.

INTERVISTA TC - Urbinati: "Favola Fermana. Con un playout di mezzo"

di Sebastian Donzella

Da otto stagioni con la stessa maglia, con duecento partite alle spalle. Anche se le due più importanti deve ancora giocarle. Gianluca Urbinati, capitano della Fermana, ai microfoni di TuttoC.com si racconta, presenta il playout dei marchigiani e si domanda anche con chi dovrà giocarsi la permanenza, visto che ancora, incredibilmente, non si sa.

Gianluca Urbinati, 34 anni, 14 passati sui campi di calcio. Più della metà alla Fermana.
"Era il 2015 quando sono arrivato a Fermo. Se mi guardo indietro vedo un ragazzotto con la valigia piena dì speranze e sogni. Mai mi sarei aspettato dì fare otto anni qua, giocando circa 200 partite e diventando uno dei giocatori con più presenze della storia del club. Nemmeno il miglior ottimista avrebbe mai potuto pensare dì compiere questo percorso, con la vittoria del campionato dì serie D, la doppia conquista dei playoff dì Lega Pro e le grandissime salvezze raggiunte. Adesso però a questa favola serve il lieto fine...".

Ovvero la vittoria dei playout.
"Saranno due settimane cariche di tensione ma dovremo essere bravi a scaricarla in energia, in adrenalina. Queste partite determinano una stagione: si può passare dall'inferno al paradiso in pochissimi minuti. Serve un grande entusiasmo per riscattare un'annata difficile: si è sofferto tanto, se sei nei playout è evidente che ci sono stati dei problemi. Però non dobbiamo dimenticarci che non siamo una squadra retrocessa ma una che lotta per la salvezza: dobbiamo ricompattarci pensando che questi spareggi non sono un dramma ma un'occasione per rendere speciale una stagione fin qui un po' deludente".

Però ancora non sapete contro chi giocherete, visto il ricorso dell'Imolese: al momento siete contro la Pistoiese ma potreste finire contro la Viterbese...
"Una situazione tutta italiana. Mi ricordo che anche tempo fa il Santarcangelo, già in vacanza, si ritrovò ai playout per una penalizzazione, finendo per retrocedere. Purtroppo queste cose accadono nel nostro Paese e in particolare in Serie C. Onestamente non credo che sia normale discutere a fine campionato una penalizzazione data a novembre, praticamente sei mesi fa. In ogni caso  ci stiamo concentrando su noi stessi, sul prepararci bene fisicamente per cercare di arrivare al meglio curando qualsiasi tipo di dettaglio per il 7 maggio, a prescindere da chi sarà l'avversario".

Contro la Viterbese hai già segnato in campionato. Se giungesse la salvezza col tuo gol sarebbe un gran bel finale per questa favola...
"Sarebbe una ciliegina enorme su una torta gigante. L'anno scorso siglai il gol salvezza, sarebbe bellissimo ripetersi. Ma onestamente mi andrebbe bene anche un autogol di qualsiasi avversario pur di salvarmi".

Intanto, anche quest'anno, una trentina di presenze e tre gol. Non male per un mediano di 34 anni.
"Una piacevole abitudine, in questi anni ho avuto una costanza dì rendimento importante, trovando anche il feeling in zona gol. Però adesso parlare di soddisfazioni personali è fuori luogo. Baratterei tutto per raggiungere la salvezza, quello è l’unico pensiero nella mia testa".

A proposito di gol: avete il peggior attacco del girone. E dovete per forza segnare ai playoff perché con due pareggi sarebbe retrocessione. 
"Il gol lo farà il gruppo! Lo spirito e il DNA che hanno sempre contraddistinto la Fermana saranno i goleador dei nostri playout: il noi prevarrà sull'io. Gran parte dì questo gruppo soffre e mangia merda dal 17 luglio, dando tutto quello che ha. Ho sempre difeso i miei compagni perché guardandolo negli occhi, durante ogni allenamento, percepisco la voglia di dare il massimo per uscire da questa situazione. Ormai la classifica ha detto questo, ora concentriamoci perché potrebbe essere un momento indimenticabile per tutti noi, uno di quello da ricordare per tutta la vita. Ho grande fiducia nella voglia della squadra di dimostrare che non valiamo questa posizione di classifica".

Resta il fatto che i vostri avversari avranno a disposizione due risultati su tre.
"Credo che anche chi ci affronterà non speculerà sul pareggio, ma proverà a vincere almeno uno dei due confronti. Noi comunque non abbiamo dì questi dubbi, dal momento che siamo obbligati a farlo. Ci proveremo sicuramente in casa dove so benissimo che la nostra gente, il nostro pubblico riuscirà a trascinarci in maniera unica. In questi anni i tifosi mi hanno sempre impressionato da questo punto di vista, diventando un tutt’uno con la squadra. E quando ci sono queste occasioni il popolo fermano si stringe incondizionatamente intorno a noi, facendo diventare il tifo del 'Bruno Recchioni' un fattore determinante. Ma non solo, anche in trasferta sono sicuro che saranno il dodicesimo uomo in campo, ultimamente fuori casa sembrava di giocare nel nostro stadio grazie al loro supporto".

In tutto ciò Urbinati non ha giocato l'ultima partita di campionato. C'è da preoccuparsi?
"Contro l’Olbia, negli ultimi minuti, ho avvertito un affaticamento, ma vista la posta in palio non ho voluto chiedere il cambio. Non ho dato importanza alla cosa ma poi l’ecografia ha evidenziato uno stiramentino. Un piccolo incidente dì percorso ma insieme allo staff stiamo già lavorando per essere al 100% ai playout".

Ma dopo queste due partite cosa accadrà al capitano della Fermana?
"Non so quale sarà il futuro, non è il momento di parlarne. Otto anni in una squadra, nel calcio dì oggi, dove i valori economici e materiali prendono il sopravvento, si vedono raramente. Significa che c’è attaccamento, cuore e senso d’appartenenza: sono arrivato qui da ragazzo e sono diventato uomo e anche capitano, cercando di portare lo stemma della Fermana in giro per l’Italia con dignità e onore, spero di esserci riuscito. Adesso voglio solo che quest’annata si chiuda bene".

E magari, da patito di tatuaggi...
"...ne ho già in mente uno in caso di salvezza. Ma non dico nient'altro per scaramanzia".