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Che ne sarà di Vicenza, Arezzo e Benevento? Tra una fuga quasi irreale, un vantaggio da difendere e una sfida ancora aperta: la Serie C ha già scelto le sue promosse?

di Valeria Debbia

Venticinque giornate non sono ancora una sentenza, ma nemmeno una semplice indicazione. Quando oltre i due terzi di stagione sono alle spalle, un turno infrasettimanale è alle porte, la Serie C smette lentamente di essere ipotesi e comincia a diventare destino. È in questo spazio sottile — quello che separa la corsa ancora aperta dalla promozione già scritta — che si colloca il campionato di oggi.

Dodici mesi fa, di questi tempi, parlavamo di una C senza padroni: Padova, Entella e Audace Cerignola guidavano con margini ridotti, dentro una stagione capace di restare incerta fino all’ultimo. Oggi il quadro appare diverso. Non ovunque, ma abbastanza da cambiare la domanda di fondo: non più chi riuscirà a scappare, bensì se qualcuno abbia già smesso di correre davvero.

Girone A: il peso storico di un +16

Il dato che definisce tutto è lì, immobile: +16. Il Vicenza ha trasformato la vetta in qualcosa di più di una semplice leadership, avvicinandola a una dimensione che nella storia recente della categoria assomiglia spesso a una promozione anticipata. Non è solo questione di punti, ma di continuità, di imbattibilità sostanziale, se non assoluta, di una sensazione di controllo che raramente accompagna un campionato lungo e logorante come la Serie C.

Perfino il pareggio senza reti dell’ultimo turno contro la Dolomiti Bellunesi fa notizia proprio perché rompe una normalità fatta di vittorie. Dietro, Union Brescia e Lecco non stanno solo inseguendo: stanno già misurando la distanza tra ciò che è ancora teoricamente possibile e ciò che, realisticamente, rischia di non esserlo più.

La storia recente insegna che vantaggi molto più sottili — come il +6 della Juve Stabia un anno fa — sono bastati per arrivare in fondo. Per questo il margine biancorosso assume un valore quasi simbolico: non chiude matematicamente il discorso, ma lo sposta in una zona dove servirebbe qualcosa di straordinario (un miracolo, insomma) per riaprirlo.

Gironi B e C: equilibrio vero o attesa della svolta?

Altrove, invece, la sensazione resta sospesa. L’Arezzo comanda nel Girone B con un vantaggio significativo ma non definitivo: abbastanza ampio da indirizzare la corsa, non ancora sufficiente per sottrarsi alla pressione di Ravenna (in primis, +7 sui romagnoli) e (forse) Ascoli (-10). È una vetta solida, costruita sulla continuità, ma ancora esposta all’imprevedibilità che questa categoria conserva sempre nelle sue pieghe.

Situazione simile — e forse ancora più fragile — nel Girone C. Il Benevento è davanti, ma il margine sul Catania si assottiglia sensibilmente se letto alla luce della gara da recuperare tra gli etnei e il Trapani. Più che una fuga, sembra una partita a scacchi entrata nella fase centrale: ogni mossa pesa, ogni errore può cambiare l’inerzia, questo turno infrasettimanale diventa addirittura un possibile punto di rottura.

È qui che la Serie C ritrova la sua natura più autentica: campionati che non si vincono solo con la qualità, ma con la resistenza. Fisica, mentale, emotiva.

Dove finisce la previsione e inizia la realtà

Il confronto con le stagioni precedenti resta inevitabile. Ci sono annate in cui febbraio aveva già scritto tutto — come quelle dei distacchi larghi di Mantova (+8 nel 2023/24), Cesena (+12 sempre nel 2023/24) o Südtirol (+10 nel 2021/22) — e altre in cui la storia si è decisa solo all’ultima curva, tra rimonte inattese e cadute improvvise (ve lo ricordate l'harakiri dell'Alessandria nel 2016/17?). 

Questa stagione sembra stare nel mezzo: un girone vicino alla sentenza (A), uno ancora dentro la possibilità (C), l'ultimo che si colloca nel mezzo (B). Ma la vera domanda non riguarda più la classifica di oggi. Riguarda il tempo che resta. Perché tredici giornate, in Serie C, sono abbastanza per confermare ogni previsione. E, allo stesso tempo, sufficienti per smentirle tutte. E nelle prossime 72 ore scriveremo già una nuova sceneggiatura...


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