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Ascoli, la rincorsa alla vetta riprende forma: solidità difensiva e Arezzo a -4

di Laerte Salvini

C’è qualcosa di profondamente significativo nella vittoria dell’Ascoli nel derby contro la Sambenedettese. Non tanto per lo spettacolo – che in realtà è mancato – quanto per ciò che racconta del momento della squadra di Francesco Tomei. Le stagioni, soprattutto in Serie C, spesso si decidono proprio così: con partite sporche, con episodi, con protagonisti inattesi. E in questo caso il protagonista ha il volto di Simone Corazza, l’uomo che non ti aspetti nel momento in cui i punti pesano più delle prestazioni.

Il successo del Riviera delle Palme vale molto più di tre punti. Vale soprattutto una fotografia della classifica: Ascoli secondo da solo a quota 59, con il Ravenna che perde terreno e con l’Arezzo capolista distante appena quattro lunghezze. Una distanza che fino a poche settimane fa sembrava quasi teorica e che invece, oggi, torna ad avere un peso concreto.

Guardando la stagione nel suo complesso, il percorso dell’Ascoli non è stato lineare ma estremamente solido. Dopo un avvio fatto di equilibrio e qualche inciampo, la squadra ha progressivamente trovato una propria identità. Il sistema di base – quasi sempre il 4-2-3-1 – è diventato una struttura stabile dentro cui Tomei ha inserito principi molto chiari: aggressione alta quando possibile, occupazione delle corsie con esterni dinamici e soprattutto una grande attenzione agli equilibri.

I risultati raccontano bene questa trasformazione. Dopo la sconfitta interna con l’Arezzo a novembre, l’Ascoli ha costruito una lunga sequenza di risultati utili che ha consolidato la posizione nelle prime tre del girone. Anche nei momenti più complessi – come il periodo tra febbraio e l’inizio di marzo, con il ko di Pineto e il pareggio con la Torres – la squadra non ha mai perso la propria identità, continuando a restare dentro la corsa alle prime posizioni.

Il dato più interessante riguarda probabilmente la maturazione difensiva. Nelle ultime settimane l’Ascoli ha ritrovato solidità, concedendo poco e imparando a vincere partite sporche, esattamente come quella contro la Sambenedettese. È un segnale importante perché nei finali di stagione di Serie C la differenza la fanno spesso proprio le squadre che sanno gestire il risultato più che dominarlo.

Dentro questo percorso c’è ovviamente la mano di Francesco Tomei. Dopo l’esperienza molto positiva sulla panchina del Picerno, l’allenatore ha portato ad Ascoli una filosofia chiara: calcio propositivo ma organizzato, valorizzazione dei giovani e capacità di adattarsi alle caratteristiche della rosa. In una piazza esigente e passionale come quella ascolana non era un passaggio scontato.

Eppure la sensazione è che proprio nelle ultime settimane la squadra abbia fatto un ulteriore salto di qualità. Non solo nei risultati, ma nella convinzione. Il derby vinto con la Sambenedettese rappresenta in questo senso un passaggio simbolico: una partita non bella, risolta da un giocatore che finora aveva avuto meno spazio, ma affrontata con la maturità di chi sa che ogni punto può cambiare il destino di una stagione.

Il calendario ora propone una sfida pesantissima contro il Ravenna, uno scontro diretto che può ridefinire ulteriormente la corsa al vertice. Se l’Arezzo continua a restare davanti, è anche vero che il ritmo si è abbassato e che la sensazione generale è quella di un campionato che può ancora riaprirsi.

In un girone dove nel Nord il Vicenza sembra ormai lanciato verso la promozione e dove nel Sud le gerarchie appaiono più definite, il gruppo B torna invece improvvisamente incerto. E in questa incertezza si è infilato con forza proprio l’Ascoli, una squadra giovane, aggressiva, cresciuta nel corso dei mesi e oggi capace di guardare la vetta con una convinzione che, fino a poco tempo fa, sembrava quasi un esercizio teorico. Adesso non è più così. Adesso l’Ascoli è davvero dentro la corsa.