizzato definitivamente il campionato. Il Trastevere è stata la vera sorpresa".

Quanto ha inciso il gruppo squadra nel raggiungimento di questo traguardo?
"La Scafatese aveva due squadre da vertice. Il blocco Siracusa, insieme a giocatori come Olcese, ha reso il gruppo imbattibile. Un plauso speciale a bomber Maggio, vero leader e trascinatore".


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