Matteassi: "Il Catania non deve perdere terreno. Cosmi? La categoria si sente"
Luca Matteassi, direttore sportivo esperto ed ex di Vicenza, Piacenza e Modena, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, offrendo un'analisi approfondita sulla Serie C.
Nel Girone C, tra questo weekend e l’infrasettimanale, vedrà il Catania giocarsi tantissimo delle chance ancora esistenti per la promozione diretta: domenica affronterà la Salernitana e poi il Benevento. Per quello che sei riuscito a capire e analizzare del girone C e della lotta al vertice, il Catania ha ancora chance credibili per scippare il primo posto al Benevento, che al momento ha 5 punti di vantaggio?
"Sì, effettivamente ha 5 punti di vantaggio. Tutto dipende da questi due scontri diretti, che sono molto importanti. Come dicevi, giocherà con la Salernitana, che ha cambiato allenatore: bisognerà capire come andranno queste due partite. Se dovesse ritrovarsi a pochi punti dopo questi match, sì, la lotta resterebbe aperta; se invece dovesse perdere ancora terreno, sarebbe dura perché il Benevento appare molto forte e quadrato".
La Salernitana ha scelto Serse Cosmi al posto di Raffaele. A me sinceramente in estate convinceva la scelta di Raffaele: è un tecnico che conosce la categoria e spesso, quando si scende da categorie superiori, i club fanno l’errore di prendere un allenatore abituato a palcoscenici diversi ma che magari non conosce la realtà della Serie C. Raffaele per me era la scelta giusta, ma sappiamo che a Salerno, come in tutte le grandi piazze, la pressione è tale che non hai margine di errore. Si è scelto un profilo come Cosmi, che è probabilmente l’esatto contrario: fermo dal 2022 e che non allena in Serie C dal 2000, quando era sulla panchina dell’Arezzo. Come vedi una scelta come quella di Serse Cosmi a Salerno?
"Sono pienamente d’accordo con quello che hai detto. Raffaele aveva fatto benissimo e anche io pensavo che sarebbe andato meglio questo campionato per lui. Purtroppo è stata fatta questa scelta: i motivi non possiamo conoscerli da fuori, è troppo semplice giudicare. Bisogna essere all’interno per capire le situazioni e perché la squadra non ha reso come doveva. Adesso sì, hanno preso Cosmi, però lì c’è un direttore sportivo molto importante che sa il fatto suo: se è stata fatta questa scelta, ci sarà un motivo. Come dicevi tu, è vero che Cosmi non allena da diversi anni. Alla fine la categoria si sente, si riconosce. Vedremo sul campo".
Dal girone C al girone B: c’è una partita non di poco conto, Arezzo-Ravenna. Possiamo dire – salvo smentite, perché il campionato di Serie C è sempre pronto a farci fare figure barbine nel giro di pochi giorni – che se l’Arezzo fa punti con il Ravenna (considerando le sette lunghezze di vantaggio attuali), la lotta per la promozione diretta si può dire conclusa?
"Penso di sì. Il pareggio non lo so: mancano ancora dieci partite, sono tre in una settimana. Se l’Arezzo dovesse vincere, secondo me sarebbe molto complicato per il Ravenna raggiungere la prima posizione. Considerando che l’Arezzo ha sette punti di vantaggio ma anche una partita in meno, è tutto ancora in discussione".
Cerco un ponte tra girone B e girone A, citandoti due allenatori che secondo me stanno facendo molto bene e di cui forse si parla meno del dovuto: Francesco Tomei dell’Ascoli, arrivato in un’estate complicata con cambio di società e rivoluzione dirigenziale, eppure subito in pista con le sue idee e una squadra che funziona; e Emanuele Troise del Lumezzane, arrivato alla quinta giornata dopo un avvio non semplice, ora in piena zona playoff con 13 risultati utili consecutivi. Due tecnici di cui si parla meno perché non sono nelle piazze prime in classifica o di grande profilo, ma che si stanno dimostrando di alto livello.
"L’Ascoli ha preso anche un certo Galuppini a gennaio, è andata a rinforzare la rosa con un giocatore che ha già vinto il campionato, sempre nelle top di Serie C, ha giocato per vincere. Quest’anno era a Mantova per sei mesi. L’Ascoli sta facendo benissimo: ha cambiato proprietà, c’era confusione in estate ma sono riusciti a ripartire. Purtroppo hanno incontrato due squadre davanti che stanno facendo meglio di loro – Arezzo e Ravenna stanno facendo un campionato eccezionale. Per quanto riguarda il Lumezzane, anche quest’anno non era partito benissimo, ma dal cambio di allenatore i numeri parlano chiaro: stanno facendo un ottimo percorso. È stata una scelta azzeccatissima quella del presidente Caracciolo di andare a prendere Troise, che aveva fatto bene anche nelle precedenti esperienze con Arezzo, Cavese e Mantova".
Direttore, tu perché sei ancora fuori? Quando torni? Perché ci manchi.
"Perché sono ancora fuori non lo so. Penso che in questi anni mi sia dimostrato di conoscere molto bene questa categoria: numeri alla mano, sono sempre arrivato nelle prime quattro, ho perso due finali playoff, due secondi posti… Mi sto aggiornando, vado in giro per gli stadi, guardo le partite. Spero di ricevere una chiamata prima possibile, perché se manco a voi, a me manca tantissimo questo lavoro: stare in mezzo ai miei giocatori, sul campo. Ho tanta voglia di trovare un progetto giusto per ripartire".