Petrone: "Trapani, credo che si andrà verso l'esclusione"
Mario Petrone, tecnico ex Rimini, Catania e Ascoli, è intervenuto nel corso di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, analizzando il panorama calcistico attuale, con un focus sui bilanci di fine anno e le performance delle squadre nei vari gironi.
Mister, parto subito da un tema delicato. C’è stata la vittoria sul campo del Trapani, una squadra che ha comunque risposto bene nonostante un vero e proprio fuggi-fuggi generale, con tante cessioni nelle ultime settimane. Giovedì 22 potrebbe essere una data chiave, perché il Trapani rischia l’esclusione a campionato in corso. Lei che idea si è fatto di questa situazione?
"Credo che sia la conseguenza di quanto è già successo nel basket, sempre con una squadra dello stesso presidente. Purtroppo penso che molto probabilmente si andrà verso l’esclusione. Il calcio è una cosa, il basket un’altra, ma la proprietà è la stessa. Io spero sinceramente, per la società, per la squadra, per i tifosi e per tutto il movimento calcistico, che questa situazione possa risolversi, perché quando accadono queste cose fanno solo del male. Fanno male a tutto l’ambiente e a tutto il nostro movimento.
Parliamo di una squadra che, senza penalizzazione, oggi avrebbe 37 punti in classifica. Questo fa capire lo stato d’animo e la fortissima delusione di tutto l’ambiente Trapani, perché sul campo era stato fatto uno sforzo enorme per raggiungere la salvezza e ritrovarsi esclusi per questioni che non riguardano il campo è la cosa che penalizza di più tutti noi."
Senza dubbio: 37 punti vorrebbero dire piena zona playoff, certificando anche l’ottimo lavoro di mister Aronica. Passando invece a una nota positiva: la vittoria del Foggia. Si è rivisto finalmente uno Zaccheria pieno, è tornato l’entusiasmo con il nuovo corso Casillo-De Vitto e si respira un’aria diversa. Questa vittoria può essere una svolta per la salvezza?
"Assolutamente sì. L’avevamo detto già la scorsa volta che ci siamo sentiti: questa è una squadra che non merita la posizione di classifica che ha. L’entusiasmo della nuova proprietà può rinvigorire l’ambiente. Il mio messaggio va ai tifosi: questa squadra va supportata. I cambiamenti in corso d’anno a volte sono positivi, a volte negativi, ma Foggia viene da troppe vicissitudini e ha bisogno di serenità per programmare un futuro serio. È una piazza che può ambire a qualcosa di importante."
Guardando alla parte alta del girone C, c’è il testa a testa tra Benevento e Catania, con la Salernitana leggermente staccata. Secondo lei è una corsa a due o anche le inseguitrici possono rientrare?
"È un girone che si deciderà probabilmente nelle ultime cinque giornate. È talmente equilibrato che ogni partita è complicata. Anche il Catania, a Monopoli, ha sofferto molto, risolvendo la gara solo al 94’ con una palla vagante in area. È un girone complesso: tolto il Giugliano, che fatica a uscire da un momento negativo, tutte le altre se la giocano con tutti. Proprio per questo è uno dei gironi più affascinanti. La corsa al primo posto è assolutamente aperta."
Spostiamoci nel girone B. A Ravenna è arrivato un solo punto nelle ultime quattro partite, mentre l’Arezzo ne ha approfittato portandosi a +7. Cosa sta succedendo?
"Il mercato di gennaio va sempre gestito con grande equilibrio. Ravenna ha fatto un ottimo mercato e resta una delle squadre migliori del girone, ma vanno considerati anche gli umori dello spogliatoio. La gestione dell’ambiente è fondamentale. Nell’ultimo periodo è mancata quella cattiveria agonistica che aveva contraddistinto la squadra. Sette punti non sono pochi, ma non sono nemmeno tantissimi. L’Arezzo ha continuità, che è la sua vera forza. Io mi auguro che Ravenna possa rimettersi in carreggiata, perché il valore dell’organico è importante e meriterebbe un finale di stagione combattuto."
Nel girone A, invece, il Vicenza sembra aver preso un piccolo vantaggio, ma l’Union Brescia non molla e sta lavorando molto sul mercato, con il possibile arrivo di Facundo Lescano dall’Avellino. Questo tipo di colpo può riaprire il campionato?
"Nel calcio non si può mai dire mai. Undici punti sembrano tanti, ma con 16 partite davanti può succedere di tutto. Il Vicenza ha un organico fortissimo, però il Brescia sta cercando di costruire una squadra molto solida per arrivare ai playoff nel miglior modo possibile. Lescano è un giocatore importante, uno che secondo me la Serie B può farla senza problemi. Ha avuto poco spazio ad Avellino, ma a Brescia può diventare protagonista. È una piazza importante e spero che possa valorizzarlo al meglio."
Veniamo alla Triestina: -2 in classifica, 14 punti di distacco dal penultimo posto, e l’ipotesi di un cambio in panchina con il possibile ritorno di Marino. Ha senso iniziare già ora a programmare la prossima stagione?
"È una situazione molto complicata. Noi l’ambiente non lo viviamo dall’interno, ma se si decide per un cambio ora, senza risultati immediati, rischia di lasciare il tempo che trova. La penalizzazione pesa moltissimo sull’umore. È una squadra che non perde mai male, se l’è sempre giocata fino alla fine. Mancano ancora 16 partite, non sono poche. Io personalmente farei molta fatica a rinunciare a un tecnico esperto come Tesser in questo momento."
Ultima domanda sul mercato. Al netto del colpo del Brescia, da chi si aspetta ancora qualcosa in questi ultimi giorni?
"Le squadre di vertice hanno già puntellato gli organici. Quelle che vedo più attive sono le squadre di bassa classifica: Picerno, Giugliano, Pontedera, Bra, tutte realtà che vogliono uscire da una situazione negativa. È un mercato più per chi deve salvarsi che per chi sta davanti.
Faccio un nome meno conosciuto: il Pontedera ha preso un ragazzo uruguaiano, Wagnier. Lo seguivo già quando ero in Sud America. È arrivato da poche settimane, ha colpi importanti e sono curioso di vederlo all’opera in Serie C."