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Davide Diaw ❤ Vanessa Mattiussi

di Claudia Marrone

Davide Diaw, attaccante classe '92 attualmente in forza all'Entella, la squadra che gli ha cambiato la vita. Non solo dal punto di vista professionale, essendo stato il club che gli ha consentito l'approdo al professionismo, con un salto allora in Serie B, ma anche umanamente. Ci spiega tutto la bella compagna Vanessa Mattiussi, che ai lettori di TuttoC.com racconta la loro storia d’amore.

Vanessa, partiamo dalle origini: come è nata la storia d'amore con Davide?
“Sono poco più di quattro anni che io e Davide stiamo insieme, era agosto del 2014 quando ci incontrammo in un locale di Udine, la nostra città natale. E nel giro di poco tempo è davvero cambiato tutto, è stato tutto molto veloce, siamo passati da essere ragazzini a essere una famiglia”.

Il salto dall'Eccellenza all'Entella ha contribuito?
“Si, mi riferivo proprio a quello. Quando l'ho conosciuto lui giocava appunto in Eccellenza, era comunque un lavoro per lui il calcio, ma la chiamata dell'Entella ha implicato il suo trasferimento a Chiavari, mettendoci di fronte a una scelta: o andare a convivere o vivere una storia a distanza. Non ho avuto dubbi, mi sono sentita di seguirlo, anche se ho dovuto stravolgere quella che fino ad allora era stata la mia vita: ma non ho mai sentito il senso di rinuncia, è una scelta che rifarei mille volte”.

Puoi quindi dire che il calcio ha influenzato la vostra vita di coppia...
“Indubbiamente, prima non c'era l'impegno che c'è adesso, sotto nessun aspetto. Ora sentiamo più pressioni, il calcio non è solo un lavoro ma la nostra vita, però è grazie a questo se siamo cresciuti e, come ho detto prima, siamo diventati una famiglia: con noi c'è anche Celeste, nostra figlia, è stato un passo importante per la nostra relazione”.

Aspetta aspetta, che Davide da qui non scappa: che tipo di padre è?
“Non posso proprio lamentarmi, per la piccola farebbe proprio di tutto: da orso che è, diventa orsacchiotto! Anche se in realtà è così di natura: da fuori sembra scostante, ma è solo una corazza la sua, è una persona sì forte ma anche molto sensibile e dolce”.

Quindi questi sono suoi pregi anche come uomo oltre che come padre?
“Si, e scoprire quello che c'era oltre la sua corazza è stato bello. Anche perché mi dà la certezza che ogni suo gesto è vero, persone che sono all'apparenza scostanti sanno poi darti molto. E lui è davvero dolce, anche se poi ha ovviamente i suoi difetti...”.

Appunto, qui volevo arrivare. A te la parola, scatenati!
(Ridiamo, ndr) Devo dirli proprio tutti??? A parte gli scherzi, quel che ogni tanto gli rimprovero è che è un po' fumino, come dire, se si sente attaccato scatta subito, parte in quarta...e lo fa pure col calcio! Io invece sono l'opposto suo, non cerco mai lo scontro, e questo fa sì che ci si compensi”.

Hai incontrato quindi la tua perfetta metà. Sogni adesso il matrimonio?
“Per il momento no, però ci pensiamo. Diciamo che dopo la convivenza è arrivata subito la piccola, è successo tutto contemporaneamente, ed è chiaro che anche questo aspetto ha contribuito nel farmi prendere la decisione di raggiungerlo a Chiavari. E' stato il chiaro segnale che la nostra storia era davvero importante”.

E' Celeste il regalo più bello che ti ha fatto?
“Si”.

Ma la piccola ha già fatto anche il suo esordio allo stadio?
“Certo, già lo scorso anno! Il meteo influisce, ma Davide ha piacere nell'averci vicino a lui, e alla fine, come ho già detto, il calcio è la nostra viva. E alla bimba per altro piace l'ambiente, ama stare nella confusione, si entusiasma: pensa che quando Davide è in ritiro lei chiede “Papà a palla?” e subito dopo pronuncia la parola gol!”.

E allora mi sa che Davide deve dedicarli a lei i gol, non a te...
“Glielo concedo! (Ridiamo, ndr) Anche perché quando era in Eccellenza che venne sotto la tribuna a fare il cuore...io ero al bar! E sapendo che non è il tipo da smancerie ho perso l'occasione...”.

Non si può! Per punizione ti chiedo la regola del fuorigioco, che ero tentata di non chiedere...
“No, questo no, non puoi farmelo! Anche perché la dimentico sempre, anche se l'avevo imparata!”.

Ma il calcio ti piace?
“Ho sempre seguito mio padre, che ha sempre bazzicato nel calcio, poi andavo a veder giocare i miei amici: non sono proprio appassionata, ma mi piace, soprattutto vedere i miei affetti”.

La chiamata dell'Entella è stato il momento calcisticamente più bello per il tuo compagno?
“Mi sento proprio di dire di si, è stato un passaggio incredibile. Ma anche il rientro in campo dopo il lungo infortunio patito lo scorso anno gli ha regalato grandi emozioni, ha sofferto tanto nel periodo di stop forzato”.

Poi il delirio estivo, indipendente dalla volontà del club. Da compagna, come lo hai vissuto?
“Non entro in merito alla questione in sé, ma posso dire che è stato un periodo pesante, che faceva venire anche tanti dubbi sulla propria carriera, e ho sofferto molto anche io, perché non sapevo cosa sarebbe successo. Ora Davide, i suoi compagni e le famiglie sono costretti a un ritmo non normale, è tosta anche adesso, una situazione pesante che si poteva evitare. Lui però è molto forte, si dà coraggio e lo dà a me, per fortuna questo suo star sul pezzo aiuta nei momenti duri”.

C'è in qualcosa in particolare che vuoi dire al tuo compagno attraverso questa intervista?
“Voglio semplicemente dirgli che io sono con lui, credo in lui e nella grandissima forza che ha in tutto e che trasmette anche a me, mi fa stare bene. La grinta che ha in campo e fuori lo rende unico”.


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