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Crotone, Longo: "Giocar bene non garantisce vittoria. Basta rossi per pregiudizio"

di Valeria Debbia
Emilio Longo

Tris ai danni dell'Audace Cerignola e sesto posto consolidato per il Crotone: rientrati dagli spogliatoi i pitagorici sono andati subito in svantaggio, ma poi hanno ribaltato immediatamente la partita, ne hanno preso possesso anche dal punto di vista del gioco dimostrando che la squadra ha raggiunto una buona maturità.

"La squadra ha fatto una partita importante sotto tutti i punti di vista. Ci portiamo a casa una vittoria che rappresenta in modo assoluto quello che siamo in questo momento. Certo, c’è ancora qualcosa da migliorare, ma la squadra sta terminando il giusto percorso in vista dei playoff" sono state le parole in sala stampa di mister Emilio Longo. "Tra primo e secondo tempo, nell’analisi video con la squadra, ho provato a far capire quanto siamo ancora in una fase di miglioramento. Nel primo tempo siamo stati dominanti per circa mezz’ora, con rifiniture al limite dell’area che dovevano essere concretizzate. Poi, negli ultimi 10 minuti, siamo entrati in una fase di calo prestazionale e abbiamo concesso qualche situazione agli avversari. Ieri sentivo una bellissima dichiarazione di Bielsa, che secondo me dovrebbe essere ascoltato un po’ di più: a volte le squadre che giocano bene a calcio non è detto che vincano sempre, perché giocare bene ti porta a sbilanciarti di più, ad aprire praterie agli avversari. Per non subire devi fare le cose praticamente perfette. Oggi è successo esattamente questo. Alla fine del primo tempo abbiamo lasciato qualche occasione e all’inizio del secondo tempo siamo addirittura andati in svantaggio".

Il tecnico ha quindi proseguito: "La virtù sta proprio nel non essersi mai scomposta e nell’aver continuato a fare la propria partita con il gioco. Ci siamo riusciti con delle bellissime giocate. La superiorità è stata evidente: 9 tiri in porta contro 2. La partita non è mai stata in discussione. Ovviamente non era scontato, dopo essere andati in svantaggio, riuscire a ribaltarla. Da questa partita dobbiamo capire cosa possiamo fare da qui alla fine della stagione: continuare a crescere, regalare il meno possibile agli avversari. Resta il rammarico di essere andati in svantaggio su una partita che, per il merito del gioco, non avremmo dovuto subire. Però il calcio è così: giocare bene non significa sempre vincere, e fare ottime prestazioni non garantisce la vittoria. Quando riesci a giocare bene e a vincere, hai fatto qualcosa di molto importante. Oggi la squadra è stata brava e ha fatto qualcosa di importante. Nel futuro dobbiamo provare a farlo con maggiore continuità".

Oggi c’è stata un’espulsione dalla panchina: da un po’ di tempo sembra che i pitagorici siano presi di mira: "Se c'è accanimento? Sull’espulsione di oggi lasciatemi dire una cosa, ve lo assicuro: è qualcosa di inspiegabile. Stavo parlando con l’arbitro in modo garbatissimo, come può fare un allenatore in una partita di calcio con l’adrenalina. Era una rimessa laterale per noi e improvvisamente è arrivato il rosso. Questa situazione si ripete nel tempo. Non è detto che perché in passato ci sono state tante espulsioni (soprattutto nei confronti del nostro direttore generale) si debba arrivare preparati con un pregiudizio. Ognuno ha scontato le proprie pene e le proprie squalifiche. Quando si rientra, bisogna valutare quello che succede sul momento, non lavorare sul passato. Spesso la nostra panchina è stata falcidiata: il quarto uomo è quasi sempre da noi, mentre le panchine avversarie vengono lasciate tranquille. Non credo che quando si viene a Crotone non si possa arbitrare una partita maschia, bella e intensa senza dover estrarre cartellini rossi inutili. Questo è un neo che ci portiamo dietro. Chiedo soltanto che non si arrivi, soprattutto con le figure che assistono me in panchina, a estrarre cartellini rossi con pregiudizio e troppa facilità. Oggi praticamente non è successo niente, eppure ci siamo presi un’altra squalifica".

Mancano pochissime partite alla fine della regular season, poi si entra nei playoff. Come si gestisce questa fase dal punto di vista mentale? Da una parte bisogna dare tutto per arrivare più in alto possibile, dall’altra conservare energie in vista degli spareggi. Spesso nei playoff non vince la squadra più forte, ma quella che c’è di più mentalmente e fisicamente. "Per la classifica che abbiamo e le distanze attuali non possiamo permetterci di conservare nulla - spazza ogni dubbio Longo. - Nel nostro girone, probabilmente solo il Catania (e non del tutto) può permettersi un discorso del genere. Dal terzo all’ottavo posto dobbiamo dare tutto. Oggi abbiamo guadagnato un jolly rispetto al Cerignola (dobbiamo vedere cosa fa il Monopoli stasera). Ci siamo regalati un margine di errore, ma se vogliamo pensare di fare qualcosa di più dobbiamo rischiare, anche la possibilità che non tutti arrivino fino alla fine. Oggi la partita l’abbiamo risolta ancora una volta con i cambi. Domenica scorsa abbiamo recuperato con i cambi, oggi Antonio Energe ha fatto una partita superlativa ed è stato continuo durante tutta la settimana. Ho deciso di dare continuità a Enrico Piovanello, ma con Antonio ho parlato molto questa settimana: era una di quelle “magliette doppie” che a volte assegno nella mia testa. Lui e Angelo Veltri erano titolari che sono partiti dalla panchina. Si vede che la settimana è l’elemento fondamentale su cui si costruiscono le prestazioni. Antonio ha fatto una settimana eccellente e lo ha testimoniato in campo con un gol di grandissima fattura. È entrato, ha sbloccato la partita con lo spirito giusto. Dobbiamo recuperare gli sforzi rimanendo in tanti e dando possibilità a più giocatori di essere titolari.  Mi sono seduto a lavorare su alcune strategie di possesso, soprattutto dopo lo svantaggio, per capire quali alternative avremmo avuto. C’erano giocatori pronti come il giovane Kevin Bruno, che sta lavorando benissimo da mezzala e ha qualità da vendere. Se non avessimo dovuto conservare il vantaggio, sarebbe rientrato un altro titolare. Dobbiamo continuare a lavorare così: non lasciare nessuno per strada. Da qui ai playoff lo spazio potrebbe farci vedere titolari che oggi non vediamo in campo, ma che si allenano bene. All’inizio della settimana non sapevamo nemmeno chi sarebbe sceso in campo, avevamo tanti indisponibili. Poi ci siamo allenati bene, alcuni ragazzi della Primavera ci hanno dato una mano numericamente e alla fine abbiamo ritrovato titolarità e spirito giusti. La continuità della squadra non sta nel vincere o perdere, ma nel tirare in porta, nel mantenere un flusso di gioco dinamico, nell’essere bella da vedere. Deve concretizzare di più, ma la squadra è continua e deve continuare a lavorare sugli aspetti e sui principi identitari. Abbiamo ancora margini di miglioramento in vista dei playoff. Da adesso non dobbiamo preoccuparcene troppo: abbiamo quattro finali da giocare, quattro finali in cui dare il meglio di noi stessi. Poi vedremo che classifica faremo e che tipo di spareggi ci toccheranno".


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