Crotone, Longo: "Catania banco di prova per capire come sarà la post-season"
In casa Crotone è vigilia di big match contro il Catania e in conferenza stampa mister Emilio Longo ha analizzato il momento della sua squadra, il percorso stagionale e le prospettive in vista dei playoff: «Domani sera abbiamo l’opportunità di testare cosa significherà affrontare i playoff contro squadre che arriveranno probabilmente seconde in classifica e che si approcceranno alla competizione dai quarti di finale. Questa partita ci dà la possibilità di capire con chi dovremo combattere per pensare di fare un cammino lungo. Credo che sia un ulteriore banco di prova, uno step di avvicinamento a quello che sarà la post-season. Dobbiamo testimoniare quanto cammino abbiamo fatto per arrivare a questa partita in modo più maturo. La classifica non è ancora consolidata né per loro né per noi, quindi dentro questa gara c’è anche la volontà di mettere in cassaforte la posizione attuale. Nelle ultime 15 partite siamo secondi solo al Benevento: questo è un dato eccellente. Da quando la squadra si è schierata col 4-3-3 abbiamo fatto 27 punti in 15 gare. Fino alla domenica scorsa eravamo addirittura secondi da soli. Questo significa che la squadra è cresciuta tanto, ha acquisito una maturità giusta e dobbiamo continuare su questa strada».
Sul Catania e sul cambio di allenatore: «Il Catania è una squadra importante, allestita benissimo e allenata benissimo fino all’arrivo di Viali. Adesso la società ha deciso di cambiare metodologicamente il tipo di gioco. Non sempre l’acquisizione di una mentalità e di un gioco diversi può avvenire nel breve periodo. È la testimonianza di Viali a Catania, che in questo momento sta trovando delle difficoltà. Si vede che la squadra prova a fare cose diverse e queste diversità hanno bisogno di tempo per sedimentarsi. Dobbiamo essere sinceri: il Catania resta una squadra forte che ha fatto numeri importanti, ma ha trovato davanti a sé un Benevento che, soprattutto con l’avvento di Floro Flores, ha trovato grandissima continuità».
Sulle assenze del Catania e sulla preparazione: «Il Catania arriverà senza Jimenez e Casasola, due squalificati eccellenti. Le insidie della partita risiedono nel fatto che nelle prime tre apparizioni con Viali hanno provato a fare un calcio posizionale. Noi dobbiamo essere bravi a percepire questo e a portare sulla nostra linea calciatori che possano allargare l’ampiezza della squadra. Non potremo pensare di difendere stabilmente a quattro perché loro solitamente portano cinque uomini sulla linea d’attacco. Ci potrebbe anche essere un cambiamento da parte loro dopo tre partite senza risultati. Questo ci spinge a guardare soprattutto in casa nostra e a provare a fare meglio le cose che in questo momento facciamo, ma che non si traducono ancora nei risultati che ci prefissiamo».à
Sulla settimana e sulla mentalità della squadra: «La settimana è stata dedicata a guardare le cose da migliorare, ma soprattutto a riconoscerci per quello che stiamo facendo. Altrimenti rischiamo di vivere una sensazione di depressione costante, alzando sempre l’asticella senza riconoscere mai i risultati raggiunti. Nelle ultime 15 partite siamo secondi: questa cosa non ci è mai stata riconosciuta. Capisco che con un tecnico esigente la squadra possa trovarsi in questo mood, ma non è un mood positivo. Una squadra che in 15 partite detiene la seconda piazza del girone significa che sta facendo bene. Dobbiamo accettare la nostra identità: siamo una squadra che deve fare sacrificio per vincere le partite. Siamo cresciuti sul duello e sulla vittoria dei contrasti, però è vero che dobbiamo fare tanto per realizzare. Dobbiamo accettare che talvolta creiamo tanto senza concretizzare, ma dobbiamo anche gratificarci quando arrivano i risultati importanti».
Sul silenzio dopo la partita di Giugliano: «Il silenzio post-gara aveva una motivazione duplice. Da una parte non ero nelle condizioni ideali dopo lo sforzo prodotto e dopo non aver ricevuto il riconoscimento del campo. Ero preso da una situazione malinconica. Dall’altra parte avevo una problematica reale in famiglia che mi ha spinto ad allontanarmi velocemente dallo stadio. Sono rientrato a casa e ho passato il giorno libero davanti a una sala d’ospedale. Non erano le condizioni giuste per mettermi davanti a un microfono. Mi dispiace se è stato interpretato diversamente, ma ero in una condizione umana non adatta. Con la squadra mi sono complimentato quando sono rientrato a Crotone, perché ritengo che abbia fatto tantissimo».
Sulle condizioni fisiche e sugli obiettivi: «Di Pasquale rientra dalla squalifica. Meli, grazie all’ultimo esame strumentale, ha visto ricomposta l’infrazione alla costola e ha ripreso ad allenarsi. Gli altri sono nella possibilità di essere convocati. Mancano tre partite per accedere agli spareggi. Tre gare importanti non solo per il piazzamento, ma perché vogliamo arrivare nella posizione migliore possibile ai playoff. Abbiamo lavorato molto sul riconoscimento di quello che stiamo facendo. La squadra non è leggera: si sta caricando di responsabilità ulteriori. Dobbiamo essere più leggeri, calcare meno la mano su alcune considerazioni e accettare la nostra identità. Dobbiamo vincere da Crotone e dobbiamo anche perdere da Crotone. L’ultima partita è stata una sconfitta da Crotone: dobbiamo riconoscerlo e spingere ulteriormente».
Sulla leggerezza e sulla follia necessaria: «Dobbiamo essere liberi, perché oramai il campionato volge al termine. Se vogliamo provare a farci ricordare, c’è un solo modo: cercare di fare imprese su imprese. Le cose straordinarie si fanno quando si è liberi e si mette tutto se stessi senza paura di perdere qualcosa. Professionalmente in questo momento non dobbiamo avere timore di nulla. Dobbiamo essere un po’ folli, sì. Dobbiamo essere folli a pensare che si possa fare anche altro rispetto a quello che abbiamo fatto finora. Dobbiamo divertirci nel senso buono della parola: i ragazzi devono godersi la prestazione e l’identità che questa squadra ha mostrato con le unghie e con il lavoro silenzioso».
In conclusione: «Domani sera si incontrano due squadre in cerca di riscatto e due modi diversi di intendere il calcio. Sarà una grande classica del Sud. Noi dobbiamo andare in campo con coraggio e leggerezza, mettendo identità e principi al servizio del risultato. Se ci riusciremo, vedremo tante volte questo divertimento in mezzo al campo».