Foggia rinasce, Trapani sprofonda
Titolo breve per un editoriale breve. Giusto per mostrare come il calcio, anche fuori dal campo, possa cambiare tutto da un giorno all'altro.
Un anno fa il Trapani era considerato una delle candidate alla promozione in Serie B. Grandi acquisti, dichiarazioni roboanti, entusiasmo alle stelle. Adesso discutiamo se, nelle prossime settimane, verrà escluso o no dal campionato. Con Antonini che potrebbe vivere così una doppietta da incubo, dopo l'esclusione del Trapani Shark dalla Serie A di basket. Intanto sono iniziate le cessioni eccellenti e altre ne arriveranno.
Il Foggia, giusto qualche mese fa, lottava ai playout con un presidente dimissionario e trasferte da organizzare in autogestione. Adesso festeggia l'arrivo di una nuova proprietà che ha il sapore del passato, la famiglia Casillo. Con l'idea che, raggiunta la salvezza in stagione, inizierà a pensare in grande. Di sicuro da domani il mercato dei rossoneri si accenderà.
Due storie opposte che, però, mostrano uno dei grandissimi problemi del calcio italiano e, in particolare, della Serie C: la grande instabilità dettata dalla troppa importanza dei presidenti. Intendiamoci, un presidente è un presidente. Ma possedere il 100% del club è diverso che far parte di un sistema, più grande, in cui i soci sono tanti e ci si divide gli onori e gli oneri. Un esempio virtuoso l'ha mostrato, per tanti anni, proprio la Lega Pro: si chiama Sudtirol. Niente follie, tanta programmazione (vera!) e una solidità invidiata anche in Serie A. Perché non riprodurla?
Intanto, in bocca al lupo alla nuova proprietà del Foggia. E ai tifosi del Trapani.