Brescia e quell'autogol con l'FVS: lo chiama per un rigore e resta in 10 per simulazione
Ha dell'incredibile, calcisticamente parlando, quanto accaduto ieri durante il posticipo della 24^ giornata fra Giana Erminio e Union Brescia. A inizio ripresa gli ospiti, in vantaggio di un gol, reclamano per un contatto in area fra Lamesta, già ammonito, e un difensore avversario. Su richiesta dello stesso giocatore, il club bresciano si gioca la card dell'FVS. Il direttore di gara, Diop di Treviglio, al monitor stupisce tutti. Non tanto perché non concede un penalty che, in caso di assegnazione, sarebbe stato molto (se non troppo) generoso. Ma perché ritiene quella di Lamesta una simulazione. E così estrae il secondo giallo all'indirizzo dell'incredulo centrocampista, mandandolo sotto la doccia e lasciando i suoi in inferiorità numerica. Alla fine la Leonessa riuscirà lo stesso a spuntarla in quel di Gorgonzola, trovando anche il raddoppio nel finale.
Da sottolineare il commento a caldo del tecnico biancazzurro, Eugenio Corini, riportato dal Giornale di Brescia: "Solo un pazzo, sapendo di essere già ammonito, mi fa chiamare l’Fvs se non è stato toccato. Poi, puoi non darlo, ma l’ammonizione per simulazione non esiste". Alla fine dei giochi, a rimetterci, sarà Lamesta, che dovrà scontare la squalifica che gli verrà comminata dal giudice sportivo.