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Ds Pineto: "Bruzzaniti? L'offerta lo ha convinto davvero. Ianesi mi piace molto"

di Valeria Debbia
Marcello Di Giuseppe

Il Pineto ha iniziato questo 2026 con una partenza amara: Giovanni Bruzzaniti è stato ufficializzato oggi al Catania. "Il Pineto riparte senza Bruzzaniti, ma è un Pineto che farà comunque qualcosa - ha spiegato il direttore sportivo Marcello Di Giuseppe in conferenza stampa. - Fino a un mese fa ero convinto che bisognasse prima trovare un’entrata e poi ragionare sull’uscita. Oggi, con l’ufficializzazione di Giovanni praticamente certa, non farò l’acquisto che avevo in mente in immediato. Aspetteremo qualche giorno. Merito, come sempre, dei ragazzi: la squadra sta dando e continua a dare risposte talmente positive che riflettere con calma su cosa sia meglio fare mi sembra la scelta più sensata".

"Giovanni se ne va lasciando una parte importante di storia del Pineto - ha quindi proseguito. - Mi dispiace non averlo qui con noi, avevamo anche pensato a un saluto congiunto. Sono certo che lui, dal Catania, dirà solo cose positive su di noi. Non ci sono dubbi: in un anno e mezzo ha fatto numeri straordinari, numeri che parlano da soli. Però arriva sempre il momento in cui è giusto dare spazio anche alla volontà del ragazzo, al di là dell’aspetto economico e della trattativa,

Siamo riusciti a trattenerlo più volte, anche di fronte a offerte importanti arrivate in altre sessioni di mercato. Ero convinto che avrebbe sempre scelto di restare, e così è stato. Stavolta, però, è arrivata un’offerta che lo ha convinto davvero. È stato giusto prenderla in considerazione e arrivare alla decisione di lasciarlo andare. Un giocatore che ha fatto la storia di questa società da quando siamo in Lega Pro: ci ha aiutato a crescere e noi abbiamo aiutato lui a crescere tanto".

Il sostituto non sarà necessariamente un esterno d’attacco come Bruzzaniti: "Esattamente. In questo momento stiamo ragionando proprio su questo: prendere un giocatore, sì, ma valutando anche l’evoluzione futura della squadra, a medio-breve e lungo termine. L’avete visto anche nell’ultima partita: questa squadra oggi ha raggiunto una maturità tattica importante. Siamo passati a una difesa a tre, un 3-5-2 che in fase di possesso diventava 3-4-2-1. Le risposte sono state di altissimo livello. Per questo dobbiamo tenere conto della crescita del gruppo e del grande lavoro che sta facendo l’allenatore insieme al suo staff.

Mettere dentro un nuovo giocatore oggi significa ragionare anche in prospettiva tattica. Per questo la scelta più intelligente sarebbe un profilo duttile. Stiamo valutando tanti nomi in questa chiave. È chiaro che il nome che circola da tempo, e che per me resta importante, è quello di Ianesi. Lo dico pubblicamente perché è un giocatore che mi piace molto. Detto questo, la squadra sta dando risposte così convincenti che ci possiamo anche permettere di non prendere necessariamente un elemento di livello assoluto nell’immediato, ma un giocatore di prospettiva, guardando già al futuro prossimo. È quello che una società come la nostra deve fare obbligatoriamente".

Di Giuseppe ha quindi risposto ad alcune domande, cioè se oltre a Bruzzaniti sono ipotizzabili altre cessioni e se oltre al sostituto di Bruzzaniti, la società pensa a un rinforzo in un altro reparto: "Il confronto è quotidiano, sia con il presidente – che ringrazio ogni giorno per ciò che ha costruito e per la possibilità che ci sta dando: lavorare a Pineto è un piacere – sia con lo staff tecnico. Alla vostra domanda sulle altre cessioni: onestamente non avevamo in programma neanche quella di Bruzzaniti. Siamo in un momento della stagione in cui non abbiamo grande necessità di cedere e, fortunatamente, neanche di acquistare con urgenza. Se andiamo sul mercato ora è soprattutto per sostituire un giocatore di grandissimo impatto, il capocannoniere del girone, forse l’elemento più decisivo di tutta la categoria negli ultimi due anni. Averlo avuto è stato un onore. Ci sono tanti altri giocatori appetibili nel nostro organico, questo è evidente. Il mercato però lo possiamo subire: quando arrivano offerte serie oggi è difficile, perché si va spesso contro la volontà del ragazzo. Noi non abbiamo nulla in uscita programmato. Valutiamo sempre le proposte, come è giusto che sia, e valutiamo soprattutto la volontà del giocatore, perché è quella che fa la differenza. Quello che ho detto per Bruzzaniti vale per tutti: lasciarsi morire un giocatore in mano è la sconfitta più grande per una società. Però questi ragazzi sono motivati da ciò che stanno costruendo. Oggi il Pineto è quarto in classifica, e non è un caso: è un quarto posto costruito con lavoro quotidiano e importante. Se dovessero arrivare altre uscite significherebbe o che il ragazzo vuole andare via, o che è arrivata un’offerta irrinunciabile. Per esempio non è arrivata nessuna offerta concreta per Postiglione quando si è parlato del Cagliari. Se dovesse arrivare una società di Serie A sarebbe difficile dire di no al ragazzo, ma noi siamo il Pineto: essere il Pineto è un vanto e un privilegio, ma ci impone anche di portare avanti un progetto chiaro, quello di valorizzare i giocatori e accompagnarli in un percorso importante, riconosciuto poi anche alla società. Al momento non ho intenzione di cedere nessuno, come non ne avevo per Bruzzaniti. Se arriveranno offerte e volontà condivise, faremo delle entrate. Il mercato dura ancora un mese: la priorità è il reparto avanzato, poi vedremo".

A proposito di giocatori importanti della categoria, Schirone ha ricevuto qualche offerta? "Luca è un giocatore fondamentale. Nonostante i suoi 22 anni è un giocatore già fatto, con margini di miglioramento, ma soprattutto è un uomo vero. Ha subito un grave infortunio due anni fa, è rientrato dopo un crociato e ha fatto numeri strabilianti. Sta continuando anche quest’anno. Per me Luca è il presente e, dopo il rinnovo, anche il futuro del Pineto. Quando arriveranno proposte serie – e sono convinto che arriveranno – gli daremo l’opportunità di scegliere. Oggi, però, resta un giocatore fuori categoria a prescindere".

In ultima battuta inevitabile parlare ancora di Bruzzaniti: "Quando abbiamo deciso di accettare l’offerta del Catania, qual è stato il rapporto con il presidente? Se avessi deciso io da solo, probabilmente non l’avremmo mai accettata. Ma il presidente ha dimostrato una grandezza rara: ragiona col cuore, sempre. Io invece ho imparato che nel calcio il cuore serve, ma non quando si prendono certe decisioni. Alla fine ha dato il via libera, soprattutto perché ha capito che la volontà di Giovanni era andare via. Altrimenti Bruzzaniti sarebbe rimasto qui, con ogni probabilità, per altri tre-quattro anni. Questa è la forza di un presidente con cui ho un rapporto bellissimo e un piacere enorme a lavorare".


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