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Cuoghi: "Vicenza riunisce tutte le componenti fondamentali per salire. Salernitana delusione"

di Valeria Debbia
Stefano Cuoghi

Stefano Cuoghi, ex tecnico tra le altre di Lecco, Arezzo, Foggia e Salernitana, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio iL61, guidando gli ascoltatori attraverso le dinamiche avvincenti della Serie C. 

Partiamo dalle gare di questa sera, che chiudono il turno infrasettimanale di Serie C. Tante sfide interessanti per le tre squadre che si contendono il primato: Arezzo a Carpi, Ascoli-Torres e soprattutto Ravenna-Ternana. Come vede queste tre partite?

"Direi che l’Arezzo parte con un vantaggio sensibile: se non sbaglio ha 7 punti di margine. Non è poco, perché ti permette di giocare con una tranquillità incredibile, potendoti concedere anche un errore, cosa che le altre non possono fare assolutamente. L’Ascoli vive un buon momento, ma mi sembra staccato troppo dalla vetta per il primo posto. Ravenna sta facendo un grandissimo campionato, però oggi ha una brutta gatta da pelare: andare a giocare a Terni è sempre molto complicato. Quindi vedo leggermente avvantaggiato l’Arezzo, soprattutto per i punti di vantaggio. Ribadisco: la tranquillità per esprimersi al meglio è fondamentale e credo che in questo momento l’Arezzo ce l’abbia".

Anche l’Arezzo è un progetto che nasce da lontano. Ravenna ha un’ottima proprietà, ha fatto un ottimo mercato sia in estate che a gennaio, però è una neopromossa. L’Ascoli viene da un cambio di proprietà, lo scorso anno non è andata benissimo. L’Arezzo sta costruendo col tempo: anche questo è un vantaggio importante.

"È fondamentale. Hanno avuto la pazienza di costruire piano piano e adesso stanno raccogliendo risultati importantissimi. Io ho allenato una grande piazza, dove sono passati allenatori come Conte e Sarri, gente molto importante: costruendo piano piano hanno ottenuto quello che volevano. Anche Ravenna, con Braida e con quella proprietà, sta piano piano costruendo. Per loro quest’anno non era obbligatorio vincere, ma fare un campionato di alto livello come stanno facendo in maniera incredibile. L’Ascoli mi piace, è una squadra che mi piace, però ha avuto troppi alti e bassi. Il cambio di proprietà c’entra: ci vuole pazienza, c’è una tifoseria molto importante. Credo che anche loro quest’anno stiano costruendo e i playoff possono accelerare questo processo".

Cambiando zona, andiamo nella parte bassa della classifica. La lotta salvezza è molto bella e interessante, con diverse squadre forse non abituate ultimamente a giocarsela lì: Torres, Perugia… Il Perugia ha una sfida importante stasera con la Pianese. Una vittoria consecutiva potrebbe lanciare il rush finale per la salvezza?

"Il Perugia ha fatto una campagna di gennaio importante, ha preso 3-4 giocatori di valore assoluto, ha fatto una vittoria importantissima fuori casa nell’ultima giornata. Ha tutte le carte in regola per tirarsi fuori, però non dimentichiamo che anche in Serie A la Fiorentina ha tutte le carte in regola ma fa fatica a fare risultati. Il Perugia deve trovare continuità: ha tutte le possibilità, ma non è facile. Anche la Torres sembrava avesse fatto uno scatto e poi ha perso in casa. Fino al Forlì a 26 punti, le altre mi sembrano leggermente fuori: Livorno a 28, se perde stasera con l’Arezzo e vincono le altre rientra dentro. Ribadisco: chi è un po’ più avanti ha il vantaggio di poter sbagliare, cosa che non possono fare Pontedera, Torres, Perugia, Bra, Sambenedettese".

Nel girone A invece il Vicenza ha vinto ancora, ha 16 punti di vantaggio sulle inseguitrici, non ha mai perso. Potrebbe permettersi anche qualche passo falso ma non lo fa e se lo fa si fermano anche le altre. È l’anno giusto per la Serie B?

"Direi proprio di sì. Vicenza è la riunione di tutte le componenti fondamentali per salire: una società di solidità incredibile che ha perso tanti playoff ma non ha mai mollato, ha sempre investito; una tifoseria che a Vicenza tifa prima di tutto Vicenza, non Milan o altri. Non ha mai mollato nonostante le delusioni, facendo abbonamenti e riempiendo lo stadio. È un insieme di cose che alla lunga porta risultati. È strameritato: la società non ha mollato, la gente non ha mollato, i giocatori rimasti non hanno mollato. Toccano ferro, ma 16 punti sono quasi impossibili da recuperare: Vicenza fa pochissimi errori, le altre si alternano a farne. Quei 16 punti sono 6 partite di bonus. Aggiungiamo la scelta di affidare la panchina a Gallo, che in campionato non perde da settembre 2024: da un anno e mezzo non conosce la sconfitta. Complimenti assoluti a Gallo. È chiaro che bisogna tenere alta l’attenzione, ma noi da fuori vediamo la realtà: Vicenza è due o tre spanne sopra tutti. L’unica squadra con valore è l’Union Brescia, ma ha cominciato tardi, è stata cambiata tutta. Vicenza in questo momento è in un’altra categoria".

Un commento sul Cittadella, che a inizio stagione era data tra le favorite insieme al Vicenza. Ha iniziato male, recuperato, poi di nuovo flessione. Che cosa sta succedendo?

"Quando si retrocede dopo tanto tempo – l’ultima volta era andata bene vincendo subito il campionato – non è facile ricostruire immediatamente. Probabilmente erano convinti, con un direttore sportivo fantastico per la categoria e non solo, di aver fatto una squadra importante. Evidentemente qualcosa non ha funzionato: troppi alti e bassi. Devono sperare di arrivare al top nei playoff, anche se non sarà facile perché ci sono tante squadre forti nei vari gironi. Succede un’annata così. Cittadella ha proprietà forte, sana, intelligente; un direttore sportivo che non ha mai mollato nonostante tante richieste: lì si lavora bene. Se non riuscirà nei playoff, il prossimo anno tenterà subito di riconquistare la Serie B, ma con programmazione, non con investimenti a caso o per nomi inutili. È la forza del Cittadella, dimostrata in tutti questi anni".

Nel girone C il Benevento ha dato una prova di forza incredibile col 5-0 al Trapani, aumentando il vantaggio sul Catania (che ha una gara da recuperare ma è stato fermato dal Cerignola). La Salernitana ha vinto 3-0. Sembra che il Benevento abbia dato lo strappo decisivo.

"Otto punti non sono pochi, anche se il Catania ha una partita in meno. Pensavo che il Catania rimanesse più a contatto fino alla fine: è una piazza fantastica ma non facile, ti esaltano oggi e ti ammazzano domani se sbagli due partite. La Salernitana per ora è stata una delusione: ero convinto che il direttore sportivo potesse fare di più, invece alti e bassi e ha pagato caro. Il Benevento da quando ha cambiato allenatore – complimenti alla società per la scelta di Floro Flores – sta facendo molto bene. Lui ha detto che sono anche un po’ fortunati: la fortuna aiuta, ma ha portato qualità importanti. Il Benevento è divertente da vedere: esterni a piede invertito, costruzione dal basso, cose che in Serie C si vedono poco. La qualità dei giocatori permette di fare determinate giocate. È un girone complicato, ma con otto punti e quella tranquillità che a Catania non c’è, il Benevento ha messo un margine importante. Non sarà facile rimontare".

Floro Flores arriva dalla Primavera e ha portato cose che in Serie C si vedono raramente.

"Sì, sicuramente. Per fare determinate cose la qualità in Serie C è più bassa che in Serie A o B, quindi anche chi vuole farle fa fatica. Evidentemente a Benevento la qualità permette di creare situazioni. Devi essere bravo a insegnarle e programmarle. Sulla costruzione dal basso: quando fa comodo la si tira fuori per la bellezza, quando non va nessuno ne parla. Ognuno deve esprimere le proprie idee nel modo in cui sa farlo meglio. I risultati sono testimoni: si può vincere in tante maniere, non c’è solo un modo".

La lotta salvezza nel girone C?

"Dura. Il Giugliano ha fatto una vittoria dopo il cambio allenatore, in un periodo in cui non vinceva neanche se gliela regalavano. Il Foggia ha cambiato proprietà, sembra solida ma ha bisogno di tempo; non è facile uscire da lì con tanta pressione. Trapani ha avuto vicissitudini societarie che minano dentro. Fino a 27 punti sono tutte in lotta. Vedremo chi esce con qualità, tranquillità o serenità ambientale. È un girone molto interessante: anche le ultime possono condizionare i primi".

Queste novità come il FVS potrebbero essere sfruttate anche in Serie A?

"Non è facile. Si perde troppo tempo: il gioco è già abbastanza spezzettato. Tutto ciò che porta migliorie al gioco e serenità per allenatori, squadre e giocatori è fondamentale, ma va migliorato soprattutto nei tempi. Sono d’accordo con De Rossi: forse perché siamo della vecchia generazione, non è più il calcio di una volta. La prima cosa che fai in area non è tentare il gol, ma mettere il piede davanti per farti calciare. Non è più calcio. Bisogna andare avanti ma modificare affinché un tocchettino minimo non diventi rigore sistematico, o una mano alzata in scivolata per dinamica diventi rigore. Non è più il calcio vero, non è bello dal mio punto di vista. Il VAR serve tantissimo per correggere errori evidenti, ma stiamo andando troppo oltre: non c’è uniformità di giudizi e non è più calcio naturale. Il mondo va avanti, dicono che bisogna modernizzarsi, ma bisogna vedere se è meglio o peggio".


A TUTTA C con Daniel Uccellieri. Ospite: Stefano Cuoghi, allenatore
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