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Latina, la rinascita silenziosa di Mastrantonio: il portiere ha già attirato attenzioni

di Laerte Salvini

Ci sono portieri che arrivano facendo rumore, capaci di riprendersi tutto in silenzio, parata dopo parata. Davide Mastrantonio ha risposto presente, nel momento più importante della sua carriera. Dopo due tappe complicate tra i professionisti, quasi sospese tra aspettative e incompiuto, prima al Milan Futuro e poi alla Triestina, il suo approdo al Latina è stato il luogo per vivere una ripartenza vera. In una di quelle stagioni che non fanno notizia subito, ma che alla lunga cambiano traiettoria.

La sua stagione non è costruita su picchi isolati, ma su una presenza costante, quasi ostinata. Sempre titolare, sempre dentro i novanta minuti, anche nelle giornate più complicate. Perché il percorso del Latina non è stato lineare: sconfitte pesanti, passaggi a vuoto, momenti in cui la squadra ha concesso tanto – da Trapani a Cavese, passando per Picerno e Monopoli. Eppure è proprio in quelle crepe che si misura la crescita di un portiere. Non tanto nelle partite vinte, ma in quelle in cui devi restare in piedi mentre tutto intorno vacilla.

Il dato che più di tutti certifica la crescita di Davide Mastrantonio è quello legato alle porte inviolate: 13 clean sheet complessivi, di cui 10 in campionato e 3 in Coppa Italia di Serie C. Numeri che, al di là della semplice statistica, raccontano una progressione precisa, quasi metodica. Non si tratta solo di “non subire gol”, ma di saper leggere le partite, scegliere quando intervenire e quando invece dare equilibrio alla linea difensiva. In campionato, le 10 gare chiuse senza reti al passivo si distribuiscono lungo tutta la stagione, segnale di continuità più che di fiammate isolate; in coppa, invece, le 3 porte inviolate arrivano nei momenti più sensibili del percorso, quando l’errore pesa il doppio e ogni dettaglio diventa decisivo. È qui che si misura davvero un portiere: nella capacità di rendere ordinario ciò che, per contesto e pressione, ordinario non è.

Il salto vero, però, si coglie nella Coppa Italia di Serie C. Lì il margine si assottiglia, gli episodi pesano di più, e il ruolo del portiere diventa centrale. Mastrantonio si prende la scena senza cercarla: titolare nelle fasi decisive, protagonista nella finale di ritorno contro il Potenza, gestita con lucidità e senso del tempo. Non è tanto questione di parate spettacolari, quanto di presenza: esserci, sempre, nel momento giusto.

Oggi il suo nome inizia a circolare, senza clamore ma con insistenza. I sondaggi arrivano, le valutazioni anche. Serie C e Serie B lo osservano, perché il dato che emerge non è episodico: è la continuità. Mastrantonio non ha cancellato gli errori del passato, li ha assorbiti. E proprio da lì ha costruito una stagione che non è ancora un punto di arrivo, ma ha già il peso specifico di uno snodo decisivo nella sua carriera.


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