Milanese: "Catania, questa sera devi vincere. Salernitana? Complicato pensare al primo posto"
Mauro Milanese, ex dirigente della Triestina, ai microfoni di TMW Radio, all'interno della trasmissione 'A Tutta C', ha analizzato le ultime novità di Lega Pro, compresa la situazione dei giuliani: "Ventitré punti di penalizzazione sono un’enormità. Recuperare un gap del genere è difficilissimo per chiunque. Anche facendo un campionato da playoff, dovresti comunque colmare uno svantaggio iniziale enorme. Inoltre ci sono questioni societarie, stipendi da pagare: il rischio è che alla stagione negativa sul campo si aggiungano altri problemi. A memoria, una penalizzazione così pesante è qualcosa di rarissimo".
Questa sera il Catania deve vincere il derby col Trapani. Altrimenti il Benevento scapperà.
"Gli etnei sono a otto punti dalla capolista Benevento e devono assolutamente cercare la vittoria. Dall’altra parte c’è un Trapani invischiato nella zona playout che deve fare punti per salvarsi, possibilmente senza passare dagli spareggi, ma anche con il rischio di scivolare ulteriormente in classifica. Sono partite delicate, decisive per la stagione e per i destini di entrambe le squadre".
Con l'arrivo a sorpresa di Floro Flores, i sanniti hanno dato un'accelerata al loro campionato.
"È stata una situazione particolare, perché il Benevento era secondo e stava facendo comunque un ottimo campionato, senza partire con i favori del pronostico assoluti. Evidentemente chi vive lo spogliatoio e la società conosce dinamiche che dall’esterno non si vedono. Di certo la scelta si è rivelata proficua: sono arrivati risultati importanti che oggi hanno portato il Benevento in testa, con un margine significativo sulla seconda".
La Salernitana può ancora pensare al primo posto o deve concentrarsi sui playoff?
"Una squadra deve sempre cercare di vincere per alimentare autostima e consapevolezza. Però quando davanti non hai una ma due squadre e con undici punti di distacco, diventa oggettivamente più complicato pensare al primo posto. In questo momento è importante difendere la posizione: secondo o terzo posto significano un percorso playoff più agevole. Non credo sia semplice rimontare entrambe le squadre a questo punto della stagione".
Nel Girone B anche il Perugia, club che conosce bene, non se la passa benissimo.
"La partenza è stata molto negativa, il Perugia si è ritrovato ultimo in classifica, al netto delle penalizzazioni altrui. Ora c’è Giovanni Tedesco, mio ex compagno di squadra: ha iniziato con una vittoria, ma sta affrontando le difficoltà tipiche di una squadra partita male e in un ambiente che non si aspettava una stagione così. Il primo obiettivo dev’essere evitare i playout. Sono a un punto dalla salvezza diretta, quindi è un traguardo assolutamente accessibile. Poi, con un paio di vittorie consecutive, potresti anche ritrovarti in zona playoff e cambiare completamente il volto della stagione. Ma prima viene la salvezza tranquilla".
In vetta, invece, nel girone in cui l’Arezzo è primo con un buon margine su Ravenna e Ascoli, manca poco al colpo definitivo?
"L’Arezzo è in una situazione simile a quella del Benevento: può permettersi anche qualche passo falso. Gli ultimi chilometri sono sempre i più difficili, ma è stata una squadra continua, senza grandi crolli. Siamo ancora a febbraio, qualcosa può cambiare, ma per quanto visto finora ha tutte le carte in regola per chiudere al primo posto".
Nel girone A, invece, il Vicenza sembra aver ipotecato il primato con 16 punti di vantaggio. È arrivata la prima sconfitta, ma le rivali non ne hanno approfittato. È un segnale forte?
"È un segnale importantissimo. Quando la capolista inciampa, chi sta dietro dovrebbe approfittarne. Se questo non accade, significa che il destino del campionato è ormai indirizzato. Il Vicenza può permettersi qualche passo falso senza perdere terreno: è un vantaggio enorme in ottica promozione".