Benevento, Tumminello: "La svolta col Picerno. Pensare che dovevo andare al Brescia"
Marco Tumminello, attaccante del Benevento, è stato ospite di Ottogol su OttoChannel e ha commentato la recente vittoria contro il Foggia, tracciando un bilancio della sua esperienza in giallorosso.
Sulla partita coi satanelli: "Non eravamo contenti della prestazione, ma un calo può starci. L’importante è che abbiamo portato a casa i tre punti. Non si può pensare di vincere sempre 4 o 5-0, altrimenti sarebbe tutto troppo facile. La squadra ha sofferto, ma è riuscita comunque a conquistare la vittoria e questo non è poco. Per noi va bene così. Siamo a un passo da qualcosa di grande e non vogliamo fermarci. Crediamo molto nella forza del gruppo: il mister ci ha permesso di essere più spensierati e di credere di più nelle nostre potenzialità. Lui ci ha trasmesso sin da subito le cose in modo sincero, poi è un grande motivatore. Qual è stata la partita della svolta? Sicuramente col Picerno. Di solito, dopo un rigore sbagliato, una squadra rischia di crollare. Invece noi abbiamo reagito subito: quella è stata una svolta incredibile. Il gol più importante, invece, è stato quello col Foggia: per me lì è iniziato il mio campionato".
Sulla trattativa che lo ha portato a Benevento: Tumminello ha raccontato mesi complicati. Il Crotone lo aveva informato della possibile operazione, poi è arrivato il contatto diretto con il presidente Vigorito. La trattativa si era bloccata per via di un'operazione recente, con informazioni errate sul recupero (tre-quattro mesi invece dei reali 30-40 giorni). "In quel momento mi è cascato il mondo addosso, perché per me era un’occasione importante da non perdere. È stata un’agonia". Successivamente è andato ad Altamura col Crotone senza giocare, in attesa di Brescia ("ero pronto a firmare"), ma alla fine Vigorito lo ha richiamato e ha firmato poco prima della chiusura del mercato.
Sul presidente Vigorito: "Vigorito è incredibile, ha una passione enorme. Vederlo felice è motivo di orgoglio anche personale, oltre che per tutto il popolo giallorosso. Un presidente così difficilmente si vedrà ancora nella storia del calcio".