Vicenza di nuovo in B: è la rivincita Rosso. Ora non si ripeta l'errore del 2022
C'era una volta un imprenditore nato in Veneto che aveva edificato un impero mondiale della moda partendo da un paio di jeans cuciti a mano a quindici anni. Renzo Rosso, fondatore di Diesel e presidente di OTB Group (la holding che detiene marchi come Maison Margiela, Marni e Viktor&Rolf), nel maggio 2018 aveva acquisito all'asta fallimentare il ramo d'azienda del Vicenza Calcio, dichiarato fallito pochi mesi prima. Era, a suo modo, un gesto d'affetto verso la propria terra. Un progetto ambizioso. Una scommessa.
Sette anni dopo, quella scommessa si è trasformata in un cammino costellato di emozioni, rimpianti, dolori e ora — finalmente — di una certezza matematica: il Lanerossi Vicenza è di nuovo in Serie B.
Da Bassano a Vicenza: la nascita di un progetto
Nel luglio 2018, Renzo Rosso si presentò a stampa e tifosi come nuovo proprietario del Vicenza, portando con sé l'intero management del Bassano Virtus, club di cui era proprietario da ventidue anni: il figlio Stefano nel ruolo di presidente, Werner Seber come direttore sportivo e Giovanni Colella come allenatore. Fu una rifondazione vera e propria, non un semplice passaggio di consegne. Il marchio Diesel divenne main sponsor della maglia biancorossa, e fu siglato un accordo con la famiglia Marzotto per il recupero del nome Lanerossi, il lanificio vicentino che aveva reso celebre la squadra nel secondo dopoguerra. Nella prima stagione il Vicenza concluse il campionato a metà graduatoria e venne eliminato al primo turno dei playoff dal Ravenna. Una partenza cauta, da società che stava gettando le basi. Due anni dopo, tuttavia, arrivò il risultato che tutti attendevano.
La prima promozione e il brusco risveglio
La stagione 2019-20, condotta da Domenico Di Carlo, si interruppe anticipatamente a causa della pandemia, ma il Vicenza occupava la prima posizione nel Girone B di Serie C e il Consiglio Federale sancì ufficialmente la promozione in Serie B. Era il coronamento del lavoro avviato due anni prima. L'anno successivo i biancorossi ottennero una salvezza tranquilla, e il 9 febbraio 2021 la società cambiò denominazione in L.R. Vicenza S.p.A. Poi arrivò il crollo. Nel campionato 2021-22 il Vicenza inanellò 5 sconfitte nelle prime giornate: Di Carlo fu esonerato e sostituito da Cristian Brocchi il 22 settembre 2021. La squadra chiuse il girone d'andata all'ultimo posto con appena 7 punti, fu stravolta sul mercato di gennaio e, a quattro giornate dal termine, Francesco Baldini fu chiamato per tentare l'impossibile rimonta salvezza. I biancorossi guadagnarono i playout grazie a un successo all'ultima giornata sul campo dell'Alessandria, si imposero 1-0 all'andata grazie a Maggio, ma al ritorno a Cosenza crollarono 2-0 e retrocessero in Serie C. Quella caduta rimase una ferita aperta per Renzo Rosso, che nell'intervista al Corriere della Sera in occasione dei suoi settant'anni ammise: "Avevo grandi ambizioni, ma il calcio non è controllabile". Una lezione pagata a caro prezzo.
Tre anni nel purgatorio: le finali maledette
L'annata 2025-26 è la terza consecutiva in Serie C per il Vicenza dopo la retrocessione del 2022. Un purgatorio lungo, segnato da due eliminazioni ai playoff che hanno lasciato cicatrici profonde. Il primo colpo al cuore arrivò nel giugno 2024. Vicenza e Carrarese si contesero l'ultimo posto disponibile in Serie B nella finale playoff. Lo 0-0 al 'Menti' nell'andata lasciava tutto aperto, ma allo 'Stadio dei Marmi' di Carrara fu determinante il gol di Finotto dopo appena sei minuti: la Carrarese, che mancava dalla Serie B dal 1948, si prese la promozione soffiandola ai biancorossi. Undicimila tifosi al Menti nell'andata: tutto vanificato. L'anno successivo il dolore fu ancora più lancinante. In semifinale il Vicenza sfidò la Ternana: 0-0 all'andata al Menti, poi il disastro al 'Liberati'. La Ternana dominò il ritorno in ogni fase, imponendosi 3-1 con le reti di Curcio, Aloi e Cianci, rispedendo a casa un Vicenza lento, senza idee e privo di reazione, accompagnato dai fischi e dalla contestazione della propria tifoseria. Tre anni consecutivi in cui la Serie B era scivolata via dalle mani.
La svolta: arriva Fabio Gallo
L'estate 2025 cambiò tutto. La società compì la scelta più importante degli ultimi anni: affidare la panchina a Fabio Gallo, reduce da una stagione straordinaria con la Virtus Entella. Il Vicenza lo ingaggiò il 26 giugno 2025 con un contratto biennale, con il mandato esplicito di conquistare quella promozione che nella stagione precedente era sfumata proprio in semifinale playoff. I risultati parlano da soli. Gallo ha trasformato il Vicenza in una macchina da punti, guidando il Girone A di Serie C con un margine tale da rendere il campionato quasi una formalità. Ha portato con sé la stessa filosofia di gioco, il 3-5-2, la solidità difensiva e la mentalità collettiva già esibita con i Diavoli Neri nella stagione precedente, riuscendo nell'impresa di vincere due campionati consecutivi dalla C alla B con due squadre differenti. Una prima assoluta.
Adesso non si ripeta l'errore del 2022
La lezione del passato è scritta a lettere di fuoco nella storia recente del club. La promozione del 2020, accolta con entusiasmo, si trasformò in un'esperienza traumatica per mancanza di continuità progettuale. Tre allenatori in una singola stagione di Serie B, una rosa costruita male, una gestione tecnica caotica: errori che non possono essere replicati. Stefano Rosso, presidente sin dalla rifondazione del club nel 2018, ha edificato nel tempo una struttura societaria progressivamente più solida, capace di attrarre investimenti e di operare scelte tecniche ragionate. Quella di Gallo, tecnico dotato di un metodo riconoscibile e capace di costruire un'identità di squadra in contesti diversi, va esattamente in quella direzione. Ma la vera sfida comincia adesso.
In Serie B la storia recente del Vicenza è costellata di salvezze al fotofinish, playout, retrocessioni e occasioni mancate. Per interrompere questo ciclo serviranno una pianificazione estiva seria, un mercato accorto e la lucidità di non voler bruciare le tappe in un colpo solo. Renzo Rosso aveva detto che il calcio non è controllabile: ma si può fare di tutto per limitare gli imprevisti.
La famiglia Rosso ha dimostrato di possedere la pazienza e le risorse necessarie per costruire qualcosa di solido. Ora ha l'opportunità, forse più concreta che mai, di regalare al Vicenza non soltanto una promozione, ma una presenza stabile nel calcio che conta. Stavolta, però, il lieto fine dovrà essere soltanto l'inizio.