Se anche i dirigenti riscrivono il regolamento…Blocco ripescaggi dal 2027?
Confesso: non avevo seguito in diretta il 2-2 tra Ospitaletto Franciacorta e Inter Under 23. Mi è toccato recuperare la partita per intero, e non solo tramite highlights, per capire dove si orientassero le invettive di Paolo Musso, direttore sportivo della formazione bresciana, che non conosco personalmente ma sicuramente è bravissimo nel suo lavoro, dato che ha costruito una squadra oltremodo competitiva con il budget di gran lunga più basso dell’intera Serie C. Non si ritrova, però, la stessa qualità nelle sue analisi sull’arbitraggio della partita con i nerazzurri.
Non ne faccio nemmeno una questione di valutazione degli episodi: anzitutto sono sempre opinabili, ma non è questo il tema. Nè l’avversario: l’argomentazione che le seconde squadre siano favorite è francamente risibile, solo l’anno scorso una di esse (il Milan Futuro) è retrocessa. Il punto sono alcuni passaggi della sua invettiva, per esempio quello sul rigore negato ai suoi (come se il FVS dovesse sempre accogliere la richiesta della panchina), o peggio ancora la revisione del 2-2, come se i gol non fossero tutti rivisti. Denotano, nel migliore dei casi, una scarsa conoscenza del regolamento che per un dirigente, peraltro bravo, è un grosso problema. E non solo per lui: gli arbitri, si è detto e ridetto, non vivono certo un gran momento, dalla A in giù. Se complichiamo il contesto e abbassiamo il livello diventa più difficile per tutti.
In settimana si è parlato per la prima volta e in maniera concreta di alcune cose che vi avevamo anticipato. In estrema sintesi, le due ipotesi fin qui prospettate da Gravina per la Serie C sono: a) trasformarla in un campionato semiprofessionistico, che di fatto vuol dire dilettantistico; b) inasprire le norme, bloccare i ripescaggi dal 2027 e arrivare così a ridurre le squadre. Posto che prima del 31 marzo non succederà nulla - inutile prendersi in giro, dipende tutto dalla qualificazione dell’Italia ai Mondiali -, c’è da aggiungere che la prima soluzione abbisognerebbe di un intervento legislativo. E non è l’unico problema, dato che quasi tutte le componenti federali sono contrarie, a partire da calciatori e allenatori che sul piede di guerra raramente ci vanno ma in questo caso forse lo farebbero.
Vista la contrarietà di molti, compresi storici alleati, ed escludendo che Gravina voglia immolarsi in nome di una riforma che ritenga necessaria, l’impressione è che proporre la a) serva a indorare la b). Una soluzione, quella del blocco dei ripescaggi, che ha anche un suo senso. Partendo però da un presupposto: la loro funzione è anche quella di sostituire società non sane con altre in salute. Congelare il sistema va benissimo, ma va anche accesa una ulteriore lente di ingrandimento su chi sale dalla D. Un esempio è la situazione del Siracusa: si porta dietro problemi che aveva già in passato, almeno in nuce, ed esplodono col salto in alto. Risultato: dalle alla C, anche se non è così semplice parare tutte le situazioni.