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Monopoli, Colombo: "Dobbiamo consolidare obiettivo, esperimenti ora difficili"

di Valeria Debbia
Alberto Colombo

A Monopoli arriva il Benevento capolista, con numeri da capogiro e statistiche impressionanti. Mister Alberto Colombo - nella conferenza della vigilia - ha spiegato quindi che gara si aspetta e quali saranno i punti di forza che si aspetta di vedere in campo dai giallorossi: "Arrivano da numeri che supportano la qualità espressa nel gioco, la qualità dei giocatori e soprattutto la qualità delle scelte. Questi giocatori nelle varie situazioni trovano sempre le soluzioni migliori. È un dato di fatto: nelle partite disputate finora, soprattutto nell'era Floro Flores, i numeri sono impressionanti sotto tutti gli aspetti. Quello che impressiona è proprio la qualità e l’espressione di gioco che riesce sempre a trovare il punto debole dell’avversario. Noi dovremo fare una partita di grande sacrificio: sappiamo che serve la nostra migliore prestazione per stare in partita con un avversario del genere. Quello che vado a cercare è soprattutto il confronto con il nostro miglioramento rispetto alla prestazione dell’andata. Quella partita è stata forse sottotono da parte nostra, ma poi valorizzata dalle prestazioni successive del Benevento, che hanno dimostrato la loro forza. Magari si è ridotto un po’ il malumore che avevamo al termine di quella gara, perché non avevamo espresso le nostre caratteristiche, al di là del valore riconosciuto dell’avversario. Domani mi piacerebbe vedere le nostre caratteristiche e il nostro modo di essere espressi in campo. Se poi ci sarà una differenza di qualità o di valore, la accetteremo. Ma dobbiamo essere in grado di fare la nostra partita con le nostre caratteristiche e giocarcela al meglio delle nostre possibilità".

Quando si chiuse il mercato venne chiesto al tecnico se si sarebbe potuto provare il 3-5-2 con due punte vere, ma ora? "Nulla è impercorribile. È vero che siamo arrivati a un punto della stagione dove gli obiettivi sono lì e il tempo è ridotto: fare esperimenti è rischioso. Oggi abbiamo un trend di prestazioni molto positive (al di là del risultato): la stessa partita di Caserta è finita male ma la prestazione è stata buona. L’unica sottotono nell’ultimo periodo è stata forse con il Giugliano. Valutiamo le prestazioni: uno dice “Perché cambiare? Cosa vado a cercare?”. Se durante la partita c’è l’esigenza di un giocatore offensivo in più, c’è predisposizione anche da parte della squadra ad accettarlo. Col Sorrento a un certo punto ho spostato Scipioni a trequartista con due punte, perché vedevo la necessità di controbattere a una situazione tattica che ci metteva in difficoltà e la squadra ha capito che poteva essere utile. Oggi la squadra ha i suoi equilibri, si riconosce in certe disposizioni: sa che questo sistema concede qualcosa (come tutti), ma ha pregi e difetti e si riconosce. Cambiare a sei partite dalla fine credo sia quanto mai rischioso. Senza dubbio bisogna provare più soluzioni, soprattutto se si arriva ai playoff e si deve andare su un campo esterno con obbligo di vincere: lì tutte le soluzioni vanno vagliate. Oggi consolidiamo l’obiettivo primario (raggiungere i playoff) e secondario (miglior posizione possibile). Mancano sei partite: esperimenti oggi li vedo un po’ più difficili".


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