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Siracusa-Trapani, nel girone C classifiche a rischio stravolgimento. A Salerno Iervolino rimedia agli errori del ds

di Luca Esposito

Editoriale di oggi che si apre inevitabilmente con i casi Siracusa-Trapani che agitano il girone C e che potrebbero comportare una serie di stravolgimenti in classifica. Il rinvio della sentenza alle prossime settimane lascia intendere che le autorità competenti abbiano bisogno di un lavoro supplementare per arrivare a una decisione definitiva, vista la delicatezza della situazione è evidente che non si possano commettere errori di nessun genere. Le due siciliane tremano, col Siracusa che – nella migliore delle ipotesi – subirà una forte penalizzazione e i granata che sono stati costretti già da tempo a ridimensionare di molto le proprie ambizioni come testimoniato dalla scelta di molti calciatori di andare altrove o di chiedere la cessione. Il presidente Antonini, vulcanico come sempre, preannuncia battaglia in sede civile, pronto a chiedere un maxi risarcimento anche per quel famoso -8 che, di fatto, ha condizionato la stagione sin dal principio. Nel mentre, però, la tifoseria ha manifestato un certo dissenso nei confronti del patron contestandolo duramente nel corso della gara vinta 4-0 domenica scorsa contro il Sorrento: cori, lancio di fumogeni, interruzione provvisoria del match e altra replica a mezzo social che ha acuito un clima di tensione totale. In caso di esclusione sarebbe un bel problema riscrivere la classifica e togliere punti conquistati sul campo, ancor di più perché mancherebbero sette giornate alla fine e il torneo sarebbe palesemente compromesso e condizionato. Si sperava, dopo i casi Turris-Taranto, di non assistere più a cose del genere, ma purtroppo il calcio vive una fase molto difficile dal punto di vista economico e in C i ricavi sono irrisori rispetto alle perdite. Non è un caso che siano in difficoltà una neopromossa dalla D e squadre che, negli anni, hanno investito milioni di euro ritrovandosi poi in affanno a causa del mancato salto di categoria. Rimarchiamo, comunque, il comportamento estremamente professionale di allenatori e calciatori che, come fatto dalla Lucchese l’anno scorso, vogliono comunque onorare la maglia fino alla fine conquistando i traguardi sul campo sperando che non venga tutto cancellato nelle aule di tribunale.

Parliamo ora di mercato e soffermiamoci sulla Salernitana che, dopo tre settimane a rilento e con innesti che non hanno alzato più di tanto il livello della rosa, torna prepotentemente protagonista ufficializzando l’ingaggio dell'attaccante Lescano. Decisivo l’intervento del proprietario Danilo Iervolino che, stimolato dalle proteste legittime e civili della piazza, ha risposto presente investendo una cifra molto importante. Una sorta di implicita bocciatura per il direttore sportivo Faggiano che, nel recente passato, aveva detto fosse impossibile acquistare un bomber così costoso non riuscendo a chiudere trattative ben avviate come quelle con Chiricò, Fischnaller e Cuppone, senza dimenticare che Casasola – il miglior esterno destro della Lega Pro – era virtualmente granata prima di una perdita di tempo del club che fece saltare tutto in extremis. Pur avendo un altro anno di contratto è evidente che il futuro di Faggiano a Salerno è fortemente in dubbio, anche sul futuro di Raffaele ha prevalso la linea Iervolino piuttosto che quella di un dirigente che avrebbe riflettuto a lungo sul ribaltone al netto della vittoria a Caravaggio. Sia chiaro: dopo una doppia retrocessione e tante promesse non mantenute è la proprietà ad essere in debito con la piazza. Ma quello di Lescano può essere l’inizio di un nuovo percorso, a patto che arrivino anche un forte difensore centrale e un grosso centrocampista. Faggiano, che ha commesso qualche leggerezza anche sul piano della comunicazione, sta in parte sconfessando quanto fatto nei mesi estivi: se arrivano 7 giocatori e altri partiranno è evidente che il lavoro non è stato positivo e che gli attuali 42 punti in classifica siano frutto forse del lavoro del mister, della spinta del pubblico, della forza di un gruppo fino a un mese fa davvero granitico e di quel pizzico di fortuna che non guasta mai. Benissimo anche il Catania che, pur avendo una delle difese meno perforate d’Italia, ha preso due calciatori nel pacchetto arretrato aggiungendo un elemento come Di Noia alla mediana. Senza dimenticare l’investimento per Bruzzaniti. Una società con le idee chiare e un bravo direttore sportivo che ha voglia di riuscire laddove proprio Faggiano ha toppato di recente. A Foggia, invece, è esploso l’entusiasmo. Vedere uno Zaccheria così pieno e ribollente di tifo ha emozionato tutti gli amanti del calcio e vincere con un rigore parato quasi al centesimo minuto è ulteriore spinta per la nuova società, attivissima sul mercato. Un successo che causa indirettamente l’esonero di Eziolino Capuano, cui impatto a Giugliano è stato negativo come testimoniano i risultati. Un periodo non felicissimo per il vulcanico trainer di Pescopagano che, dopo aver lasciato il Taranto, non è riuscito a imporsi né a Foggia, né a Trapani. Conoscendolo, però, siamo certi che già non veda l’ora di tornare in pista per aggiungere al curriculum qualche altra impresa insperata. Negli altri gironi niente di particolare da segnalare se non la fine dell’esperienza di Tesser a Trieste. Un ritorno che non ci aveva mai convinto, visto che il suo predecessore aveva fatto bene in una situazione che sarebbe stata impossibile anche per il più bravo degli allenatori. Il Vicenza attende solo la matematica per festeggiare la B, nell’altro raggruppamento inizia la fuga dell’Arezzo che ha investito tanto anche a gennaio meritando l’attuale posizione di classifica.


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