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Sorrento, D'Ursi: "Andiamo a prenderci la salvezza. Lo stadio non sia un alibi"

di Valeria Debbia
Eugenio D'Ursi

Dopo la vittoria del Sorrento contro l’Altamura, Eugenio D’Ursi ha espresso tutta la sua soddisfazione, condividendo la gioia con la famiglia. "La mia gioia è condivisa con la famiglia perché senza di loro e senza i loro sacrifici non starei raccogliendo certe soddisfazioni, anche a livello personale", ha detto l’attaccante.

Sul suo ruolo in campo, D’Ursi è stato molto chiaro: "Io ho sempre preferito giocare lì, in quella posizione là, vagare su tutto il fronte d’attacco e attaccare la profondità che è la mia qualità migliore. Per me è il mio ruolo naturale. Ho sempre preferito giocare centrale e poter attaccare la profondità, forse non è successo spesso in carriera e quindi i numeri di quest’anno possono apparire sorprendenti in termini realizzativi, ma il mio ruolo è la punta. Negli ultimi tre anni ho sempre fatto il quartasinista o mezzala, però le mie annate migliori le ho fatte quando ho giocato lì e lì ora giocherò fino a fine carriera".

L’attaccante ha poi parlato del gruppo e dell’obiettivo salvezza: "Il gruppo è eccezionale, uno dei migliori, tutti bravi ragazzi che danno l’anima. La società è bellissima. Dobbiamo fare ancora i punti necessari per il nostro grande obiettivo. Se avessimo avuto lo stadio a casa nostra avremmo un bel po’ di punti in più, secondo me il campo ha portato 10 punti di differenza. Però non ci devono essere alibi: con questo spirito dobbiamo andarci a prendere la salvezza, come abbiamo dimostrato nelle ultime partite".


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