Il dato è tratto - La caduta dei senatori: è un cambio generazionale per gli allenatori?
L’esonero di Attilio Tesser a Trieste ha segnato la caduta, sportivamente parlando, di uno degli ultimi “grandi vecchi” della panchina in Serie C. Classe 1958, il tecnico di Montebelluna era il più anziano in attività nella categoria, palma ceduta ora a Luigi Fresco della Virtus Verona, la cui posizione alla guida degli scaligeri resta inscalfibile a prescindere dai risultati. Il flop di Tesser (8 punti in 12 partite, con una media di 0,67 punti a partita, a fronte dei 16 in 11 partite conquistati da Geppino Marino) ribadisce un trend piuttosto deciso in questa stagione di Lega Pro e che vede il crollo sportivo degli allenatori più esperti, con una significativa eccezione rappresentata da Roberto Venturato a Livorno. Chiamato a sostituire il trentacinquenne Alessandro Formisano (10 punti in 13 partite, 0,77 di media), l’ex Cittadella (classe ’63), fermo da tre anni esatti, ha risposto presente, collezionando 3 vittorie, altrettanti pareggi e 2 sconfitte in 8 gare (media 1,5) e risollevando una piazza depressa dai risultati e dalla confusionaria gestione societaria. Assai meno bene era andata ad altri due tecnici dal lungo curriculum come Vincenzo Cangelosi (62 anni) e Piero Braglia (71) a Perugia: il primo ha ricevuto il benservito dopo 3 pareggi e 2 sconfitte (0,6 la media), il secondo ha salutato tutti dopo quattro sconfitte in altrettante gare. Al suo posto Giovanni Tedesco, che viaggia con una media di 1,23 punti a partita nonostante sia alla seconda vera esperienza in panchina in Italia, dopo una carriera intera spesa all’estero.
Nel girone C, l’ultimo over 60 rimasto era Ezio Capuano, ma il coach di Pescocostanzo ha rimediato il quarto esonero in poco meno di un anno e mezzo e il Giugliano ha deciso di virare nuovamente su Lello Di Napoli, 60 anni da compiere a giugno e già sulla panchina dei tigrotti nella stagione 2022/23. Lo score di Capuano è impietoso: 7 punti in 12 partite (0,58 di media), perfino inferiore a quello del suo predecessore Mirko Cudini, che viaggiava ad una media di 0,71 punti in 7 gare. Rotta invertita, invece, a Foggia, dove il classe 1960 Delio Rossi ha chiuso con 11 punti in 13 partite (0,85) mentre il suo successore, Enrico Barilari, ha impiegato 4 gare in meno per raccogliere gli stessi punti. Svolta anche a Benevento, nonostante Gaetano Auteri (64 anni) viaggiasse a 2,07 punti di media a partita. Il quarantaduenne Antonio Floro Flores, al debutto alla guida è riuscito ad alzare la media fino a 2,44 e ad issarsi in vetta alla classifica insieme al Catania.
Presto per dire se siamo di fronte ad un vero e proprio cambio generazionale, ma i segnali che arrivano da questa stagione muovono quasi tutti verso quella direzione.