Lecco, Parker ci crede: "2° posto alla nostra portata. Valente maniaco dettagli"
Sean Parker, attaccante del Lecco, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, raccontando il suo percorso e le sfide attuali della squadra bluceleste.
Qualche risultato non vi ha sorriso nell’ultimo periodo, avete perso anche per un momento il terzo posto ma la classifica, se si esclude il Vicenza, è ancora tutta da scrivere. Che momento state vivendo?
"Sì, sicuramente un momento un po’ delicato però è in linea con il percorso che aveva in mente la società e, comunque, l'obiettivo è quello di arrivare ai playoff e di arrivarci nella miglior posizione possibile. Poi, come hai detto tu, ci sono tante squadre forti nel nostro girone, come il Trento, che mettono in difficoltà anche squadre come il Vicenza, quindi il campionato è ancora lungo e mancano sette partite per poter fare più punti possibile e arrivare più in alto possibile in graduatoria per i playoff".
Ecco, accennavi al Trento: la trentesima giornata – scusami il gioco di parole – può essere stata un po’ quella che ha fatto da spartiacque perché voi avete perso 3-0 contro il Renate, un’altra di quelle formazioni che sta dando fastidio anche ai piani alti della graduatoria e, contemporaneamente, il Trento ha espugnato il Menti di Vicenza battendo la capolista, di fatto rimettendo tutto in discussione. Può essere stato quel turno lì un po’ fatale, al netto del fatto che poi c’è tutto il tempo per recuperare?
"Assolutamente, alla fine siamo solo a un punto dal Trento, quindi non c’è nulla di irrecuperabile. Però sì, sicuramente c’è stato una sorta di flop che si poteva evitare, però il calcio è bello anche per questo: succedono cose strane, risultati a sorpresa. Ce ne prendiamo le responsabilità e continuiamo fino alla fine a dare il massimo per arrivare più in alto possibile".
Ecco, anche perché la classifica di fatto ancora lascia tutto aperto: il secondo posto può essere un obiettivo a cui voi puntate. Il Vicenza ha 16 punti di distacco dal Brescia, lunedì probabilmente festeggerà la promozione, quindi il primo posto è discorso a parte, però la matematica parla di un Lecco che può tranquillamente raggiungere anche il secondo gradino del podio.
"Assolutamente sì, a mio parere il campionato è ancora tutto aperto ed è importante, secondo me, darsi degli obiettivi anche di squadra, personali. Secondo me il secondo posto è totalmente alla nostra portata. Ora ci sono tante squadre forti e il campionato finisce ancora tra sette giornate, quindi è lungo il percorso, però secondo me abbiamo le potenzialità per poter ambire a quell’obiettivo".
Sì, anche perché la distanza comunque è minima: stavo guardando la classifica e alla fine la distanza dal Brescia è di soli quattro punti, quindi poco più di una partita, poco più di una vittoria. Ma alle porte avete una sfida, secondo me, molto complessa perché il Novara penso sia stata la squadra più "strana" di questo Girone A: una squadra che ha saputo fare prestazioni di estremo livello, veramente devastanti, ma al tempo stesso anche prestazioni che hanno messo un po’ in difficoltà il percorso degli azzurri. È una squadra forse la più indecifrabile di questa stagione, il Novara.
"Assolutamente, sono d’accordo: anche perché hanno fatto tantissimi pareggi, quindi secondo me sono anche una squadra solida, sia dal punto di vista difensivo che offensivo, e le partite sono spesso molto equilibrate. Questo è un dato importante. Proveremo a fare di tutto per portare a casa i tre punti comunque".
Ma che partita ti aspetti?
"Secondo me sarà una partita comunque bella tirata, bella tesa, perché loro hanno una buona rosa, sono una buona squadra sia difensivamente che offensivamente. Quindi secondo me saranno i dettagli, magari le palle inattive o ci giocheremo sui dettagli la partita".
Insomma è un po’ una caratteristica di parecchie gare in Serie C: gli episodi, i dettagli pesano molto, pesano nel calcio in generale, però in una categoria così particolare come la Serie C forse ancora di più.
"Sì, purtroppo – o per fortuna – ci sono squadre che vincono anche campionati su queste cose perché fare gol su magari un momento di disattenzione della squadra avversaria e poi saper gestire il risultato è importante, aiuta poi alla fine con i punti".
Anche il Vicenza - per quanto stia strameritando questa promozione ormai certa in Serie B - ha avuto un po’ anche dalla sua questi episodi, perché ad esempio quando non è riuscito a vincere, anzi è incappato nella prima sconfitta stagionale anche voi e il Brescia avete fatto un passo indietro: è un po’ l’anno in cui tutto va bene, ripeto senza voler togliere merito a quello che è il lavoro di Fabio Gallo che ha avuto un’imbattibilità come allenatore di 58 partite. Però è anche vero che quando il Vicenza ha fallito dietro non c’è stato nessuno che ha accelerato il passo.
"Sì assolutamente, sono d’accordo con te: il Vicenza è una rosa estremamente forte, giocano bene, sono una squadra unita e non c’è nulla da dire però come hai detto tu, quando loro hanno toppato con i risultati, purtroppo dietro ci siamo fermati quindi magari abbiamo dato anche fiducia in un momento no loro. La fortuna comunque fa parte di una vittoria di campionato. Io sono convinto che la fortuna sia una buona fetta anche della vittoria del campionato".
Ad esempio la Triestina - che sta rischiando la retrocessione - sì ha avuto una stagione sfortunata ma insomma se l’è anche un po’ cercata con le problematiche di una società che non è stata particolarmente presente però credo anch’io che fortuna e sfortuna nell’arco di una stagione un po’ come nella vita poi si vadano a compenetrare.
"Certo sono d’accordo: anche il Vicenza quando magari sullo 0-0 segnava al 95-96’, comunque fanno parte dei gesti tecnici e delle belle giocate da parte dei giocatori del Vicenza, però un pizzico di fortuna serve sempre".
Tu sei arrivato al Lecco il 28 gennaio, se non sbaglio, comunque uno degli ultimi giorni di mercato quindi sicuramente in un momento molto particolare e delicato per la stagione. Che ambiente hai trovato e sul tuo personale invece che impatto è stato con la realtà bluceleste? Insomma arrivavi da una prima parte di stagione sicuramente molto più complessa (la Pergolettese, ndr).
"Assolutamente: sono arrivato come hai detto tu il 28, è stata una trattativa abbastanza lunga. Ho voluto fortemente andare al Lecco perché comunque il progetto come me ne hanno parlato – conoscevo anche qualche ragazzo che gioca qua al Lecco – e sono stato stregato diciamo dall’offerta. Per quanto riguarda l’ambiente è bellissimo, si sta da Dio: i tifosi sono caldi, sono sempre in tanti allo stadio, ci danno una grande mano. Per quanto riguarda la squadra sono dei bravissimi ragazzi, bravissime persone: mi hanno subito fatto sentire a casa, non mi hanno fatto mancare nulla. Anche lo staff… sono contento di questo perché non è facile, non è scontato trovare dei posti del genere che ti mettono subito a tuo agio. Quindi sono molto contento".
Di mister Valente che impressione hai avuto? È un tecnico che parla poco forse insomma ha quell’indole un po’ tedesca nel senso buono del termine ovviamente però sembra dall’esterno è un maniaco del lavoro.
"Sì è un maniaco del lavoro e anche un maniaco dei dettagli: magari all’esterno parla poco però con noi è molto presente, è molto intenso e lavora moltissimo sui dettagli, sul piano fisico, mentale. Quindi è un bravissimo allenatore secondo me, merita la posizione di classifica in cui ci troviamo perché sta lavorando – lui e lo staff – veramente in maniera impeccabile".
Ecco accennavi appunto anche alla componente mentale perché secondo me si diceva prima di fortuna e quant’altro però anche l’aspetto mentale molto spesso fa la differenza e dà una buona fetta di situazioni poi magari positive perché quando si vede una squadra serena che è tranquilla magari riesce a sopperire anche a tante cose che invece in una situazione di sconforto non si riesce assolutamente. Lui sotto questo punto di vista è molto presente?
"Sì ci tiene tanto a metterci al nostro agio e a darci sempre una sorta di input in più per darci motivazione ogni giorno. Quindi lui lavora anche sotto questo punto di vista per creare un ambiente prolifico alla fortuna perché la fortuna alla fine va a chi la cerca. Quindi lui sotto questo punto di vista è molto preparato".
Tu sei stato alla Pergolettese fino appunto a gennaio, una squadra che forse è stata penalizzata più dall’aspetto mentale: era entrata un po’ in un loop negativo, più che dalle prestazioni perché io non credo che al momento in cui tu hai lasciato la Pergo la Pergo valesse quella classifica...
"No sicuramente come hai detto tu era un periodo un po’ negativo e qualsiasi cosa succedesse ti andava "contro" negli episodi, quindi era un momento particolare della stagione, momenti che però fanno parte comunque della stagione di squadre che lottano per la salvezza. Però l’importante è che adesso si sono ripresi: sento ancora i vecchi compagni con cui ho legato tanto e sono contento che si stanno riprendendo, stanno uscendo da quella posizione di classifica. Sono contento, riusciranno a salvarsi? Io spero di sì, per tutti i compagni comunque per la società che sono stati bravissimi con me quindi non posso che augurar loro il meglio".
Alla Pergo io credo ci sia uno dei direttori sportivi di cui si parla veramente poco ma che invece andrebbe esaltato un po’ di più, mi riferisco a Gabriele Bolis un ragazzo tra l’altro giovane, un lavoratore, uno che parla poco perché non è uno di quelli che a livello mediatico si propone, si espone e forse di lui colpevolmente se ne parla troppo poco.
"Sì assolutamente: hanno fatto comunque un lavoro importante anche negli ultimi anni, perché comunque lavorano sempre con i giovani, coi ragazzi che vengono dalla Serie D o che si devono riscattare. Fanno un bel lavoro sotto quel punto di vista perché poi vengono sempre fuori un po’ i giocatori in quella situazione, quindi è una nota di merito che purtroppo non passa tanto all’occhio dai media".