Salernitana, tifosi esausti: domani stadio vuoto, criticato il post dell'AD Pagano
La Salernitana perde la sua componente più importante: i tifosi. Al netto della presa di posizione degli ultras e dei club organizzati che saranno regolarmente presenti domani sera sugli spalti senza alcuna diserzione ufficiale, in tantissimi hanno deciso che non seguiranno più la squadra dal vivo fino a quando non ci sarà una svolta societaria. O, almeno, una squadra in grado di emozionare dopo due mesi horror e privi di soddisfazioni. Il dato della prevendita non ammette repliche: 265 biglietti venduti, nemmeno ai tempi della Salernitana di Aliberti in terza categoria si erano toccate cifre così basse o in D con uno stemma religioso sul petto al posto del cavalluccio marino. E molti dei 5300 abbonati resteranno a casa in segno di dissenso, come confermano anche i tantissimi messaggi pubblicati sui social e che fotografano la realtà di una piazza ormai esausta e totalmente sfiduciata. Retrocessione dalla A con record negativo di punti, retrocessione in C, allenatori e dirigenti puntualmente esonerati, un via-vai di calciatori, ora un terzo posto in Lega Pro a -11 dalla vetta e un allenatore che ha mantenuto il suo posto al netto di una involuzione totale, di un gioco che non c’è mai stato, dei 5 pareggi su sei in casa, della mortificante sconfitta di Cerignola e della gestione del gruppo che ha alimentato malumori interni che nessuna dichiarazione ufficiale potrà mai coprire.
“La contestazione ci sarà, ma va fatta sugli spalti. Restare a casa non serve” ribadiscono gli ultras che, qualche settimana fa, a causa dell’immobilismo sul mercato e degli scarni investimenti della proprietà tappezzarono Salerno e provincia di striscioni invitando Iervolino e i suoi più stretti collaboratori a passare la mano. E aver chiuso il mercato con qualche cessione improvvisa e l’arrivo di gente con un curriculum modesto o già ferma per problemi fisici ha acuito un malcontento che ha radici lontane e che parte da una miriade di promesse non mantenute. Il post con cui ieri l’AD Pagano chiedeva unità “perché ora ci metto la faccia, le divisioni non servono a niente” pare abbia sortito l’effetto contrario, con i tifosi che notano un’incoerenza di fondo. “Ci mete la faccia su Instagram senza concedere una replica? Facessero una conferenza stampa o un’assemblea pubblica, anzitutto per chiedere scusa” uno dei tanti commenti postati sui forum dedicati alla Bersagliera. Insomma, alta tensione e insofferenza generale mentre la squadra prepara una gara delicatissima. Il calendario non è alleato, la Casertana si avvicina e anche il terzo posto è a repentaglio. Raffaele è rimasto in sella e giocare già domani non ha agevolato la ricerca di un sostituto.
E’ evidente, però, che la panchina tremi e che sotto traccia si stia lavorando per non farsi cogliere impreparati. Stendardo, tecnico della Primavera, è la soluzione interna, occhio al nome di Pasquale Marino che si lasciò in buoni rapporti con il club dopo la rocambolesca retrocessione contro la Sampdoria ripromettendosi un giorno di rientrare per riscattare quella che fu ritenuta una grossa ingiustizia. Bisoli è altro profilo che stuzzica, ma al momento non risultano contatti concreti. La piazza caldeggia anche il nome di Menichini che, a Salerno, ha ottenuto una promozione e due salvezze miracolose. Raffaele pagherebbe anzitutto la tensione che si è creata nello spogliatoio, frutto di cambi di formazione continui e della scelta di gettare nella mischia i nuovi (anche con un solo allenamento alle spalle) accantonando chi aveva tirato la carretta nella prima parte di stagione culminata col primato per 15 giornate. I fatti dicono che la Salernitana abbia fatto meglio con i vari Matino, Anastasio, Varone, Ferraris e Ubani e che il mercato di gennaio, a oggi, veda nei soli Lescano e Gyabuaa gli elementi che hanno avuto un buon impatto spostando un minimo gli equilibri. Entrambi presi (casualmente?) dopo l’esposizione degli striscioni. E poi i numeri: -11 dalla vetta, difesa più perforata tra le big, un solo successo casalingo negli ultimi tre mesi (contro un Foggia in 10 per un’ora e senza 6 titolari). Ormai per l’esonero sembra solo questione di tempo, tra Casarano e Cavese la società pretende tra i 4 e i 6 punti per evitare un ribaltone che presumibilmente riguarderebbe anche il ds Faggiano che, tra acquisti sbagliati, trattative saltate al momento della firma, classifica deludente e difesa a oltranza del mister, è forse tra i più bersagliati dalla critica. Insomma, non proprio la stagione che la gente si aspettava dopo il biennio peggiore della storia.