Ds Cerignola: "Per me momento delicato, devo valutare attentamente il futuro"
Elio Di Toro, direttore sportivo dell’Audace Cerignola, è intervenuto nel corso della trasmissione 'Forcing' di Antenna Sud, offrendo un’analisi schietta e approfondita sul campionato di Serie C, sul percorso della sua squadra e sulle prospettive future del club ofantino.
Di Toro ha tracciato un quadro realistico del Girone C, dove le formazioni con gli investimenti più consistenti occupano stabilmente le prime posizioni: «Le squadre che hanno investito di più stanno rispettando le aspettative e occupano le posizioni di vertice, Cosenza compreso. Subito dietro ci sono realtà consolidate come la nostra». Ha aggiunto che il torneo è estremamente competitivo: «È un campionato molto complicato: sapevamo che sarebbe stato difficile trovare continuità di risultati, perché vincere non è semplice nemmeno contro chi lotta per non retrocedere».
Per quanto riguarda le favorite, il ds non ha dubbi: «Per quanto mi riguarda, il Benevento resta la squadra favorita per la promozione in Serie B». Ha commentato anche la difficile situazione della Salernitana, reduce da due retrocessioni consecutive: «Non mi sorprende la posizione della Salernitana: conosco bene le difficoltà di chi affronta due retrocessioni consecutive e deve ritrovare equilibrio, soprattutto a livello ambientale». Ha analizzato la recente partita contro il Monopoli e l’arrivo di Cosmi in panchina, definendolo una scelta comprensibile in un contesto di pressioni elevate.
Sul fronte delle penalizzazioni che potrebbero arrivare nel girone, Di Toro si è mostrato cauto ma fermo: «Il tema delle penalizzazioni è particolarmente delicato per noi, anche perché in passato abbiamo già pagato un prezzo alto per situazioni simili. Mi auguro che i regolamenti vengano rispettati e che si faccia chiarezza al più presto». Ha ribadito che «le penalizzazioni cambieranno inevitabilmente la classifica: quella attuale non rispecchia la realtà e subirà modifiche».
Riguardo alla scelta di affidare la panchina a Vincenzo Maiuri, Di Toro ha spiegato le motivazioni: «Quando Raffaele andò via, ho individuato in Maiuri la figura di cui avevo bisogno quest’anno: un allenatore esperto, conoscitore dell’ambiente e capace di valorizzare l’organico». Ha riconosciuto che la squadra esprimeva un buon calcio, ma a volte mancava di «cattiveria agonistica», e ha sottolineato come la compattezza tra società, staff e giocatori abbia permesso di invertire la rotta dopo un avvio complicato.
Tra le operazioni di mercato, quella di cui va più fiero è l’acquisto di D’Ausilio: «L’operazione di cui vado più fiero è quella di D’Ausilio. Non tanto per la cessione, quanto per l’acquisto. È stata una scelta in cui pochi credevano, ma alla fine il campo ha dimostrato il suo valore».
Il ds ha poi ripercorso le difficoltà iniziali della stagione: «Abbiamo attraversato un periodo molto difficile, con cinque sconfitte consecutive, ma proprio da quella fase — e anche dalla sconfitta contro il Benevento — è nata una nuova consapevolezza». Ha lodato elementi chiave come Cuppone («è un ragazzo straordinario, dentro e fuori dal campo») e diversi altri interpreti, tra cui Iliev, Martinelli, Gasbarro, Todisco, Paolucci, D’Orazio e Russo, evidenziando il buon rendimento anche di chi proviene dalla Serie D.
Sul piano economico, Di Toro ha ricordato le scelte del presidente: dopo un anno di grandi sforzi, si è optato per un ridimensionamento degli investimenti. «Il presidente, lo scorso anno, non si è tirato indietro nel tentativo di inseguire un sogno. Dopo Pescara sono state fatte delle riflessioni e si è deciso di ridurre gli investimenti». Nonostante ciò, sono arrivati talenti da club importanti come Juventus, Cagliari, Lazio e Napoli, segno di un ambiente ormai appetibile.
Nel finale, il discorso si è spostato sul futuro: Di Toro ha ammesso di vivere un momento di riflessione personale, con possibili cambiamenti societari all’orizzonte («c’è la possibilità che il presidente possa fare un passo indietro e che altri imprenditori subentrino»). Ha concluso con onestà: «Per me è un momento delicato, in cui devo valutare attentamente il futuro. Sento la responsabilità che mi ha dato la città. Non so ancora quale sarà la mia decisione. Alcune situazioni interne non mi lasciano tranquillo. Fino a qualche mese fa avevo le idee più chiare, oggi meno. Conosco bene la dirigenza del Foggia, ma devo essere onesto soprattutto con la gente che mi vuole bene a Cerignola».
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