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Benevento, Floro Flores: "Ho chiesto alla società elementi che arrivassero col sorriso"

di Valeria Debbia
Antonio Floro Flores

Antonio Floro Flores, tecnico del Benevento, ha presentato in conferenza stampa la sfida di questa sera al Vigorito contro l'AZ Picerno, come raccolto dai colleghi di OttoPagine.

Sui nuovi arrivi Celia e Kouan: «Kouan è calciatore diverso da quelli che abbiamo, ha fatto la Serie B. È arrivato con grande sorriso, questa è la cosa più bella. Ho chiesto alla società elementi che arrivassero con il sorriso, c'è chi è venuto mentre altri hanno detto che ci saremmo rivisti a giugno, ma mi sembra difficile rivederci se si è deciso di non venire adesso. Per il nostro modo di giocare ci vorrà tempo per integrarsi al meglio, ma entrambi devo dire che sono stati allenati da tecnici importanti. Hanno idee simili alle nostre, in questo è più facile l'inserimento, ma ci sta che ci voglia tempo. Kouan mi è sembrato subito in palla. Il nostro è un gioco che si sta evolvendo, quindi dovranno accelerare i tempi. Sono strafelice di chi è arrivato, altrimenti non starebbero qui con noi perché avrebbero detto di no».

Sul Picerno: «Arriva una squadra in salute. Verrà sicuramente a fare la partita e a giocarsi le proprie chance, ha bisogno di punti per salvarsi. È una squadra che ha qualità e l'affronteremo come sempre, abbiamo rispetto per tutte ma abbiamo un obiettivo da inseguire».

Sul tour de force con tre partite in una settimana: «Tre partite in una settimana sono tante, ci sarà spazio per parecchi calciatori. Sono sereno perché ho due squadre, avrò la possibilità di far giocare anche altri. È dura avere gente con un certo valore in panchina, senza neanche farli entrare in certe occasioni. Non posso essere altro che contento».

Sulla gestione delle forze e possibili rotazioni: «Ho qualche dubbio, ma perché abbiamo tre partite in una settimana e devo gestire le forze di tutti. Domani scioglierò gli ultimi dubbi, poi vediamo se la notte ci porta i consigli giusti. Nessuno viene escluso perché ha giocato male, considerato che a Bergamo hanno fatto tutti una grande parte. Faccio l'allenatore in base all'impegno che ci mettono e non per altro. Chi sarà escluso domani non sarà per demerito, ma perché devo gestire le forze dei calciatori. Per esempio Salvemini non giocava da tre mesi e non posso fargli fare tre partite in una settimana. Sono sereno, chiunque gioca sono consapevole che ci darà una grossa mano».

Sul terzino a piede invertito: «Se l'avessi fatto all'inizio della partita con l'Atalanta, mi avreste massacrato. Non posso stravolgere il pensiero dei calciatori, ma ogni cosa ha il suo tempo. Mi piace il terzino che entra dentro al campo e che ha una visione di gioco maggiore. Romano è entrato bene, ha spaccato la partita. Ceresoli, comunque, è un calciatore che fino a questo momento ha dato un grande contributo. Anche lui ha bisogno di recuperare energie, ci sarà spazio per tutti. Oggi farlo è una eresia, non perché ho paura ma perché devo omologarmi a un sistema di gioco prima di pensare a ciò che vorrei fare in futuro».

Su Mignani: «Devo dire che da quando sono arrivato a colui che mi è piaciuto più di tutti. Abbiamo bisogno di ragazzi così, è un calciatore di cui stravedo. Gli auguro di fare una carriera straordinaria».

Sui momenti di blackout della squadra: «È una squadra molto offensiva, la voglia di vincere porta a sbilanciare un po' troppo. Ci stiamo lavorando, una squadra che vuole vincere deve limitare certi errori. Sono ancora arrabbiato per il secondo gol del Siracusa. Quelli di Bergamo erano evitabilissimi, ma sono errori che fanno parte del calcio. Siamo stati comunque bravi a dominare nel secondo tempo».

Sull'uscita di Viscardi: «Capire un calciatore in due mesi è poco. La società mi ha detto che nasceva come terzino, ma quando è stato messo lì ho detto che gli avremmo fatto male. Gli ho detto che avrebbe trovato poco spazio. Sono molto sincero. Mi dispiace anche per Sena che sia rimasto qui perché meritava di giocare altrove. Si sono fatti duecento nomi, ma quando dicevo che non volevo nessuno è perché era la verità. Quando mi sono accorto che ci mancava un centrocampista, l'ho chiesto alla società, così come ho chiesto di mandare a giocare Viscardi perché ne ha bisogno. Anche Carfora vuole giocare, ma mi sono opposto alla sua cessione perché ha grande qualità e voglio lavorarci io».

Sull'importanza del tour de force: «Guardiamo a noi stessi. Non me ne frega nulla delle avversarie. Se non vinco, allora è inutile che penso agli altri».

L'appello finale ai tifosi: «Alleno per vedere la gente felice. L'appello è lo stesso: venite tutti allo stadio. Sempre se qualcuno è rimasto vivo dopo la partita di domenica. Ma sono quelle sfide che restano. Sarebbe un sogno vedere lo stadio pieno, ci serve come il pane. Giochiamo per vedere la gente felice».


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