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Il dato è tratto - Chi più spende meno vince: la Serie C ribalta le regole

di Matteo Ferri

Nei giorni scorsi, Calcio e Finanza ha pubblicato un interessante documento relativo al monte ingaggi delle squadre di Serie C* – con l’esclusione di Inter U23, Atalanta U23, Juventus Next Gen e il Rimini – che ha inevitabilmente restituito l’immagine di una Serie C spaccata in più tronconi, con uno squilibrio pesantissimo a favore (o sfavore, a seconda dei punti di vista) dei club del girone C. Un esempio? Il Catania (14.210.854€), che troneggia nella graduatoria complessiva, spende, da sola, più di quanto facciano Union Brescia (6.569.545€) e Vicenza (6.544.353€) messe insieme, le prime due della classe, in tutti i sensi, del girone A. Ma non solo: il Picerno chiude la graduatoria del girone meridionale con un monte ingaggi che sfiora il milione e trecento mila euro (1.299.032€), ovvero più di quanto spendano ben cinque squadre del girone A e quattro del girone B.

Si dirà che i club del sud compensano con gli incassi al botteghino, eppure il Benevento (secondo in graduatoria generale con 10.867.445€) ha una media spettatori che supera di poco le seimila unità, contro un Vicenza che sfiora le diecimila presenze al Menti di media. L’effetto più lampante e tragico di questo squilibrio lo ritroviamo nel destino delle squadre. L’anno scorso abbiamo perso Taranto e Turris a campionato in corso per inadempienze finanziarie, col Messina che paga ancora oggi in D il dissesto della stagione scorsa. Due anni fa un destino analogo capitò al Brindisi (attualmente in Eccellenza) e ancora prima alla Viterbese, senza tornare ancora più indietro ai fallimenti dell’Ischia, del Melfi e altre rappresentanti del girone meridionale che, alla lunga, hanno pagato i prolungati costi insostenibili e la mancanza di proprietà economicamente solide. Quest’anno la lente di ingrandimento è tutta su Trapani e Triestina, con i siciliani che sono addirittura sesti nella classifica complessiva, nonostante una rosa smantellata nel tentativo di far quadrare i conti dopo la pioggia di penalizzazioni ricevute nella prima metà di campionato. Discorso diverso per gli alabardati, che pagano la scellerata gestione societaria precedente e la nuova proprietà ha tentato la mossa disperata nel mercato di gennaio per non capitolare sul piano finanziario.

Resta un dettaglio ironico che conferma, semmai ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia importante la competenza rispetto alla spesa: nessuna delle tre squadre che spendono di più (Union Brescia, Ternana e Catania) è in testa al rispettivo girone, nessuna delle tre squadre che spendono meno (Ospitaletto, Carpi, Picerno) è attualmente in zona playout.

* Monte ingaggi girone A - Monte ingaggi girone B - Monte ingaggi girone C