Casertana, un percorso virtuoso verso i playoff: i numeri dei ragazzi di Coppitelli
Nel panorama spesso caotico della Serie C, la stagione della Casertana si distingue per coerenza, progressione e lucidità strategica. Il quarto posto con 62 punti non è il frutto di un’accelerazione improvvisa, ma l’esito naturale di un cammino ordinato, quasi chirurgico nella sua evoluzione. L’avvio aveva già offerto segnali rilevanti: successi come quello contro Altamura, prestazioni propositive, una squadra capace di imporsi senza perdere equilibrio. Poi, come accade nei percorsi più solidi, è arrivata una fase di fisiologico assestamento, tra fine settembre e ottobre, che non ha però incrinato la struttura portante del gruppo.
Il vero snodo si colloca tra novembre e gennaio, quando la Casertana affina i propri meccanismi e trova una sintesi tattica definitiva. Il passaggio strutturale al sistema a tre dietro diventa la chiave per armonizzare le due fasi: 50 reti realizzate, 40 subite, una differenza positiva che certifica equilibrio. Ma il dato più eloquente resta la continuità di rendimento: presenza stabile nelle prime cinque posizioni, capacità di restare competitiva anche nei momenti di flessione, maturità nel gestire partite sporche e contesti complessi. Le vittorie contro Salernitana e i pareggi pesanti su campi come Catania, raccontano di una squadra che ha interiorizzato la dimensione delle grandi.
All’interno di questo impianto collettivo emergono individualità decisive, a partire da Accursio Bentivegna, leader tecnico dell’attacco con 9 reti e un peso specifico ben superiore ai numeri: qualità nell’uno contro uno, capacità di accendere la manovra, continuità nelle prestazioni. Al suo fianco, il contributo diffuso del reparto offensivo – tra Casarotto (5 gol), Butic (4) e Kallon (3) – testimonia una produzione distribuita, mai dipendente da un solo interprete. In mezzo al campo, l’esperienza di Proia (5 reti) e la sostanza di Pezzella e Toscano garantiscono equilibrio e letture, mentre la linea difensiva, guidata da elementi esperti come Bacchetti e Kontek, ha saputo offrire affidabilità nel lungo periodo.
C’è poi un aspetto meno evidente ma altrettanto determinante: la gestione dei momenti. La Casertana di mister Coppitelli non ha mai smarrito la propria traiettoria, neppure nelle rare battute d’arresto. Dopo ogni flessione è seguita una risposta immediata, spesso attraverso prestazioni di sostanza più che di estetica, segno di una squadra consapevole dei propri mezzi. Anche il dato dei risultati: 18 vittorie su 35 gare, oltre il 50%, certifica una capacità concreta di trasformare le prestazioni in punti.
Nel tratto finale, il quadro appare nitido: la Casertana non è una sorpresa, ma una costruzione. Un organismo che ha saputo evolversi senza snaturarsi, consolidando la propria identità settimana dopo settimana. In un girone dominato da corazzate come Benevento e Catania, il percorso dei rossoblù assume un valore ancora più significativo: quello di una squadra che ha scelto la strada più difficile, quella della continuità, e ne ha fatto il proprio punto di forza.