INTERVISTA TC - Marchese: "Catania? Mi auguro non sia un nuovo Trapani"
Giovanni Marchese, ex difensore del Catania e nell'ultima stagione tecnico della Primavera rossazzurra, ha parlato a TuttoC.com del momento che interessa la squadra siciliana, con i tesserati che hanno messo in mora la società nella giornata di venerdì scorso: "Ci può stare che i giocatori abbiano fatto questo passo importante, non sono i primi che hanno preso questa decisione. La società probabilmente ha fatto promesse non mantenute e i ragazzi hanno cercato di mettere pepe alla società e ricordare gli impegni assunti".
Potrebbe essere un altro caso Trapani?
"Mi auguro di no, però sicuramente la situazione non è delle migliori. Si sta vivendo un periodo difficile e ci si può aspettare di tutto".
Intanto i ragazzi continuano a lavorare, tanto che ieri hanno vinto per 4-1 in casa del Monterosi.
"I ragazzi stanno facendo il proprio dovere e devono continuare a farlo. E' per il bene loro, quando vai in campo ci metti la faccia e non è mai bello perdere. Anche per la loro carriera futura. Poi sono in una piazza importantissima e i giocatori ne traggono vantaggio se fanno bene".
Serve una cifra davvero importante: 300 mila euro.
"In realtà non è una cifra così pesante nel calcio, ma per la situazione che sta vivendo il Catania appare sicuramente insormontabile. Per una società con problemi diventa importante".
Vede una via d'uscita?
"Una via d'uscita importante era rappresentata dal presidente Tacopina, che voleva investire sul Catania. Non so cosa sia successo, ma ora trovare una soluzione sarà abbastanza difficile. Vedremo cosa accadrà".
Come si scende in campo in queste situazioni?
"Lo dicevo prima: i ragazzi devono continuare a fare il loro dovere".
Cosa pensa dello sfogo di Baldini delle scorse settimane?
"Ho sentito tanti pareri contrastanti, chi dice che ha fatto bene, chi dice che ha fatto male. Il mio pensiero è che se la squadra fa bene, anche lui ne trae vantaggio, come detto precedentemente. Sta lavorando in una piazza importante e sapeva le difficoltà che c'erano, già dall'anno scorso. Era consapevole e nessuno gli ha imposto di guidare il Catania: poteva fare un altro tipo di scelta. Lo sfogo? Non so cosa gli sia passato per la mente, bisogna essere all'interno della situazione e del momento".
Per quanto riguarda lei, dopo aver guidato la Primavera rossazzurra, quale sarà il suo futuro?
"Ho preso il patentino e posso allenare in Lega Pro, ma oltre alle Primavere mi piacerebbe mettermi in gioco in Serie D".