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Il Ferguson di Verona cambia idea e torna in sella: dopo 19 giorni e tre partite. Sarà il suo ultimo giro di giostra dopo oltre 40 anni?

di Tommaso Maschio

Diciannove giorni e tre partite. Tanto è durato l'addio di Gigi Fresco alla panchina di quella Virtus Verona di cui è anche presidente. Con una mossa a sorpresa infatti l'esperto tecnico e dirigente ha deciso di tornare sui suoi passi e riprendersi quella panchina su cui siede dal lontanissimo 1982 e con cui ha collezionato oltre 500 partite. Fresco aveva motivato il suo passo indietro con la voglia di dare nuova energia e nuovi stimoli al gruppo affidando la squadra al suo vice Tommaso Chiecchi.

Una mossa che però non è servita visto che in queste tre gare è arrivato un solo punto e la tanto attesa svolta non c'è stata con la squadra che resta terzultima e lontanissima dalla salvezza diretta (-16 a cinque giornate dalla fine) con la testa che ormai sembra rivolta ai play out. Per questo Fresco ha deciso di tornare in sella dopo poche settimane essendo 'venuti a mancare i motivi per cui aveva scelto di ridimensionare la propria posizione' come si legge sul comunicato del club.

Il Ferguson di Verona è dunque tornato sui suoi passi probabilmente pensando di poter essere solo lui l'uomo capace di salvare la sua squadra e permetterle di disputare l'ottavo campionato di fila fra i professionisti. Un vero e proprio miracolo calcistico per la terza – ora seconda – squadra della città veneta che da sempre si muove con poche risorse economiche e grandi idee riuscendo laddove anche club più importanti e prestigiosi non riescono.

Per Fresco sembra essere l'ultimo giro di giostra, con l'addio alla panchina – almeno da capo allenatore – rimandato all'estate quando potrebbe davvero aprirsi un nuovo capitolo in casa Virtus Verona dopo oltre quarant'anni. Ma con il Ferguson veronese mai dire mai, solo il tempo ci dirà se lo rivedremo ancora alla guida dei rossoblù in campo o solo dietro una scrivania.


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