Ascoli, Passeri: "In campo e fuori grande condivisione"
Ecco le parole Direttore Strategico dell'Ascoli, Andrea Passeri, che ha illustrato il lavoro della squadra sul territorio: "Sono l’anima sportiva della Famiglia, quando abbiamo deciso di intraprendere questa avventura ho definito innanzitutto l’idea che volevamo portare avanti, basata su un indirizzo etico e filosofico prima che calcistico, sapendo che la prima squadra è la vetrina più bella che abbiamo di quello che vogliamo raccontare. Partendo da questa idea abbiamo scelto l’allenatore e una squadra che faccia gioco, che coinvolga territorio e tifosi. Quando la squadra va in campo è una forza unica, lo abbiamo visto soprattutto nelle prime partite, c’è stata grande condivisione fin dalle amichevoli estive. Ascoli si riconosceva nell’Ascoli. Quando andiamo in campo giochiamo a calcio, non ci interessa la protesta, la furbizia, l’ostruzionismo, caratteristiche che possiamo raccontare all’esterno, a partire dal settore giovanile. Siamo riusciti a posizionare l’Ascoli nei media di settore, siamo finiti su riviste specifiche, sia per meriti tecnici che per valore culturale: hanno raccontato cos’è l’Ascoli, il derby con la Samb, il sold-out costante allo stadio. ‘Cronache di spogliatoio’, il medium di settore più forte, ha dato spazio all’Ascoli, riviste specifiche hanno parlato di noi. Siamo usciti fuori dal territorio, abbiamo giocato il torneo a Riyadh, tutti sono rimasti stupiti dal nostro gioco, abbiamo dato lezione a club più blasonati di noi. Il brand Ascoli è finito oltre confine, i nostri Under 15 avranno per sempre un grande ricordo di quella esperienza. I nostri giovani sono felici di andare in giro con la tuta dell’Ascoli, c’è grande coinvolgimento e c’è partecipazione da parte di tutti, anche dei genitori.
L’etica, il generare coinvolgimento e affezione sono alla base del nostro progetto e tutti devono riconoscersi in questa visione. Partendo dal settore giovanile e dalla creazione di valore attraverso le infrastrutture, si genera capillarmente un ecosistema che arriva in tutta Italia: stiamo ospitando società provenienti da tutte le regioni per disputare amichevoli, ogni settimana ci sono ragazzi in prova che tornano a casa con un ricordo e con un indumento marchiato Ascoli.
Nei prossimi sei mesi partiranno iniziative che si svilupperanno negli anni:
– i circoli bianconeri, che sono un’evoluzione dei fan club, saranno ‘gestiti’ direttamente dalla Società, saranno parte integrante del nostro modello, oltre ad avere agevolazioni per la sottoscrizione degli abbonamenti e per gli acquisti in store, potranno sviluppare in ogni paese attività propedeutiche alla presenza dell’Ascoli Calcio in quelle zone;
– gli atenei del calcio: oggi abbiamo oltre quindici società affiliate, quasi tutte del territorio, due centri tecnici, uno su Roma, abbiamo due affiliate in Brasile, e ne avremo altre anche in Colombia;
– nella prima settimana di giugno ci sarà un torneo giovanile, rivolto all’attività di base, che si svolgerà fra Picchio Village e stadio, porteremo ad Ascoli 36 squadre dilettantistiche e professionistiche.
Aggiungo che le infrastrutture hanno un ruolo fondamentale, quotidianamente dovranno essere centri di coinvolgimento e aggregazione, dovranno vivere ogni giorno e in questo ogni sponsor potrà fare la sua parte.
Vogliamo formare sempre più figure professionali, stiamo investendo nella tecnologia, abbiamo risorse all’interno del settore giovanile che in Italia non ha quasi nessuno, ogni settimana facciamo neuro training ai nostri ragazzi per sviluppare abilità cognitive e tempi di reazione con visori 3D, abbiamo telecamere sui campi che agevolano il lavoro dei match analysis.
Vogliamo generare valore e partecipazione in tutto quello che è il mondo Ascoli Calcio che per noi è garanzia per fare un percorso sostenibile nel lungo periodo”.