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Pagni: "Mantova, la vittoria delle idee e non del portafoglio"

di Dario Lo Cascio

Danilo Pagni, esperto dirigente, recordman in tutte le categorie, protagonista di diverse imprese calcistiche e talent scout, è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com per commentare i temi caldi della Serie C, a partire dalle tre squadre promosse:

Il Cesena ha dominato il Girone B.
"Una squadra made in home, che ha vinto con 4/5 under del vivaio, chapeau. Venivano dalla Primavera 2, dopo una retrocessione dalla Primavera 1. Hanno avuto minutaggio e dimostrato qualità di gioco mentalità. Un plauso a Toscano e al suo staff".

Quando Stiven segnava a raffica lei pose l'attenzione su Cristian, in quel momento sottovalutato.
"Quest'anno infatti ha deliziato tutti, per la serie: molti vedono spesso solo le cose scontate".

Il Mantova invece?
"Hanno sovvertito la teoria dello spendere e spandere, contrapponendo quella delle idee e non è un caso. Il direttore Botturi lo ho conosciuto a Brescia nel setore giovanile, quando gli comunicai del trasferimento dei miei figli per motivi lavorativi e familiari pensava che scherzassi. Si vedeva che aveva un altro passo. Ovviamente complimenti anche a Possanzini".

Un atteso ritorno in B anche per la Juve Stabia. Da consulente a Castellammare lei ha vinto due campionati.
"Sì, rispettivamente con Paolo D'Arco, Franco Giglio e Manniello. C'è anche uno scudetto di Serie D. Braglia non voleva accettare, infastidendomi. Durante la gara di Cosenza fuori casa dissi ad Amodio e Giglio di prendere subito Morris Molinari, autore del gol storico della promozione. Agli attuali dirigenti e staff bisogna fare solo un monumento, spero di confermino".

Alcuni protagonisti delle Vespe li conosce bene.
"Thiam e Mignanelli li portai a Viterbo a gennaio, vincemmo la Coppa Italia battendo il Monza di Berlusconi e risalimmo dal terz'ultimo posto ai playoff. In campo avevamo giovani come Zerbin del Napoli e Damiani, adesso alla Juventus".

Le delusioni di questo torneo?
"Non mi piace evidenziare le negatività, ma è evidente che in alcune piazze si poteva e doveva fare di più".

E la sorpresa invece?
"La rivelazione per me è il Sorrento. Una società e una piazza nobili, con molti esordienti e un budget ristretto. Hanno giocato sempre in campo neutro. L'artefice è mister Maiuri, che ha replicato dopo il capolavoro della vittoria in Serie D. Agli addetti ai lavori dico di fare tesoro di questo e rendere merito a un tecnico di valore".

Torniamo alle intuizioni, chi tenere d'occhio per il futuro?
"Preferisco non fare nomi, sono diventato gelosissimo".

C'è qualche scelta nella sua carriera della quale si pente?
"Col il senno di poi, potrei dire che alcune volte potevo scegliere destinazioni diverse o restare lì dove stavo facendo benissimo. Ma quello che conta sono i risultati aziendali e sportivi che ho conseguito, frutto di un lavoro a tempo pieno e di amore. Io e i miei amici e collaboratori continuiamo a monitorare. Qualche mese fa prima del vincolo postomi dalla Nocerina, stavo tornando in B, eravamo vicinissimi, nella fase più che preliminare che poi non si è concretizzata".

Ha avuto presidenti importanti, facoltosi, dalla personalità molto forte. Come tenergli testa?
"Vincendo sempre (ride, ndr). Rendicontando e attraverso il duro lavoro".

Da parte sua non può mancare un commento sul Taranto.
"Mi fa piacere che tifoseria, società e squadra si siano riavvicinate. Sul caso stadio deve prevalere il buon senso. Capuano sta facendo benissimo, è oggettivo, esprime anche un bel calcio. Chapeau al club per la cessione di Antonini al Catanzaro, Eziolino l'ha spuntata, gli unici nei il mancato minutaggio e la penalità, anche se è una partita aperta".

Ha qualche rimpianto di non aver accettato tempo fa l'incarico?
"Dei se e dei ma son piene le fosse, mi basta il grande affetto della gente tarantina".

Un commento sui tecnici, iniziamo da Calabro, che ha invertito il trend alla Carrarese.
"Antonio lo vedo sempre più eclettico, quando subentra ha sempre un impatto incisivo, si mette sempre in discussione ed è questo un altro suo punto di forza".

Gaetano Auteri, allenatore a lei caro, è tornato in pista.
"Sì, abbiamo vinto tanto insieme, esprimendo un calcio a volte schiacciante. A lui consegnavo le squadre e si divertiva. Se vince Gaetano è il più forte, se perde dicono sia arrivato. Luoghi comuni di qualunquisti".

E mister Modica a Messina?
"Ha dimostrato di far giocare la squadra con un calcio propositivo, con le giuste cautele e preventive. Sta facendo molto bene".

Un'ultima battuta: la quarta promossa in B?
"Il Taranto".


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