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Benevento, Floro Flores: "Non dormo da giorni, devo ancora metabolizzare tutto"

di Marco Pieracci

Ospite di OttoGol, su OttoChannel, il tecnico del Benevento Antonio Floro Flores è tornato sulle emozioni provate dopo la matematica promozione in Serie B: "Non dormo da giorni, per me è un emozione nuova. Il problema non è stata tanto la festa, visto che sono rimasto a casa, ma il fatto che devo ancora metabolizzare quanto successo, ora non saprei davvero spiegarlo. Le ultime settimane sono state davvero impegnative, ma ora posso godermi questo momento davvero straordinario. 

Il Vice Presidente Diego Palermo mi disse di chiamare Vigorito dopo la partita di Sorrento, mi voleva parlare ma non aveva il mio numero. Il lunedì mi ha chiesto di prendere il posto libero in panchina e da lì non ho più capito niente, gli dissi che sognavo quel momento da quando avevo smesso di giocare" ha raccontato. "Ancora quando ero con la primavera il presidente mi aveva già detto di "aver portato un po' di sole in un'annata buia", da lì ho capito che avrebbe potuto puntare su di me e ho iniziato a guardarmi tutte le partite in caso arrivasse una chiamata.

Auteri mi ha lasciato una squadra preparata e lo ringrazio. Ci vorrebbero più allenatori come lui proiettati all'attacco e alla costruzione di gioco. Oggi con il 3-5-2 si punta sempre solo al risultato, togliendo troppo spazio alla crescita dei calciatori, soprattutto nei settori giovanili. I ragazzi devono avere la possibilità si sbagliare perché il treno del calcio passa una volta sola. Oggi in Italia non ci sono più i Totti o i Del Piero perché si punta troppo sul fisico. Il calcio è fatto di fantasia e qualità, se no vai a fare il modello o a lavorare nei cantieri. I giovani ci sono, mancano gi allenatori che li sappiano far crescere.  

Da subito ho iniziato a seguire la squadra in tutto, ma dentro mi restava ancora un po' di paura. Non pensavo che mi sarebbe ricapitato di vivere una piazza così, con una squadra e un presidente così importanti. In ogni allenatore che ho avuto ricercavo sempre l'onestà, e forse l'unico a incarnarla è stato Zeman. Credo che ci sia sempre a necessità di essere onesti con tutti, anche con chi non gioca. E' successo anche a me quando ero un giocatore, ma non comprendo a necessità di prendere in giro i giocatori che trovano meno spazio, l'allenatore deve lasciare qualcosa di positivo a tutta la squadra. Alla fine a fare la differenza è il gruppo e io provo a fare ciò che non è stato fatto con me. 

Carfora potrebbe essere mio figlio. In lui vedo proprio quell'onestà di cui parlavo. Scognamillo invece rappresenta proprio l'armonia dello spogliatoio. Non l'ho mai visto arrabbiato in questi mesi, mai arrivato con broncio o fatto un allenamento sottotono. Ha sempre il sorriso stampato in faccia: è il suo grande pregio. Futuro? Ho detto al presidente che metterò la firma e poi deciderà lui. Se dovesse essere, la Serie B non mette nè ansia nè timore. La volontà di vincere rimane in ogni sfida e i miei principi sono gli stessi della società". 


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