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Il fatto della settimana - Colpo di scena Picerno: Bertotto esonerato, torna De Luca. Un “bis” per evitare il baratro

di Valeria Debbia
Claudio De Luca

Nel caos del Girone C, dove ogni punto vale una stagione, il fatto più eclatante di questi giorni non è un gol all’ultimo minuto né un derby infuocato, ma una rivoluzione a sorpresa in casa AZ Picerno. Martedì 10 marzo la società lucana ha comunicato l’esonero di Valerio Bertotto (e del vice Bazeu) e, poche ore dopo, il ritorno sulla panchina di Claudio De Luca. Un giro completo di 180 gradi in cinque mesi: l’allenatore che aveva iniziato la stagione, esonerato il 12 ottobre dopo nove giornate, è di nuovo il timoniere a sette turni dalla fine.

La mossa può apparire scioccante perché arriva in un momento delicatissimo. Il Picerno è 16° con 31 punti (7 vittorie, 10 pareggi, 14 sconfitte, differenza reti -13), a due punti dalla salvezza diretta e con il fiato sul collo di chi lotta per non finire nei playout (per la precisione il Giugliano che ha appaiato i lucani, dopo il 3-1 contro l'Atalanta U23). La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la sconfitta per 2-0 a Cava dei Tirreni, scontro salvezza diretto contro una Cavese in forma. Bertotto, arrivato il 13 ottobre proprio al posto di De Luca, aveva collezionato in 22 partite un bilancio accettabile sulla carta (5 successi, 7 pareggi, 10 ko), ma nelle ultime quattro gare la squadra aveva mostrato un evidente calo di tensione e di idee. Il direttore generale Vincenzo Greco non ha usato giri di parole: «Bertotto si è giocato male le sue carte». Frase secca, che chiude un ciclo iniziato con buone intenzioni ma finito con troppi rimpianti.

Adesso si torna al passato. De Luca conosce l’ambiente, i giocatori, la piazza. È un ritorno “casalingo”, senza bisogno di presentazioni o di ambientamento. La società lo ha definito «con rinnovato entusiasmo e determinazione», parole che suonano come un appello all’orgoglio rossoblù. Ma è anche un segnale di urgenza: a sette giornate dalla fine, con il campionato che non perdona errori, il Picerno ha scelto di non rischiare un volto nuovo che avrebbe dovuto imparare nomi e meccanismi in fretta. Perché chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quel che lascia ma non sa quel che trova.

Il rischio, però, resta altissimo. Cambiare allenatore a marzo inoltrato è sempre un azzardo: la squadra potrebbe accusare il colpo psicologico, i meccanismi tattici potrebbero non ingranare subito, e il tempo per correggere è pochissimo. De Luca dovrà dare immediatamente una scossa emotiva, ritrovare compattezza difensiva (35 gol subiti non sono un dettaglio) e far sì che i “melandrini” tornino a essere quella squadra tosta e organizzata che tutti temevano a inizio anno. La salvezza passa da lì: non da miracoli, ma da concretezza.

Questo non è solo un cambio di panchina, è la scelta coraggiosa di una società che sente il fiato sul collo e decide di giocarsi il tutto per tutto con chi conosce l'ambiente. Se il 'De Luca-bis' riuscirà a portare i punti necessari, diventerà l’eroe del ritorno. In caso contrario, sarà l’ennesima dimostrazione che in Serie C, quando la classifica brucia, anche le idee più “sicure” possono trasformarsi in scommesse pericolose.

Sette partite. 21 punti a disposizione. Il Picerno ha scelto il suo destino: tornare indietro per andare avanti. Ora tocca al campo dire se è stata la mossa geniale o l’ultimo colpo di coda di una stagione tormentata.


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