Benevento, Floro Flores: "Stiamo sognando, ma l'obiettivo non è ancora nostro"
Domani il Benevento è atteso dalla trasferta sul campo del Monopoli, un match importante per i giallorossi che puntano a consolidare il cammino verso la promozione in Serie B. In conferenza stampa, l’allenatore Antonio Floro Flores ha presentato l’incontro con serenità e realismo, sottolineando come la squadra stia vivendo questo momento con lucidità.
Come raccolto da OttoPagine, il tecnico ha esordito affermando che la squadra sta bene: “Viviamo questo momento serenamente, manca tanto. È normale che il traguardo si vede, ma bisogna raggiungerlo. Quando dico che è ancora lunga, lo penso davvero. Stiamo sognando, ma l'obiettivo non è ancora nostro”.
Riguardo a possibili rotazioni o cambiamenti in base alle caratteristiche del campo avversario, Floro Flores ha escluso categoricamente questa ipotesi: “No, non faccio questo tipo di scelte. Ci ho pensato tutta la settimana al campo, ma la cosa grave è che stiamo ancora a questo nel 2026. Il campo conta poco, ma la voglia che c'è e ciò che abbiamo in testa”.
Sui calciatori come Scognamillo e Maita, che qualcuno ipotizzava potessero riposare, il mister ha risposto con decisione: “Abbiamo gente che vuole vincere, che ha fame. Tutti hanno avuto una settimana per allenarsi, hanno lavorato bene. Come si può dire a un calciatore di tenerlo in panchina. Tutta questa stanchezza non l'ho vista. Dobbiamo affrontare le partite mentalmente. Stanno tutti bene. Non ho visto nessuno sottotono”.
Parlando del Monopoli, Floro Flores ha riconosciuto i meriti dell’avversario: “Il Monopoli è una società che lavora bene. In rosa ci sono calciatori importanti come Batocchio, ci ho giocato insieme a Udine. L'allenatore è navigato. Ci aspetta una partita impegnativa, ma non ricordo una sfida facile da quando sono allenatore del Benevento. Qualcuna l'abbiamo resa facile noi. Non conosco una squadra che si possa sottovalutare, siamo stupidi se pensiamo a una cosa del genere”.
Tornando sulla recente partita contro il Foggia, che non ha convinto del tutto, ha aggiunto: “Tutta la settimana avete sottolineato che contro il Foggia non è stata una prestazione importante da parte nostra. Vuol dire che vi abbiamo abituati bene. Penso che se abbiamo fatto una partita del genere, dopo la settimana intensa precedente, allora penso che sia stata una questione mentale. Contro il Foggia abbiamo fatto un po' più fatica, anche se davanti avevamo una squadra con dei valori importanti”.
Sui dubbi di formazione, il tecnico ha ammesso che la scelta non è mai semplice: “Questa squadra mi mette sempre in difficoltà per fare la formazione. È normale che entrano undici calciatori e gli altri danno supporto. I dubbi ci sono, domani decideremo la soluzione migliore”.
Riflettendo sul girone chiuso con 50 punti, Floro Flores ha espresso soddisfazione mista a consapevolezza: “Uno vuole sempre vincere, la mentalità è quella. Non ci avrei creduto neanche io a tutto questo quando ho iniziato. Diamo il massimo nel lavoro, poi è chiaro che devo ancora crescere molto, la strada è lunga”.
Ha poi speso parole positive per Della Morte, che si sta ritagliando un ruolo importante: “Per giocare in questo modo, devi avere gente che si sacrifica per i compagni. Della Morte mi ha sempre messo in difficoltà nelle scelte, così come tutti gli altri. Non voglio che nessuno si senta sotto le capacità che ha. Della Morte si è guadagnato sul campo ciò che sta mostrando. Io non regalo nulla a nessuno. Abbiamo il piacere di stare insieme”.
Su Mignani, Floro Flores ha evidenziato il potenziale e la determinazione del giocatore: “Mignani è un calciatore che non ha giocato in un settore giovanile. Pensate se fosse stato diversamente. Lui ha ancora tanti margini di crescita. Poi ha una fame incredibile, si allena ogni giorno come se fosse una partita. Ciò che si vede la domenica non capita per caso. Ha delle doti importanti. Mignani sente la porta come pochi al mondo, ha fame ed è sempre sul pezzo. Mi piace far crescere i calciatori, lui ha ampi margini di crescita”.
In chiusura, il tecnico ha svelato quello che considera il vero segreto di questa cavalcata: “Sono sempre stato onesto con i calciatori. Non sono stupidi. A volte il calciatore passa per l’ignorante, ma non è così. Io so cosa significa non giocare, quindi sono sempre stato onesto. Questo è un grande gruppo. Posso solo ringraziare i calciatori per il sogno che mi stanno facendo vivere. Bisogna essere onesti con i calciatori, nella mia carriera ne ho incontrati pochi”.