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Il fatto della settimana - Triestina perquisita dalla Guardia di Finanza: sospetto riciclaggio. Accordo sui debiti, incubo fallimento scongiurato?

di Redazione TC

La tribolata stagione della Triestina, zavorrata da 23 punti di penalizzazione per violazioni amministrative che la relegano in fondo alla classifica nel girone A, si aggiorna di un'altra triste vicenda extra-campo: mercoledì mattina la sede rossoalabardata è stata perquisita dagli agenti della Guardia della Finanza. Nel mirino degli investigatori sono finiti tutti gli amministratori delle ultime tre gestioni avvicendatesi in questi anni: Atlas Consulting, LBK Triestina Holding LLC fino a House of Doge, riconducibile alla criptovaluta Dogecoin. Secondo l'ipotesi accusatoria è stato creato un labirinto per occultare i veri finanziatori. In sostanza la Triestina sarebbe stata usata per perseguire scopi diversi da quelli meramente sportivi, per riciclare denaro a fronte di conti in rosso oberati da una montagna di debiti accumulata (19 milioni di euro di perdita, in base ai dati certificati dal bilancio societario del 30 giugno). Il periodo di riferimento è quello che va dal 2022 al 2025, si indaga anche sull'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per circa 900mila euro e su un finanziamento anomalo. Tramite una nota la società si è detta disposta a collaborare con gli inquirenti ma la situazione è molto complessa: per scongiurare il fallimento in queste ore la nuova proprietà, guidata da Adam Rothstein, ha raggiunto un accordo con procuratori e agenti FIFA che vantavano crediti nei confronti del club.


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