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Perugia, Tedesco: "Confronto con la società, fino a quando sarò l'allenatore..."

di Marco Pieracci

Perugia in caduta libera, un solo successo nelle ultime otto giornate per la squadra guidata da Giovanni Tedesco. L'allenatore biancorosso commenta così in sala stampa la battuta d'arresto in casa col Pineto: "C’è stato un confronto con la società. Ma è giusto metterci la faccia. Se avessi la percezione che i giocatori non sono dalla mia parte, non starei qui e non continuerei proprio perché voglio bene a questa maglia e a questo club. Ci sono aspetti in cui la squadra ha perso - riporta CalcioGrifo.it -, determinazione, autostima, fiducia. Per questo bisogna parlare meno, lavorare e cercare di tirare fuori il massimo da questi giocatori. Poi c’è un club che decide il meglio per il Perugia, io vado avanti a testa bassa e fino a quando sarò l’allenatore cercherò di fare il massimo”.

Eppure la squadra sembra avere perso la sua identità, il termine del 9 marzo per uscire dalle secche è ancora valido?

“Intendevo che entro il 9 marzo potevamo tirarci fuori ma vorrà dire che andremo a giocarcela fino alla fine. Non c’è tempo, i problemi vanno risolti nel più breve tempo possibile. ho chiesto alla società di fare un ritiro per preparare queste prossime partite fondamentali. La squadra la sento mia, fino a pochi minuti fa me lo hanno testimoniato i giocatori. Testa bassa e lavorare. E andare a vincere a Livorno. Magari isolandoci dalla gente che giustamente è arrabbiata e delusa, meglio lavorare e stare insieme”.

La squadra è sembrata in difficoltà mentale per 32 minuti, fino al palo di Verre che ha sbloccato qualcosa, poi è migliorata anche se il risultato non è cambiato...

“Abbiamo preso gol su rimessa laterale, non siamo stati perfetti nella fase difensiva. Nel secondo tempo ho cercato di dare più coraggio mettendo qualche giocatore più offensivo. Cercheremo i motivi. A nove partite dalla fine stare lì e subire gli avversari non serve. Tutto vero quello che dite, devo essere bravo io a trovare la chiave per riprendere il cammino smarrito in termini di identità, condizione e atteggiamento mentale. Se la società mi dà la possibilità del ritiro, e credo di sì, ne sarò contento”.

Ma allora nella prima mezz’ora il problema del Perugia è stato di ordine fisico?

“Sinceramente l’ho pensato ma più nel secondo tempo, quando più andavamo avanti e più eravamo brillanti nelle gambe. L’atteggiamento deve essere di maggiore personalità, l’aspetto della paura in alcuni momenti ci può stare ma quando hai giocatori di spessore dovrebbe accadere di meno, mi confronterò con loro per capire, l’unico modo per uscirne è lavorare insieme, capire, fare di più: Rischio di diventare banale, voi dite cose vere. Ricordo che a rischiare grosso e più di tutti in questa situazione sono i giocatori che rischiano di perdere i contratti in caso di retrocessione. Dunque… testa bassa e lavorare”. 


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