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Il Vicenza inizia a sentire il 'braccino corto': due sconfitte nelle ultime 4 e sempre in casa. Ma le altre non sanno approfittarne

di Tommaso Maschio

Se nella scorsa stagione di questi tempi aveva innestato una marcia superiore per provare l’impresa di rimontare il Padova capolista, quasi riuscendoci prima di un finale di stagione emozionante con il contro sorpasso decisivo dei biancoscudati, quest’anno il Vicenza si trova nella posizione di poter anche scivolare senza troppi pensieri. Soprattutto se, come nell’ultimo turno, anche le avversarie non sanno approfittarne.

Dopo 26 gare da imbattuta la squadra di Fabio Gallo (che di risultati utili consecutivi ne aveva messi insieme 58 contando anche la Virtus Entella lo scorso anno) è caduta due volte in poche settimane ed entrambe le volte in casa. Prima contro l’Alcione Milano e poi contro il Trento: due squadre che navigano nelle zone alte di classifica e possono ancora dire la loro per la terza piazza. Destino ha voluto che l’Union Brescia, primo inseguitore, non ne abbia approfittato perdendo anch’esso nelle stesse giornate, mentre peggio ancora ha fatto il Lecco che non vince da quattro gare di fila e si è visto ora superato da Trento e Renate.

Scivoloni dunque che lasciano invariato il maxi vantaggio – 16 punti – sulla prima inseguitrice quando mancano solo otto gare alla fine della stagione, ma che devono far scattare un piccolo campanello d’allarme in casa biancorossa. Il rischio del cosiddetto ‘braccino corto’ è infatti dietro l’angolo e potrebbe rovinare quanto di buonissimo fatto finora.

Certo il rischio di una rimonta dei lombardi è e resta remoto, ma in casa veneta sarà meglio evitare di rilassarsi troppo. La sfida contro la Giana Erminio nel prossimo fine settimana ci farà capire se le due sconfitte nelle ultime cinque sono state solo degli accidenti, naturali, di percorso o un campanello d’allarme. Che comunque le rivali non hanno saputo ascoltare e sfruttare.


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