Giugliano, Zammarini: "Tifosi sempre vicini, Di Napoli ha trasmesso serenità"
Roberto Zammarini, centrocampista classe 1996 del Giugliano, ha concesso un’intervista a ilmeridianosport in cui racconta la scelta di approdare in gialloblù, il suo percorso con il Pordenone e le prospettive future con la nuova maglia.
Dopo esperienze in piazze importanti come Catania, Pordenone e SPAL, Zammarini spiega le motivazioni del trasferimento a Giugliano: "Sicuramente tanti giocatori che conosco sono passati a Giugliano. In estate, quando è arrivata l’occasione, ne ho parlato con i ragazzi e tutti mi hanno parlato bene di questa società e di come si sta. Sicuramente quando mi si è presentata l’occasione l’ho presa in considerazione. Sono molto contento della scelta che ho fatto. Non c’entra molto piazza rinomata o meno, anche fare calcio, fatto bene, in piazze più piccole come questa può essere più importante di stare in una piazza più blasonata".
Ciò che lo ha colpito di più, soprattutto riguardo la tifoseria: "Mi ha colpito che, nonostante stiamo andando male, ci sono stati vicini in qualsiasi momento e non ci hanno fatto mancare niente. I tifosi ci hanno sempre sostenuto in casa e fuori casa: sono stati sempre eccezionali".
Sulla sua polivalenza a centrocampo: "Sicuramente negli anni il ruolo che ho ricoperto con maggiore frequenza è la mezzala, però mi sono sempre adattato bene a fare il trequartista o nei due a centrocampo come è successo quest’anno. Nella mia carriera ho fatto anche il terzino, il quinto, quindi diciamo che l’importante è giocare. Sono a disposizione del mister e della squadra".
Il primo gol al De Cristofaro contro il Cosenza resta un ricordo speciale: "È stata un’emozione bellissima. Tanto per il gol, ma soprattutto per il momento della squadra in cui era molto importante vincere".
Sul contributo di mister Di Napoli: "Il mister ci ha trasmesso serenità. Ci ha continuato a dire che siamo una buona squadra e di fare uscire tutte le nostre qualità che sono tante. Diciamo che ci ha trasmesso tranquillità e cose semplici".
Infine, sul numero di maglia: "Il mio numero è il 33, però era già impegnato da La Vardera. Al 4 mi lega l’età di mio figlio, la nascita di mio papà, però sinceramente non ci avevo neanche pensato. Riflettendoci dopo, però, ho notato che comunque ha un significato particolare".